La gestione del fabbisogno di cassa rappresenta uno degli impegni più rilevanti della pianificazione finanziaria delle imprese industriali e produttive, soprattutto in contesti caratterizzati da cicli operativi complessi, strutture del debito articolate e una marginalità ancora distante da quella dei principali competitor di SIT S.p.A. Il presente elaborato nasce dall'esperienza di stage svolta presso l'ufficio direzione finanza e controllo di SIT S.p.A., società padovana quotata su Euronext Milan, fondata nel 1953 e oggi attiva, attraverso le Business Unit Heating & Ventilation, Smart Gas Metering e Smart Water Metering, nella produzione di componenti per il controllo della combustione a gas e di sistemi di misurazione intelligente. L'azienda opera in un mercato B2B ad elevata concentrazione, in cui il posizionamento competitivo analizzato attraverso il modello delle Cinque Forze di Porter e un confronto con i peer quotati italiani e internazionali evidenzia uno sconto valutativo in termini di EV/EBITDA riconducibile a una leva finanziaria più elevata dei competitor e a margini ancora in fase di recupero rispetto al periodo pre-crisi. In questo contesto aziendale e competitivo, l'elaborato si concentra sulla modellistica finanziaria elaborata per monitorare la previsione dei flussi di cassa. Lo scopo del lavoro è illustrare la logica costruttiva di un modello finanziario mensilizzato in grado di proiettare il fabbisogno monetario, di rappresentare correttamente il debito finanziario secondo il principio del costo ammortizzato e di valutare l'efficacia del factoring come strumento di copertura del circolante. A tal fine sono stati analizzati il passaggio dall'EBITDA adjusted all'operating cash flow attraverso la variazione mensile del Capitale Circolante Netto (parametrizzata tramite gli indici DIO e DPO), il meccanismo di rilevazione del debito a costo ammortizzato basato sul Tasso di Interesse Effettivo, e l'architettura contrattuale del factoring pro soluto e pro solvendo. Il confronto tra due scenari simulati per il periodo gennaio 2027 - febbraio 2028 mostra come, in assenza di factoring, il modello evidenzi saldi di cassa mensili negativi in corrispondenza dei picchi di assorbimento del circolante, delle scadenze del debito a medio-lungo termine e il pagamento delle mensilità aggiuntive (fino a -14,6 milioni di euro a dicembre 2027); l'attivazione selettiva delle linee di factoring, ripartite su quattro istituti finanziari per fascia di DSO, consente invece di ottenere un profilo di cash flow positivo per l'intero orizzonte temporale considerato. I risultati confermano come l'integrazione pianificata del factoring nella struttura di tesoreria non si limiti a ridurre i picchi di tensione finanziaria, ma ridistribuisca il fabbisogno di liquidità lungo l'asse temporale, trasformando uno strumento tradizionalmente emergenziale in una componente strutturale della gestione finanziaria d'impresa.
Modellistica finanziaria e gestione del fabbisogno di cassa: il caso Sit S.p.A.
CESARO, GIOVANNI
2025/2026
Abstract
La gestione del fabbisogno di cassa rappresenta uno degli impegni più rilevanti della pianificazione finanziaria delle imprese industriali e produttive, soprattutto in contesti caratterizzati da cicli operativi complessi, strutture del debito articolate e una marginalità ancora distante da quella dei principali competitor di SIT S.p.A. Il presente elaborato nasce dall'esperienza di stage svolta presso l'ufficio direzione finanza e controllo di SIT S.p.A., società padovana quotata su Euronext Milan, fondata nel 1953 e oggi attiva, attraverso le Business Unit Heating & Ventilation, Smart Gas Metering e Smart Water Metering, nella produzione di componenti per il controllo della combustione a gas e di sistemi di misurazione intelligente. L'azienda opera in un mercato B2B ad elevata concentrazione, in cui il posizionamento competitivo analizzato attraverso il modello delle Cinque Forze di Porter e un confronto con i peer quotati italiani e internazionali evidenzia uno sconto valutativo in termini di EV/EBITDA riconducibile a una leva finanziaria più elevata dei competitor e a margini ancora in fase di recupero rispetto al periodo pre-crisi. In questo contesto aziendale e competitivo, l'elaborato si concentra sulla modellistica finanziaria elaborata per monitorare la previsione dei flussi di cassa. Lo scopo del lavoro è illustrare la logica costruttiva di un modello finanziario mensilizzato in grado di proiettare il fabbisogno monetario, di rappresentare correttamente il debito finanziario secondo il principio del costo ammortizzato e di valutare l'efficacia del factoring come strumento di copertura del circolante. A tal fine sono stati analizzati il passaggio dall'EBITDA adjusted all'operating cash flow attraverso la variazione mensile del Capitale Circolante Netto (parametrizzata tramite gli indici DIO e DPO), il meccanismo di rilevazione del debito a costo ammortizzato basato sul Tasso di Interesse Effettivo, e l'architettura contrattuale del factoring pro soluto e pro solvendo. Il confronto tra due scenari simulati per il periodo gennaio 2027 - febbraio 2028 mostra come, in assenza di factoring, il modello evidenzi saldi di cassa mensili negativi in corrispondenza dei picchi di assorbimento del circolante, delle scadenze del debito a medio-lungo termine e il pagamento delle mensilità aggiuntive (fino a -14,6 milioni di euro a dicembre 2027); l'attivazione selettiva delle linee di factoring, ripartite su quattro istituti finanziari per fascia di DSO, consente invece di ottenere un profilo di cash flow positivo per l'intero orizzonte temporale considerato. I risultati confermano come l'integrazione pianificata del factoring nella struttura di tesoreria non si limiti a ridurre i picchi di tensione finanziaria, ma ridistribuisca il fabbisogno di liquidità lungo l'asse temporale, trasformando uno strumento tradizionalmente emergenziale in una componente strutturale della gestione finanziaria d'impresa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112502