Allo scopo di determinare le caratteristiche di rischio da frana e di definire un protocollo di analisi ripetibile per altre aree con caratteristiche simili, questo studio analizza i fenomeni gravitativi presenti nelle Dolomiti Bellunesi, con particolare riferimento alla Val di Zoldo, attraverso l’integrazione di dati provenienti da portali istituzionali e informazioni derivate da foto aeree, carte topografiche e modelli digitali del terreno, tramite l'impiego di modelli geomatici e numerici. I dati di frana, comprendenti crolli e debris flow, vengono verificati, aggiornati e armonizzati per la costruzione di un database coerente e utilizzabile in ambiente GIS. Un modello numerico di runout viene poi impiegato, con calibrazioni basate su dati di campo, per ottenere mappe di impatto. A supporto della calibrazione del modello numerico, viene inoltre analizzato l’indice NDVI per quantificare lo stato della copertura vegetale nelle aree instabili e regolare di conseguenza i fattori di attrito basale. Sulla base del dataset consolidato, viene implementato il modello GPP (Gravitational Process Path) di SAGA GIS (Wichmann, 2017) per simulare diversi scenari di instabilità, da condizioni meno severe a eventi di maggiore intensità, con l’obiettivo di stimare i volumi mobilizzati, le distanze percorse e i potenziali danni agli edifici in funzione dell’energia d’impatto. L’elaborato fornisce una valutazione quantitativa e spazialmente esplicita della pericolosità gravitativa locale, evidenziando le dinamiche dei processi e le possibili implicazioni per la gestione del rischio.
Valutazione quantitativa del rischio da frana nella Val di Zoldo, pericolosità, intensità e vulnerabilità degli elementi a rischio
CARLI, GABRIELE
2025/2026
Abstract
Allo scopo di determinare le caratteristiche di rischio da frana e di definire un protocollo di analisi ripetibile per altre aree con caratteristiche simili, questo studio analizza i fenomeni gravitativi presenti nelle Dolomiti Bellunesi, con particolare riferimento alla Val di Zoldo, attraverso l’integrazione di dati provenienti da portali istituzionali e informazioni derivate da foto aeree, carte topografiche e modelli digitali del terreno, tramite l'impiego di modelli geomatici e numerici. I dati di frana, comprendenti crolli e debris flow, vengono verificati, aggiornati e armonizzati per la costruzione di un database coerente e utilizzabile in ambiente GIS. Un modello numerico di runout viene poi impiegato, con calibrazioni basate su dati di campo, per ottenere mappe di impatto. A supporto della calibrazione del modello numerico, viene inoltre analizzato l’indice NDVI per quantificare lo stato della copertura vegetale nelle aree instabili e regolare di conseguenza i fattori di attrito basale. Sulla base del dataset consolidato, viene implementato il modello GPP (Gravitational Process Path) di SAGA GIS (Wichmann, 2017) per simulare diversi scenari di instabilità, da condizioni meno severe a eventi di maggiore intensità, con l’obiettivo di stimare i volumi mobilizzati, le distanze percorse e i potenziali danni agli edifici in funzione dell’energia d’impatto. L’elaborato fornisce una valutazione quantitativa e spazialmente esplicita della pericolosità gravitativa locale, evidenziando le dinamiche dei processi e le possibili implicazioni per la gestione del rischio.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112372