Dopo la fine della seconda guerra mondiale l’Italia si trovò a dover definire la propria politica estera. Lo studio di come venne trattata la questione di Trieste (che era uno dei temi centrali) offre interessanti osservazioni in tal senso. In questa analisi viene considerato il periodo dall’ottobre 1946 al maggio 1948 e l’avvicendamento al Ministero degli Esteri di Pietro Nenni con Carlo Sforza. Per la questione di Trieste si delinearono soluzioni diverse, perché diverso era il pensiero di come fosse più conveniente e dovesse collocarsi sul piano internazionale l’Italia. Nenni cercava di attuare una politica di equidistanza, mantenendo una concezione prebellica; e così nel trattare la questione di Trieste, con un certo idealismo, difendeva l’italianità della città, ma aveva attenzione per le ragioni di sicurezza della Jugoslavia, preferiva negoziare con Tito. Sforza era invece filo occidentale e atlantista, allineato agli USA ed auspicava l’inserimento dell’Italia nel blocco occidentale; così nel trattare la questione di Trieste, con realismo diplomatico, riteneva essenziale per l’Italia il sostegno occidentale e cercava di ottenerlo sfruttando la forte componente internazionale della questione. Tali elementi, visioni e obiettivi diversi emergono dall’esame dei documenti relativi alle posizioni ed azioni di volta in volta assunte nel tempo dai due esponenti nell’affrontare i problemi che la questione di Trieste via via presentava.

Tra dialogo con l'Est e Atlantismo: la politica italiana per Trieste da Nenni a Sforza (ottobre 1946 - maggio 1948)

SOLARI, GIAN NICOLA
2025/2026

Abstract

Dopo la fine della seconda guerra mondiale l’Italia si trovò a dover definire la propria politica estera. Lo studio di come venne trattata la questione di Trieste (che era uno dei temi centrali) offre interessanti osservazioni in tal senso. In questa analisi viene considerato il periodo dall’ottobre 1946 al maggio 1948 e l’avvicendamento al Ministero degli Esteri di Pietro Nenni con Carlo Sforza. Per la questione di Trieste si delinearono soluzioni diverse, perché diverso era il pensiero di come fosse più conveniente e dovesse collocarsi sul piano internazionale l’Italia. Nenni cercava di attuare una politica di equidistanza, mantenendo una concezione prebellica; e così nel trattare la questione di Trieste, con un certo idealismo, difendeva l’italianità della città, ma aveva attenzione per le ragioni di sicurezza della Jugoslavia, preferiva negoziare con Tito. Sforza era invece filo occidentale e atlantista, allineato agli USA ed auspicava l’inserimento dell’Italia nel blocco occidentale; così nel trattare la questione di Trieste, con realismo diplomatico, riteneva essenziale per l’Italia il sostegno occidentale e cercava di ottenerlo sfruttando la forte componente internazionale della questione. Tali elementi, visioni e obiettivi diversi emergono dall’esame dei documenti relativi alle posizioni ed azioni di volta in volta assunte nel tempo dai due esponenti nell’affrontare i problemi che la questione di Trieste via via presentava.
2025
Between the dialogue with the East and Atlanticism: the Italian policy towards Trieste from Nenni to Sforza (October 1946 - May 1948)
Territorio Libero
Trieste
Politica estera
Pietro Nenni
Carlo Sforza
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112235