L’interazione con sistemi intelligenti è ormai parte integrante della nostra quotidianità e la loro crescente naturalezza solleva diversi interrogativi su quanto la comunicazione artificiale possa avvicinarsi a quella umana, soprattutto quando il contenuto veicola diversi livelli di emotività. La presente tesi indaga questo aspetto misurando, tramite la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso (fNIRS), le variazioni emodinamiche nei canali frontali e temporali durante l’ascolto di frasi ad alta e bassa emotività veicolati dalla voce umana e artificiale. In linea con quanto ipotizzato, i risultati evidenziano un chiaro vantaggio comunicativo e una maggiore ricchezza prosodica della voce umana, rispetto a quella artificiale. Quest'ultima riesce a trasmettere lo stato emotivo del messaggio, ma con un’efficacia qualitativa inferiore. È inoltre emerso un pattern di attivazione cerebrale diverso per la voce umana e per quella artificiale, anche in funzione del livello di emotività della frase, suggerendo una diversa elaborazione neurale per i due tipi di voce. Questo studio contribuisce alla comprensione dei processi cognitivi coinvolti nel contesto del marketing e della pubblicità, settori in cui i sistemi vocali influenzano la percezione del consumatore e le strategie comunicative delle aziende.
Consumer Neuroscience: uno studio fNIRS sull’elaborazione neurocognitiva di stimoli linguistici a basso ed alto livello di emotività veicolati da voce umana o artificiale
OULD MOHAMED LEMINE, AICHA
2025/2026
Abstract
L’interazione con sistemi intelligenti è ormai parte integrante della nostra quotidianità e la loro crescente naturalezza solleva diversi interrogativi su quanto la comunicazione artificiale possa avvicinarsi a quella umana, soprattutto quando il contenuto veicola diversi livelli di emotività. La presente tesi indaga questo aspetto misurando, tramite la spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso (fNIRS), le variazioni emodinamiche nei canali frontali e temporali durante l’ascolto di frasi ad alta e bassa emotività veicolati dalla voce umana e artificiale. In linea con quanto ipotizzato, i risultati evidenziano un chiaro vantaggio comunicativo e una maggiore ricchezza prosodica della voce umana, rispetto a quella artificiale. Quest'ultima riesce a trasmettere lo stato emotivo del messaggio, ma con un’efficacia qualitativa inferiore. È inoltre emerso un pattern di attivazione cerebrale diverso per la voce umana e per quella artificiale, anche in funzione del livello di emotività della frase, suggerendo una diversa elaborazione neurale per i due tipi di voce. Questo studio contribuisce alla comprensione dei processi cognitivi coinvolti nel contesto del marketing e della pubblicità, settori in cui i sistemi vocali influenzano la percezione del consumatore e le strategie comunicative delle aziende.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112419