L’elaborato approfondisce il tema della narrazione e dell'approccio narrativo-biografico e autobiografico nelle scienze umane e sociali, in rapporto al racconto delle storie di vita e alla scrittura di sé, come dispositivi pedagogici e di conoscenza. L’interesse della ricerca si sviluppa lungo un orizzonte interdisciplinare, che intreccia i contributi di filosofia, pedagogia, psicologia, sociologia, letteratura. La prima parte presenta una panoramica sull’evoluzione cognitiva, sociale e culturale dell’attitudine umana a narrare e narrarsi, del racconto orale e della scrittura. In seguito si concentra sui fondamenti teorici ed epistemologici della narrazione, le funzioni e le strutture narrative, il ruolo delle storie nella vita quotidiana, le caratteristiche e i meccanismi del pensiero narrativo, in relazione alla costruzione del linguaggio, del significato, all’organizzazione dell’esperienza e alla capacità di raccontare le storie. La parte intermedia analizza le complesse questioni del Sé e dell’identità personale, evidenziando come siano una costruzione in divenire per mezzo dell'atto narrativo in cui il soggetto si scopre e riconosce all'interno di una trama, interpreta, organizza e risignifica la propria storia nel dialogo con l’alterità. Questi processi presentano un legame costitutivo con le dimensioni della memoria narrativa personale e collettiva, del tempo vissuto e di quella corporeo-emotiva, indispensabili per comprendere ed esplicitare le esperienze vissute. Inoltre, si compiono all'interno delle dinamiche di una ricerca di significato e di senso dell’esperienza, che sfida la complessità della realtà contemporanea e la fragilità della condizione esistenziale. Il percorso converge infine sulla narrazione nella forma della scrittura autobiografica e ha per sfondo di riferimento e naturale approdo pedagogico l’importanza del «Fare o far fare autobiografia» – espressione che rimanda alla prospettiva metodologica di Duccio Demetrio – nel significato di formarsi e formare le persone alla narrazione della propria storia di vita. La tesi mette in luce come il racconto e la scrittura di sé attivino la capacità introspettiva e di autoanalisi, attraverso un’intenzionale riflessività sul passato che crea connessioni con il presente e permette di modificarli, ma proietta anche nel futuro. Questo impegna diversi processi di apprendimento, di crescita e di cambiamento a vari livelli, perciò il metodo autobiografico rappresenta uno strumento privilegiato dal punto di vista auto-formativo, curativo e terapeutico, ad ogni età del singolo individuo, per un gruppo o una comunità. È inoltre fondamentale per le professioni degli educatori, dei formatori e dei ricercatori autobiografi, ai quali è chiesto di dedicarsi per primi la scrittura di sé, quale competenza per poi interpretare e documentare l’esperienza educativa. Il metodo rivela il suo potere maieutico come risorsa nella didattica della scuola e nell’ambito di progetti educativi sociali e culturali, nelle relazioni di aiuto e cura, e ovunque l’ascolto e la raccolta delle storie di vita diventino un progetto per promuovere emancipazione, inclusione e valorizzazione delle persone e delle comunità.
RACCONTO E SCRITTURA DI SÉ: L'IMPORTANZA DI “FARE AUTOBIOGRAFIA”
CONTIERO, MICHELA
2025/2026
Abstract
L’elaborato approfondisce il tema della narrazione e dell'approccio narrativo-biografico e autobiografico nelle scienze umane e sociali, in rapporto al racconto delle storie di vita e alla scrittura di sé, come dispositivi pedagogici e di conoscenza. L’interesse della ricerca si sviluppa lungo un orizzonte interdisciplinare, che intreccia i contributi di filosofia, pedagogia, psicologia, sociologia, letteratura. La prima parte presenta una panoramica sull’evoluzione cognitiva, sociale e culturale dell’attitudine umana a narrare e narrarsi, del racconto orale e della scrittura. In seguito si concentra sui fondamenti teorici ed epistemologici della narrazione, le funzioni e le strutture narrative, il ruolo delle storie nella vita quotidiana, le caratteristiche e i meccanismi del pensiero narrativo, in relazione alla costruzione del linguaggio, del significato, all’organizzazione dell’esperienza e alla capacità di raccontare le storie. La parte intermedia analizza le complesse questioni del Sé e dell’identità personale, evidenziando come siano una costruzione in divenire per mezzo dell'atto narrativo in cui il soggetto si scopre e riconosce all'interno di una trama, interpreta, organizza e risignifica la propria storia nel dialogo con l’alterità. Questi processi presentano un legame costitutivo con le dimensioni della memoria narrativa personale e collettiva, del tempo vissuto e di quella corporeo-emotiva, indispensabili per comprendere ed esplicitare le esperienze vissute. Inoltre, si compiono all'interno delle dinamiche di una ricerca di significato e di senso dell’esperienza, che sfida la complessità della realtà contemporanea e la fragilità della condizione esistenziale. Il percorso converge infine sulla narrazione nella forma della scrittura autobiografica e ha per sfondo di riferimento e naturale approdo pedagogico l’importanza del «Fare o far fare autobiografia» – espressione che rimanda alla prospettiva metodologica di Duccio Demetrio – nel significato di formarsi e formare le persone alla narrazione della propria storia di vita. La tesi mette in luce come il racconto e la scrittura di sé attivino la capacità introspettiva e di autoanalisi, attraverso un’intenzionale riflessività sul passato che crea connessioni con il presente e permette di modificarli, ma proietta anche nel futuro. Questo impegna diversi processi di apprendimento, di crescita e di cambiamento a vari livelli, perciò il metodo autobiografico rappresenta uno strumento privilegiato dal punto di vista auto-formativo, curativo e terapeutico, ad ogni età del singolo individuo, per un gruppo o una comunità. È inoltre fondamentale per le professioni degli educatori, dei formatori e dei ricercatori autobiografi, ai quali è chiesto di dedicarsi per primi la scrittura di sé, quale competenza per poi interpretare e documentare l’esperienza educativa. Il metodo rivela il suo potere maieutico come risorsa nella didattica della scuola e nell’ambito di progetti educativi sociali e culturali, nelle relazioni di aiuto e cura, e ovunque l’ascolto e la raccolta delle storie di vita diventino un progetto per promuovere emancipazione, inclusione e valorizzazione delle persone e delle comunità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112117