Il bilinguismo heritage rappresenta un fenomeno pervasivo e in costante crescita nel panorama sociolinguistico e scolastico italiano. Lo sviluppo delle competenze morfosintattiche nella lingua maggioritaria è influenzato da una complessa interazione di variabili evolutive, quantitative e tipologiche. Tuttavia, la letteratura scientifica offre ancora evidenze limitate relative a bambini bilingui con italiano come lingua maggioritaria, soprattutto per quanto riguarda il confronto tra gruppi linguistici differenti e l’analisi delle abilità di comprensione e produzione. Il presente studio si propone di indagare le competenze morfosintattiche in comprensione e produzione in un campione di bambini bilingui heritage esposti all’italiano come lingua maggioritaria (L2), analizzando in particolare l’effetto dell’età, del tempo di esposizione linguistica e della lingua d’origine. Sono stati considerati tre gruppi linguistici: rumeno-moldavo, arabo e bengalese. La ricerca ha coinvolto 188 bambini di età compresa tra 4 e 8 anni, suddivisi in un gruppo prescolare e uno scolare. Le competenze morfosintattiche in italiano sono state valutate mediante quattro subtest della batteria standardizzata BVL 4-12 (comprensione grammaticale, completamento di frasi, giudizio grammaticale e ripetizione di frasi). I pattern di esposizione linguistica e i profili di acculturazione familiare sono stati rilevati attraverso un questionario strutturato somministrato ai genitori. I risultati evidenziano un effetto significativo dell’età: i bambini in età scolare ottengono punteggi grezzi significativamente superiori rispetto ai prescolari nella maggior parte delle prove, suggerendo che l’ingresso nella scuola primaria e l’alfabetizzazione favoriscono il consolidamento delle competenze grammaticali. Tuttavia, l’analisi dei punteggi standardizzati (z-score) mostra che i bambini bilingui presentano ancora un divario rispetto ai coetanei monolingui normotipici, collocandosi spesso al di sotto della media normativa, con importanti implicazioni cliniche in termini di rischio di sovradiagnosi di Disturbo Primario del Linguaggio (DPL). È stata inoltre riscontrata una relazione positiva e significativa tra la durata cumulativa dell’esposizione all’italiano e le prestazioni nelle prove morfosintattiche. Infine, emerge un chiaro effetto della distanza tipologica della lingua heritage: il gruppo rumeno-moldavo, più vicino strutturalmente all’italiano, mostra le prestazioni migliori, seguito dal gruppo arabofono, mentre il gruppo bengalese, caratterizzato da una maggiore distanza tipologica e da un profilo di acculturazione più orientato al mantenimento della lingua e cultura d’origine, evidenzia le maggiori difficoltà. In conclusione, lo sviluppo morfosintattico nei bambini bilingui heritage si configura come un processo multidimensionale, che richiede di considerare congiuntamente variabili individuali, linguistiche e contestuali per una corretta interpretazione del profilo linguistico.
Competenza morfosintattica in italiano nei bilingui heritage: effetti dell’età, dell’esposizione linguistica e della distanza tipologica
MERLO, GABRIELLA
2025/2026
Abstract
Il bilinguismo heritage rappresenta un fenomeno pervasivo e in costante crescita nel panorama sociolinguistico e scolastico italiano. Lo sviluppo delle competenze morfosintattiche nella lingua maggioritaria è influenzato da una complessa interazione di variabili evolutive, quantitative e tipologiche. Tuttavia, la letteratura scientifica offre ancora evidenze limitate relative a bambini bilingui con italiano come lingua maggioritaria, soprattutto per quanto riguarda il confronto tra gruppi linguistici differenti e l’analisi delle abilità di comprensione e produzione. Il presente studio si propone di indagare le competenze morfosintattiche in comprensione e produzione in un campione di bambini bilingui heritage esposti all’italiano come lingua maggioritaria (L2), analizzando in particolare l’effetto dell’età, del tempo di esposizione linguistica e della lingua d’origine. Sono stati considerati tre gruppi linguistici: rumeno-moldavo, arabo e bengalese. La ricerca ha coinvolto 188 bambini di età compresa tra 4 e 8 anni, suddivisi in un gruppo prescolare e uno scolare. Le competenze morfosintattiche in italiano sono state valutate mediante quattro subtest della batteria standardizzata BVL 4-12 (comprensione grammaticale, completamento di frasi, giudizio grammaticale e ripetizione di frasi). I pattern di esposizione linguistica e i profili di acculturazione familiare sono stati rilevati attraverso un questionario strutturato somministrato ai genitori. I risultati evidenziano un effetto significativo dell’età: i bambini in età scolare ottengono punteggi grezzi significativamente superiori rispetto ai prescolari nella maggior parte delle prove, suggerendo che l’ingresso nella scuola primaria e l’alfabetizzazione favoriscono il consolidamento delle competenze grammaticali. Tuttavia, l’analisi dei punteggi standardizzati (z-score) mostra che i bambini bilingui presentano ancora un divario rispetto ai coetanei monolingui normotipici, collocandosi spesso al di sotto della media normativa, con importanti implicazioni cliniche in termini di rischio di sovradiagnosi di Disturbo Primario del Linguaggio (DPL). È stata inoltre riscontrata una relazione positiva e significativa tra la durata cumulativa dell’esposizione all’italiano e le prestazioni nelle prove morfosintattiche. Infine, emerge un chiaro effetto della distanza tipologica della lingua heritage: il gruppo rumeno-moldavo, più vicino strutturalmente all’italiano, mostra le prestazioni migliori, seguito dal gruppo arabofono, mentre il gruppo bengalese, caratterizzato da una maggiore distanza tipologica e da un profilo di acculturazione più orientato al mantenimento della lingua e cultura d’origine, evidenzia le maggiori difficoltà. In conclusione, lo sviluppo morfosintattico nei bambini bilingui heritage si configura come un processo multidimensionale, che richiede di considerare congiuntamente variabili individuali, linguistiche e contestuali per una corretta interpretazione del profilo linguistico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/111942