"Roma città aperta" e "Paisà" di Roberto Rossellini, con uno sguardo verso le macerie. Il presente lavoro di tesi si propone di analizzare i ruderi nel cinema di Roberto Rossellini, focalizzandosi in particolare su due film del Neorealismo: Roma città aperta (1945) e Paisà (1946). L’obiettivo della ricerca è dimostrare come la rovina bellica non sia solo la oggetto scenografico che permette di rivivere il trauma, ma come si trasforma in un elemento narrativo e simbolico centrale per comprendere la transizione dell’Italia una nuova era. Attraverso l’analisi e lo studio del contesto storico-sociale, l’elaborato esplora la maceria non come residuo di un evento catastrofico, ma come un punto di partenza per la ricostruzione dell'identità nazionale. Il vuoto lasciato dai crolli viene rielaborato come un terreno pronto per una nuova visione etica e cinematografica. Nella parte conclusiva, la tesi stabilisce un confronto critico tra l'estetica rosselliniana e le immagini delle guerre contemporanee. L’analisi ha come fine di mettere in luce, attraverso la lezione del Neorealismo, e come possa ancora oggi offrirci gli strumenti per elaborare il trauma dei conflitti attuali, ricordandoci che la memoria delle macerie sono una premessa indispensabile per ogni processo di rinascita e per una consapevolezza sociale di fronte alla tragedia della storia.

Roma Città Aperta e Paisà: le macerie

BERNARDO, ALESSANDRA
2025/2026

Abstract

"Roma città aperta" e "Paisà" di Roberto Rossellini, con uno sguardo verso le macerie. Il presente lavoro di tesi si propone di analizzare i ruderi nel cinema di Roberto Rossellini, focalizzandosi in particolare su due film del Neorealismo: Roma città aperta (1945) e Paisà (1946). L’obiettivo della ricerca è dimostrare come la rovina bellica non sia solo la oggetto scenografico che permette di rivivere il trauma, ma come si trasforma in un elemento narrativo e simbolico centrale per comprendere la transizione dell’Italia una nuova era. Attraverso l’analisi e lo studio del contesto storico-sociale, l’elaborato esplora la maceria non come residuo di un evento catastrofico, ma come un punto di partenza per la ricostruzione dell'identità nazionale. Il vuoto lasciato dai crolli viene rielaborato come un terreno pronto per una nuova visione etica e cinematografica. Nella parte conclusiva, la tesi stabilisce un confronto critico tra l'estetica rosselliniana e le immagini delle guerre contemporanee. L’analisi ha come fine di mettere in luce, attraverso la lezione del Neorealismo, e come possa ancora oggi offrirci gli strumenti per elaborare il trauma dei conflitti attuali, ricordandoci che la memoria delle macerie sono una premessa indispensabile per ogni processo di rinascita e per una consapevolezza sociale di fronte alla tragedia della storia.
2025
Roma Città Aperta e Paisà: The Ruins
Le Macerie
Roma Città Aperta
Paisà
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112004