L'elaborato indaga il fenomeno dello sharenting, la condivisione sistematica di immagini e informazioni inerenti ai figli minori sui social network da parte dei genitori, focalizzandosi sulle implicazioni pedagogiche e identitarie nella fascia d'età zero-tre anni. Attraverso una prospettiva interdisciplinare che intreccia sociologia digitale, diritto e pedagogia, la ricerca analizza come la sovraesposizione online trasformi precocemente l'esperienza infantile in un dato quantificabile, la cui identità del bambino viene costruita per procura, in totale assenza di un consenso informato. La trattazione esplora le motivazioni profonde degli adulti, evidenziando il delicato confine tra la ricerca di supporto genitoriale e le derive di spettacolarizzazione a fini di lucro. Vengono inoltre esaminati i rischi a lungo termine legati alla permanenza delle tracce digitali: dall'esposizione al grooming e al cyberbullismo, fino alle emergenti minacce di manipolazione dell'immagine tramite Intelligenza Artificiale (deepfake). A fronte di un panorama giuridico in rapida transizione, segnato dalle recenti proposte legislative del 2024 e dalle campagne di sensibilizzazione promosse dal Garante per la Protezione dei Dati Personali nel 2025, il lavoro individua nei servizi educativi per la prima infanzia il presidio preventivo d'elezione. L'obiettivo conclusivo è dimostrare come una solida alleanza educativa all'interno dei nidi possa promuovere una nuova consapevolezza tecnologica nelle famiglie, tutelando il diritto alla riservatezza del minore e garantendogli un "futuro aperto", libero da impronte digitali etero-dirette.

Sharenting e consenso informato: il ruolo dei servizi educativi 0-3

GELSI, SILVIA
2025/2026

Abstract

L'elaborato indaga il fenomeno dello sharenting, la condivisione sistematica di immagini e informazioni inerenti ai figli minori sui social network da parte dei genitori, focalizzandosi sulle implicazioni pedagogiche e identitarie nella fascia d'età zero-tre anni. Attraverso una prospettiva interdisciplinare che intreccia sociologia digitale, diritto e pedagogia, la ricerca analizza come la sovraesposizione online trasformi precocemente l'esperienza infantile in un dato quantificabile, la cui identità del bambino viene costruita per procura, in totale assenza di un consenso informato. La trattazione esplora le motivazioni profonde degli adulti, evidenziando il delicato confine tra la ricerca di supporto genitoriale e le derive di spettacolarizzazione a fini di lucro. Vengono inoltre esaminati i rischi a lungo termine legati alla permanenza delle tracce digitali: dall'esposizione al grooming e al cyberbullismo, fino alle emergenti minacce di manipolazione dell'immagine tramite Intelligenza Artificiale (deepfake). A fronte di un panorama giuridico in rapida transizione, segnato dalle recenti proposte legislative del 2024 e dalle campagne di sensibilizzazione promosse dal Garante per la Protezione dei Dati Personali nel 2025, il lavoro individua nei servizi educativi per la prima infanzia il presidio preventivo d'elezione. L'obiettivo conclusivo è dimostrare come una solida alleanza educativa all'interno dei nidi possa promuovere una nuova consapevolezza tecnologica nelle famiglie, tutelando il diritto alla riservatezza del minore e garantendogli un "futuro aperto", libero da impronte digitali etero-dirette.
2025
Sharenting and informed consent: the role of 0-3 educational services
Consenso
Privacy
Infanzia
Diritti
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112122