La comunicazione rappresenta uno degli elementi fondanti della vita di ogni persona ed è presente in ogni momento della quotidianità. Spesso si comunica senza rendersene conto: sia attraverso le parole, sia tramite gesti, espressioni del volto, silenzi e comportamenti. Ciò è particolarmente evidente se consideriamo i bambini piccoli che, già dai primi mesi di vita, sono in grado di esprimere bisogni, emozioni e stati d’animo non verbalmente. Inoltre, la comunicazione ci accompagna durante tutto l’arco della vita, influenzando lo sviluppo, le relazioni e il modo di percepire il mondo. In una società sempre più multiculturale, il tema della trasmissione linguistica assume un ruolo centrale. Trasmettere e mantenere una lingua non significa soltanto insegnare parole e regole grammaticali, ma anche tramandare cultura, valori, tradizioni e modi diversi di interpretare la realtà. Basti pensare che un semplice gesto può assumere significati differenti a seconda del contesto di riferimento. Il mantenimento della lingua d’origine dei genitori, tramandata ai figli che vivono in un contesto in cui è presente un’altra lingua maggioritaria, dipende da molteplici fattori sociali, familiari e individuali che possono contribuire a favorire od ostacolare la continuità tra le generazioni. Tra i vari fattori, assumono particolare rilevanza l’ambiente in cui il bambino cresce, l’influenza della famiglia e della scuola, gli aspetti quantitativi e qualitativi degli input linguistici ricevuti e la motivazione sia dei genitori sia dei figli. Tra tutti gli aspetti che incidono sul mantenimento, però, ha un ruolo centrale l’età in cui avviene l’esposizione alla lingua: numerosi studi evidenziano l’importanza dei primi mille giorni di vita, un periodo caratterizzato da elevata plasticità cerebrale e forte capacità di apprendimento. Tutti gli stimoli ricevuti durante questi primi anni possono influenzare in modo significativo lo sviluppo presente e futuro del bambino. La presente tesi si propone di analizzare i principali fattori che favoriscono il mantenimento della lingua d’origine dei genitori nei contesti bilingui, collegando gli aspetti teorici alle esperienze della vita quotidiana. A questo scopo è stato intervistato un campione composto da genitori stranieri e figli di seconda generazione, con l’obiettivo di comprendere se e in che modo la lingua ereditaria sia stata mantenuta nel tempo. Inoltre, si cercherà di individuare i fattori che hanno favorito oppure ostacolato il processo.
I fattori che influenzano il mantenimento della lingua d'origine trasmessa dai genitori ai figli: l'importanza della fascia 0-3 anni nel contesto bilingue
RESENTERRA, GIULIA
2025/2026
Abstract
La comunicazione rappresenta uno degli elementi fondanti della vita di ogni persona ed è presente in ogni momento della quotidianità. Spesso si comunica senza rendersene conto: sia attraverso le parole, sia tramite gesti, espressioni del volto, silenzi e comportamenti. Ciò è particolarmente evidente se consideriamo i bambini piccoli che, già dai primi mesi di vita, sono in grado di esprimere bisogni, emozioni e stati d’animo non verbalmente. Inoltre, la comunicazione ci accompagna durante tutto l’arco della vita, influenzando lo sviluppo, le relazioni e il modo di percepire il mondo. In una società sempre più multiculturale, il tema della trasmissione linguistica assume un ruolo centrale. Trasmettere e mantenere una lingua non significa soltanto insegnare parole e regole grammaticali, ma anche tramandare cultura, valori, tradizioni e modi diversi di interpretare la realtà. Basti pensare che un semplice gesto può assumere significati differenti a seconda del contesto di riferimento. Il mantenimento della lingua d’origine dei genitori, tramandata ai figli che vivono in un contesto in cui è presente un’altra lingua maggioritaria, dipende da molteplici fattori sociali, familiari e individuali che possono contribuire a favorire od ostacolare la continuità tra le generazioni. Tra i vari fattori, assumono particolare rilevanza l’ambiente in cui il bambino cresce, l’influenza della famiglia e della scuola, gli aspetti quantitativi e qualitativi degli input linguistici ricevuti e la motivazione sia dei genitori sia dei figli. Tra tutti gli aspetti che incidono sul mantenimento, però, ha un ruolo centrale l’età in cui avviene l’esposizione alla lingua: numerosi studi evidenziano l’importanza dei primi mille giorni di vita, un periodo caratterizzato da elevata plasticità cerebrale e forte capacità di apprendimento. Tutti gli stimoli ricevuti durante questi primi anni possono influenzare in modo significativo lo sviluppo presente e futuro del bambino. La presente tesi si propone di analizzare i principali fattori che favoriscono il mantenimento della lingua d’origine dei genitori nei contesti bilingui, collegando gli aspetti teorici alle esperienze della vita quotidiana. A questo scopo è stato intervistato un campione composto da genitori stranieri e figli di seconda generazione, con l’obiettivo di comprendere se e in che modo la lingua ereditaria sia stata mantenuta nel tempo. Inoltre, si cercherà di individuare i fattori che hanno favorito oppure ostacolato il processo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112128