La civetta nana (Glaucidium passerinum) è il più piccolo strigiforme europeo, una specie simbolo delle foreste mature di conifere che, in ambito alpino, occupa fasce altitudinali comprese tra i 1000 e i 2150 metri circa. La sua presenza sulle Alpi dipende strettamente dalla disponibilità di cavità arboree, in particolare i fori scavati dal picchio rosso maggiore (Dendrocopos major), utilizzati sia per la nidificazione che per lo stoccaggio delle prede. Sebbene la popolazione complessiva sia considerata stabile, la specie è vulnerabile alla frammentazione dell’habitat e alle pratiche di silvicoltura intensiva, fattori che hanno causato in passato un forte declino demografico di questo piccolo rapace sulle Alpi Occidentali. Questa ricerca ha voluto indagare il comportamento di G. passerinum in ambienti naturali non gestiti, specificamente all’interno dell’area protetta del Parco Naturale del Mont Avic. L’obiettivo è stato quello di analizzare nel dettaglio il successo riproduttivo dello strigiforme, documentare le modalità di dispersione, oltre a valutare la presenza di individui arborei keystone, di importanza cruciale per la salvaguardia delle popolazioni cavicole. A questo proposito sono stati valutati parametri come la selezione dei siti di nidificazione, la fedeltà al sito e le dinamiche ecologiche della nest-web. I dati raccolti sono poi stati integrati con quelli precedentemente catalogati dagli altri operatori del progetto. I risultati emersi hanno fornito informazioni non note in precedenza, come la selezione del sito di nidificazione in relazione all’altezza del foro d’ingresso dal suolo, e una plasticità ecologica nella selezione della specie arborea, sviluppando una relazione stretta in questi ambienti alpini di alta quota con il pino uncinato (Pinus uncinata). Per diversi altri parametri, i dati raccolti non sono risultati sufficienti a una corretta valutazione delle preferenze ecologiche della specie, nonostante le tendenze osservate siano concordi con la letteratura scientifica. Il successo riproduttivo della specie in termini di uova schiuse sul totale delle deposizioni ha superato la soglia del 70%, mostrando una ricorrenza nella selezione del sito pari al 75%. È stato inoltre individuato un albero nido utilizzato dalla specie e non ancora censito, ed è stata registrata per la prima volta, relativamente alla letteratura disponibile, una variazione del territorio di un maschio adulto.
Selezione del sito di nidificazione della civetta nana (Glaucidium passerinum) in Valle d'Aosta (Alpi occidentali): caratteristiche chiave delle cavità arboree
SCANFERLATO, TOMMASO
2025/2026
Abstract
La civetta nana (Glaucidium passerinum) è il più piccolo strigiforme europeo, una specie simbolo delle foreste mature di conifere che, in ambito alpino, occupa fasce altitudinali comprese tra i 1000 e i 2150 metri circa. La sua presenza sulle Alpi dipende strettamente dalla disponibilità di cavità arboree, in particolare i fori scavati dal picchio rosso maggiore (Dendrocopos major), utilizzati sia per la nidificazione che per lo stoccaggio delle prede. Sebbene la popolazione complessiva sia considerata stabile, la specie è vulnerabile alla frammentazione dell’habitat e alle pratiche di silvicoltura intensiva, fattori che hanno causato in passato un forte declino demografico di questo piccolo rapace sulle Alpi Occidentali. Questa ricerca ha voluto indagare il comportamento di G. passerinum in ambienti naturali non gestiti, specificamente all’interno dell’area protetta del Parco Naturale del Mont Avic. L’obiettivo è stato quello di analizzare nel dettaglio il successo riproduttivo dello strigiforme, documentare le modalità di dispersione, oltre a valutare la presenza di individui arborei keystone, di importanza cruciale per la salvaguardia delle popolazioni cavicole. A questo proposito sono stati valutati parametri come la selezione dei siti di nidificazione, la fedeltà al sito e le dinamiche ecologiche della nest-web. I dati raccolti sono poi stati integrati con quelli precedentemente catalogati dagli altri operatori del progetto. I risultati emersi hanno fornito informazioni non note in precedenza, come la selezione del sito di nidificazione in relazione all’altezza del foro d’ingresso dal suolo, e una plasticità ecologica nella selezione della specie arborea, sviluppando una relazione stretta in questi ambienti alpini di alta quota con il pino uncinato (Pinus uncinata). Per diversi altri parametri, i dati raccolti non sono risultati sufficienti a una corretta valutazione delle preferenze ecologiche della specie, nonostante le tendenze osservate siano concordi con la letteratura scientifica. Il successo riproduttivo della specie in termini di uova schiuse sul totale delle deposizioni ha superato la soglia del 70%, mostrando una ricorrenza nella selezione del sito pari al 75%. È stato inoltre individuato un albero nido utilizzato dalla specie e non ancora censito, ed è stata registrata per la prima volta, relativamente alla letteratura disponibile, una variazione del territorio di un maschio adulto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112450