Il Dittico di Rambona è uno dei massimi capolavori della scultura eburnea dell’alto medioevo italiano. Per secoli studiose e studiosi si sono interessati alla sua iconografia alquanto inconsueta ed enigmatica, cercando di coglierne i segreti. Dopo una panoramica sul genere artistico dei dittici e sulle loro funzioni tra tarda antichità e alto medioevo, in questo studio mi propongo di effettuare un’analisi scientifica del materiale e della composizione strutturale del dittico, per concentrarmi successivamente sullo studio iconografico dell’opera, analizzando registro per registro la fitta serie di personaggi che lo popola. Dalla grande scena della Crocifissione che sovrasta maestosamente la lupa che allatta i gemelli nella valva sinistra, verranno poi passati in rassegna i tre registri della valva destra, i quali vedono rappresentati la Vergine in trono con Bambino, i tre santi titolari del monastero di Rambona (da cui proviene il dittico) e la misteriosa figura orizzontale che chiude il progetto figurativo, riguardo la quale avanzerò anche alcune ipotesi di identificazione. Cercherò, inoltre, di formulare alcune supposizioni riguardo la fattura del dittico, forse prodotto di un riutilizzo, e rispetto al suo utilizzo nell’ambito liturgico. Infine, per restituire un ritratto il più completo possibile del contesto di provenienza di questo manufatto, sarà doveroso parlare del monastero di Rambona e della sua fondatrice, l’imperatrice Ageltruda, per passare poi a chi nella modernità si occupò del reperto, partendo da Filippo Buonarroti, il primo a produrre una descrizione del dittico, il quale faceva parte della sua collezione personale prima della donazione alla Biblioteca Apostolica Vaticana.

Il Dittico di Rambona (secoli IX-X): iconografia, analisi materiale e contestualizzazione

VITALI, GIULIA
2025/2026

Abstract

Il Dittico di Rambona è uno dei massimi capolavori della scultura eburnea dell’alto medioevo italiano. Per secoli studiose e studiosi si sono interessati alla sua iconografia alquanto inconsueta ed enigmatica, cercando di coglierne i segreti. Dopo una panoramica sul genere artistico dei dittici e sulle loro funzioni tra tarda antichità e alto medioevo, in questo studio mi propongo di effettuare un’analisi scientifica del materiale e della composizione strutturale del dittico, per concentrarmi successivamente sullo studio iconografico dell’opera, analizzando registro per registro la fitta serie di personaggi che lo popola. Dalla grande scena della Crocifissione che sovrasta maestosamente la lupa che allatta i gemelli nella valva sinistra, verranno poi passati in rassegna i tre registri della valva destra, i quali vedono rappresentati la Vergine in trono con Bambino, i tre santi titolari del monastero di Rambona (da cui proviene il dittico) e la misteriosa figura orizzontale che chiude il progetto figurativo, riguardo la quale avanzerò anche alcune ipotesi di identificazione. Cercherò, inoltre, di formulare alcune supposizioni riguardo la fattura del dittico, forse prodotto di un riutilizzo, e rispetto al suo utilizzo nell’ambito liturgico. Infine, per restituire un ritratto il più completo possibile del contesto di provenienza di questo manufatto, sarà doveroso parlare del monastero di Rambona e della sua fondatrice, l’imperatrice Ageltruda, per passare poi a chi nella modernità si occupò del reperto, partendo da Filippo Buonarroti, il primo a produrre una descrizione del dittico, il quale faceva parte della sua collezione personale prima della donazione alla Biblioteca Apostolica Vaticana.
2025
The Rambona Diptych (IX-X centuries): iconography, material analysis and context
Dittico eburneo
Iconografia
Analisi materiale
Monastero di Rambona
Ageltruda
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/111905