This paper traces the history of the Palazzo della Ragione in Vicenza, focusing specifically on Andrea Palladio’s intervention, a contribution so significant that it forever changed the building's name to Basilica. From the establishment of the Comune in the mid-12th century, the city began developing representative seats of civic identity overlooking what is now Piazza dei Signori. By the mid-15th century, these ancient structures were merged into the palatium novum comunis, which, at the end of the century, was further enhanced by a double order of loggias. The subsequent collapse of this structure sparked a long-standing querelle regarding its reconstruction. This debate evolved from initial proposals, aimed solely at structural consolidation, toward a design approach that soon took on a profoundly symbolic significance. Indeed, the Palazzo della Ragione became the preferred instrument for the aristocracy to project a specific image of Vicenza: that of a wealthy, cultured, dynamic, and cosmopolitan city. Despite seeking consultations from the most prominent architects of the era, it was the local designer Andrea Palladio who proved capable of satisfying the self-representational needs of the ruling class. He reimagined the building through a language inspired by classical forms, while simultaneously achieving a perfect harmony with the characteristics of the pre-existing 15th-century palace.

Il presente elaborato ripercorre la storia del Palazzo della Ragione di Vicenza e dedica particolare attenzione all’intervento di Andrea Palladio, tanto significativo da mutare per sempre l’appellativo dell’edificio in Basilica. Fin dalla costituzione del Comune alla metà del XII secolo, la città si dota di sedi rappresentative dell'identità civica che sorgono nell’area che affaccia sull'attuale piazza dei Signori; alla metà del Quattrocento i vetusti edifici sono riuniti nel palatium novum comunis al quale, alla fine del secolo, è applicato un doppio ordine di logge. Il crollo di questa struttura determina il protrarsi di una lunga querelle sul tema della ricostruzione che vede il passaggio dalle prime soluzioni, unicamente volte a consolidare la statica dell’edificio, a una progettualità che ben presto si connota per un significato marcatamente simbolico. Il Palazzo della Ragione, infatti, diventa lo strumento prediletto dall’aristocrazia per veicolare una precisa immagine di Vicenza, vale a dire una città ricca, colta, dinamica e cosmopolita. Nonostante le consulenze richieste ai maggiori architetti dell’epoca, è il progettista locale Andrea Palladio a dimostrarsi capace di soddisfare le esigenze auto-rappresentative del ceto dirigente: egli ripenserà l’edificio secondo un linguaggio ispirato alle forme della classicità ma che a, contempo, è in grado di dialogare in perfetta armonia con le caratteristiche del preesistente palazzo quattrocentesco.

Da Palazzo della Ragione a Basilica palladiana: storia di un’architettura civica

CATTIN, ELISA
2025/2026

Abstract

This paper traces the history of the Palazzo della Ragione in Vicenza, focusing specifically on Andrea Palladio’s intervention, a contribution so significant that it forever changed the building's name to Basilica. From the establishment of the Comune in the mid-12th century, the city began developing representative seats of civic identity overlooking what is now Piazza dei Signori. By the mid-15th century, these ancient structures were merged into the palatium novum comunis, which, at the end of the century, was further enhanced by a double order of loggias. The subsequent collapse of this structure sparked a long-standing querelle regarding its reconstruction. This debate evolved from initial proposals, aimed solely at structural consolidation, toward a design approach that soon took on a profoundly symbolic significance. Indeed, the Palazzo della Ragione became the preferred instrument for the aristocracy to project a specific image of Vicenza: that of a wealthy, cultured, dynamic, and cosmopolitan city. Despite seeking consultations from the most prominent architects of the era, it was the local designer Andrea Palladio who proved capable of satisfying the self-representational needs of the ruling class. He reimagined the building through a language inspired by classical forms, while simultaneously achieving a perfect harmony with the characteristics of the pre-existing 15th-century palace.
2025
Andrea Palladio: how to transform a city council building into a Basilica
Il presente elaborato ripercorre la storia del Palazzo della Ragione di Vicenza e dedica particolare attenzione all’intervento di Andrea Palladio, tanto significativo da mutare per sempre l’appellativo dell’edificio in Basilica. Fin dalla costituzione del Comune alla metà del XII secolo, la città si dota di sedi rappresentative dell'identità civica che sorgono nell’area che affaccia sull'attuale piazza dei Signori; alla metà del Quattrocento i vetusti edifici sono riuniti nel palatium novum comunis al quale, alla fine del secolo, è applicato un doppio ordine di logge. Il crollo di questa struttura determina il protrarsi di una lunga querelle sul tema della ricostruzione che vede il passaggio dalle prime soluzioni, unicamente volte a consolidare la statica dell’edificio, a una progettualità che ben presto si connota per un significato marcatamente simbolico. Il Palazzo della Ragione, infatti, diventa lo strumento prediletto dall’aristocrazia per veicolare una precisa immagine di Vicenza, vale a dire una città ricca, colta, dinamica e cosmopolita. Nonostante le consulenze richieste ai maggiori architetti dell’epoca, è il progettista locale Andrea Palladio a dimostrarsi capace di soddisfare le esigenze auto-rappresentative del ceto dirigente: egli ripenserà l’edificio secondo un linguaggio ispirato alle forme della classicità ma che a, contempo, è in grado di dialogare in perfetta armonia con le caratteristiche del preesistente palazzo quattrocentesco.
Andrea Palladio
Vicenza
Architettura
Palazzo comunale
XVI secolo
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Cattin_Elisa_tesi.pdf

accesso aperto

Dimensione 5.31 MB
Formato Adobe PDF
5.31 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112007