La presente tesi analizza la nascita e l’evoluzione del Museo degli Affreschi Giovanni Battista Cavalcaselle, approfondendo il rapporto tra tutela delle pitture murali, musealizzazione e valorizzazione del patrimonio artistico veronese. La ricerca prende avvio dallo studio del complesso di San Francesco al Corso, sede del museo, ricostruendone le trasformazioni storiche, i cambi di destinazione d’uso e le principali sistemazioni museografiche che hanno interessato il complesso nel corso del Novecento. Particolare attenzione viene dedicata alla figura di Licisco Magagnato, direttore dei Musei Civici veronesi dal 1955 al 1986, il cui contributo risultò determinante nella definizione dell’identità del museo e nella sua apertura al pubblico. Il lavoro approfondisce inoltre le principali tecniche di esecuzione e distacco degli affreschi, soffermandosi sul dibattito sviluppatosi tra Ottocento e Novecento riguardo alla liceità della rimozione delle pitture murali dal loro contesto originario. In questo quadro vengono analizzate l’evoluzione del pensiero sul restauro in Italia e le problematiche conservative legate alla tutela delle superfici dipinte, con particolare riferimento al contesto veneto e veronese. Il capitolo conclusivo è dedicato all’analisi di alcuni tra i più significativi affreschi staccati conservati presso il museo, esaminandone provenienza, vicende conservative e modalità espositive. Attraverso questi casi studio, la ricerca mette in luce il delicato equilibrio tra perdita del contesto originario e necessità di salvaguardia, evidenziando come il museo rappresenti oggi uno strumento fondamentale per la conservazione e la trasmissione della memoria storica e artistica di una città come Verona.
Verona urbs picta: tutela, distacco e musealizzazione delle pitture murali nel Museo degli Affreschi Giovanni Battista Cavalcaselle
VERZINI, LAURA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza la nascita e l’evoluzione del Museo degli Affreschi Giovanni Battista Cavalcaselle, approfondendo il rapporto tra tutela delle pitture murali, musealizzazione e valorizzazione del patrimonio artistico veronese. La ricerca prende avvio dallo studio del complesso di San Francesco al Corso, sede del museo, ricostruendone le trasformazioni storiche, i cambi di destinazione d’uso e le principali sistemazioni museografiche che hanno interessato il complesso nel corso del Novecento. Particolare attenzione viene dedicata alla figura di Licisco Magagnato, direttore dei Musei Civici veronesi dal 1955 al 1986, il cui contributo risultò determinante nella definizione dell’identità del museo e nella sua apertura al pubblico. Il lavoro approfondisce inoltre le principali tecniche di esecuzione e distacco degli affreschi, soffermandosi sul dibattito sviluppatosi tra Ottocento e Novecento riguardo alla liceità della rimozione delle pitture murali dal loro contesto originario. In questo quadro vengono analizzate l’evoluzione del pensiero sul restauro in Italia e le problematiche conservative legate alla tutela delle superfici dipinte, con particolare riferimento al contesto veneto e veronese. Il capitolo conclusivo è dedicato all’analisi di alcuni tra i più significativi affreschi staccati conservati presso il museo, esaminandone provenienza, vicende conservative e modalità espositive. Attraverso questi casi studio, la ricerca mette in luce il delicato equilibrio tra perdita del contesto originario e necessità di salvaguardia, evidenziando come il museo rappresenti oggi uno strumento fondamentale per la conservazione e la trasmissione della memoria storica e artistica di una città come Verona.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112036