La presente tesi analizza il tema della rappresentazione del diabete di tipo 1 all’interno dei prodotti culturali e il potenziale contributo degli strumenti ludici nei processi di apprendimento terapeutico e di accettazione della malattia. In particolare, lo studio si concentra sul caso della Barbie con diabete di tipo 1, introdotta da Mattel nel 2025, considerandola un esempio significativo di rappresentazione inclusiva della condizione cronica e del corpo caratterizzato dalla presenza di dispositivi medici. A partire da una riflessione teorica sul rapporto tra corpo, identità, tecnologie sanitarie e rappresentazione mediatica, la ricerca approfondisce il modo in cui il diabete e gli strumenti necessari alla sua gestione possano influenzare la percezione di sé e la costruzione dell’identità personale, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza. L’elaborato esamina inoltre il percorso storico e culturale della Barbie come icona della femminilità, mettendo in evidenza la sua evoluzione da modello estetico idealizzato a simbolo di inclusione, diversità e rappresentazione delle differenti esperienze corporee. L’obiettivo dello studio è comprendere come pazienti con diabete di tipo 1 e professionisti sanitari percepiscano il ruolo della Barbie diabetica e di altri strumenti rappresentativi analoghi, valutandone il possibile impiego nei percorsi di educazione terapeutica e nei processi di normalizzazione della malattia. La ricerca è guidata dalla seguente domanda: “Quali sono le percezioni dei pazienti diabetici e dei diabetologi rispetto all’utilizzo di strumenti culturali rappresentativi della malattia diabetica durante l’apprendimento delle terapie e nel processo di accettazione della malattia?”. Per rispondere a tale interrogativo sono state condotte interviste semi-strutturate rivolte sia a persone affette da diabete di tipo 1 sia a professionisti sanitari coinvolti nella gestione della patologia. I risultati evidenziano un generale consenso positivo nei confronti di strumenti rappresentativi come la Barbie diabetica, apprezzati soprattutto per il loro valore simbolico e inclusivo. Per quanto concerne l’apprendimento delle pratiche terapeutiche, non sono emerse valutazioni particolarmente favorevoli o critiche. L’aspetto ritenuto più rilevante dagli intervistati riguarda infatti la funzione di sensibilizzazione rivolta alla società nel suo complesso. Dalle testimonianze emerge la necessità di promuovere una maggiore conoscenza del diabete di tipo 1, contrastando stereotipi, pregiudizi e informazioni errate che continuano a caratterizzare la percezione pubblica della patologia. In questa prospettiva, strumenti culturali come la Barbie diabetica assumono un ruolo che va oltre la semplice rappresentazione. Essi si configurano come mezzi di divulgazione, inclusione e normalizzazione di una patologia cronica particolarmente diffusa tra bambini e adolescenti, ma che continua a essere poco conosciuta e spesso scarsamente visibile nel contesto sociale contemporaneo.
La rappresentazione del diabete di tipo 1 nei prodotti culturali: il caso della Barbie diabetica
PERPRUNER, GIULIA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza il tema della rappresentazione del diabete di tipo 1 all’interno dei prodotti culturali e il potenziale contributo degli strumenti ludici nei processi di apprendimento terapeutico e di accettazione della malattia. In particolare, lo studio si concentra sul caso della Barbie con diabete di tipo 1, introdotta da Mattel nel 2025, considerandola un esempio significativo di rappresentazione inclusiva della condizione cronica e del corpo caratterizzato dalla presenza di dispositivi medici. A partire da una riflessione teorica sul rapporto tra corpo, identità, tecnologie sanitarie e rappresentazione mediatica, la ricerca approfondisce il modo in cui il diabete e gli strumenti necessari alla sua gestione possano influenzare la percezione di sé e la costruzione dell’identità personale, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza. L’elaborato esamina inoltre il percorso storico e culturale della Barbie come icona della femminilità, mettendo in evidenza la sua evoluzione da modello estetico idealizzato a simbolo di inclusione, diversità e rappresentazione delle differenti esperienze corporee. L’obiettivo dello studio è comprendere come pazienti con diabete di tipo 1 e professionisti sanitari percepiscano il ruolo della Barbie diabetica e di altri strumenti rappresentativi analoghi, valutandone il possibile impiego nei percorsi di educazione terapeutica e nei processi di normalizzazione della malattia. La ricerca è guidata dalla seguente domanda: “Quali sono le percezioni dei pazienti diabetici e dei diabetologi rispetto all’utilizzo di strumenti culturali rappresentativi della malattia diabetica durante l’apprendimento delle terapie e nel processo di accettazione della malattia?”. Per rispondere a tale interrogativo sono state condotte interviste semi-strutturate rivolte sia a persone affette da diabete di tipo 1 sia a professionisti sanitari coinvolti nella gestione della patologia. I risultati evidenziano un generale consenso positivo nei confronti di strumenti rappresentativi come la Barbie diabetica, apprezzati soprattutto per il loro valore simbolico e inclusivo. Per quanto concerne l’apprendimento delle pratiche terapeutiche, non sono emerse valutazioni particolarmente favorevoli o critiche. L’aspetto ritenuto più rilevante dagli intervistati riguarda infatti la funzione di sensibilizzazione rivolta alla società nel suo complesso. Dalle testimonianze emerge la necessità di promuovere una maggiore conoscenza del diabete di tipo 1, contrastando stereotipi, pregiudizi e informazioni errate che continuano a caratterizzare la percezione pubblica della patologia. In questa prospettiva, strumenti culturali come la Barbie diabetica assumono un ruolo che va oltre la semplice rappresentazione. Essi si configurano come mezzi di divulgazione, inclusione e normalizzazione di una patologia cronica particolarmente diffusa tra bambini e adolescenti, ma che continua a essere poco conosciuta e spesso scarsamente visibile nel contesto sociale contemporaneo.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi_Perpruner_Giulia.pdf
accesso aperto
Dimensione
1.52 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.52 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/112425