The paper aims to investigate the role and relevance of constructed languages (constructed languages conlangs) within film and television productions, particularly their function in the worldbuilding process. Through the contribution of linguistic, sociolinguistic, and narratological studies, it is shown how language is not a simple decorative element, but an essential tool for defining cultural identities, social values, and power relations within fictional worlds. The first part of the thesis introduces the history and development of artificial languages, isolating the category of artlangs (languages created for artistic purposes) and analyzing key concepts such as the internal coherence of narrative worlds, the idea of sound symbolism, and phonetic adequacy. According to these, certain sounds naturally recall specific psychological and cultural characteristics of the peoples who speak them. The thesis analyzes languages such as Star Trek's Klingon and Avatar's Na'vi, highlighting how phonetic, lexical, and grammatical choices reflect the cultural nature of the populations represented. Next, the High Valyrian and Dothraki of Game of Thrones are explored in depth, highlighting the relationship between language and identity through the character of Daenarys Targaryen. The research also considers The 100's Trigedasleng and A Clockwork Orange's Nadsat, examples of modified languages derived from English, reflecting specific sociocultural contexts and dynamics of linguistic evolution. Finally, alien Star Wars sound systems, such as Huttese, Ewokese, and Droidspeak, are analyzed, highlighting how even incomplete languages can effectively contribute to narrative credibility through the phonetic dimension. Overall, the paper demonstrates that the creation of artificial languages, mimicking the mechanisms and evolutions of natural languages, is a fundamental component of modern television and film storytelling. It not only enriches the narrative, but reflects and constructs cultural, ideological, and symbolic systems fundamental to the credibility of the narrative universe.

L’elaborato si propone di indagare il ruolo e la rilevanza delle lingue costruite (constructed languages conlangs) all’interno delle produzioni cinematografiche e televisive, in particolare sulla loro funzione nel processo di worldbuilding. Attraverso il contributo degli studi linguistici, sociolinguistici e narratologici, viene mostrato come il linguaggio non costituisca un semplice elemento decorativo, ma uno strumento essenziale per definire identità culturali, valori sociali e relazioni di potere all’interno dei mondi finzionali. Nella prima parte della tesi vengono introdotti la storia e lo sviluppo delle lingue artificiali, isolando la categoria delle artlangs (lingue create per scopi artistici) e analizzando concetti chiave come la coerenza interna dei mondi narrativi, l’idea del simbolismo sonoro e l’adeguatezza fonetica. Secondo queste, determinati suoni richiamano per natura specifiche caratteristiche psicologiche e culturali dei popoli che le parlano. La tesi prende in analisi lingue come il Klingon di Star Trek e il Na’vi di Avatar, evidenziando come le scelte fonetiche, lessicali e grammaticali riflettano la natura culturale delle popolazioni rappresentate. Successivamente, vengono approfonditi l’Alto Valyriano e il Dothraki di Game of Thrones, evidenziando il rapporto tra lingua e identità attraverso il personaggio di Daenarys Targaryen. La ricerca prende inoltre in considerazione il Trigedasleng di The 100 e il Nadsat di A Clockwork Orange, esempi di linguaggi modificati derivati dall’inglese, che riflettono contesti socioculturali specifici e dinamiche di evoluzione linguistica. Infine, vengono analizzati i sistemi sonori alieni di Star Wars, come Huttese, Ewokese e Droidspeak, evidenziando come anche linguaggi incompleti possano contribuire efficacemente alla credibilità narrativa attraverso la dimensione fonetica. Nel complesso, l'elaborato dimostra che la creazione di lingue artificiali, imitando i meccanismi e le evoluzioni delle lingue naturali, è una componente fondamentale della narrazione televisiva e cinematografica moderna. Essa non solo arricchisce la narrazione, ma riflette e costruisce sistemi culturali, ideologici e simbolici fondamentali per la credibilità dell’universo narrativo.

Constructed Languages: l’invenzione linguistica come strumento per la costruzione di mondi e identità cinematografiche.

DA ROS, MARTINA
2025/2026

Abstract

The paper aims to investigate the role and relevance of constructed languages (constructed languages conlangs) within film and television productions, particularly their function in the worldbuilding process. Through the contribution of linguistic, sociolinguistic, and narratological studies, it is shown how language is not a simple decorative element, but an essential tool for defining cultural identities, social values, and power relations within fictional worlds. The first part of the thesis introduces the history and development of artificial languages, isolating the category of artlangs (languages created for artistic purposes) and analyzing key concepts such as the internal coherence of narrative worlds, the idea of sound symbolism, and phonetic adequacy. According to these, certain sounds naturally recall specific psychological and cultural characteristics of the peoples who speak them. The thesis analyzes languages such as Star Trek's Klingon and Avatar's Na'vi, highlighting how phonetic, lexical, and grammatical choices reflect the cultural nature of the populations represented. Next, the High Valyrian and Dothraki of Game of Thrones are explored in depth, highlighting the relationship between language and identity through the character of Daenarys Targaryen. The research also considers The 100's Trigedasleng and A Clockwork Orange's Nadsat, examples of modified languages derived from English, reflecting specific sociocultural contexts and dynamics of linguistic evolution. Finally, alien Star Wars sound systems, such as Huttese, Ewokese, and Droidspeak, are analyzed, highlighting how even incomplete languages can effectively contribute to narrative credibility through the phonetic dimension. Overall, the paper demonstrates that the creation of artificial languages, mimicking the mechanisms and evolutions of natural languages, is a fundamental component of modern television and film storytelling. It not only enriches the narrative, but reflects and constructs cultural, ideological, and symbolic systems fundamental to the credibility of the narrative universe.
2025
Constructed Languages: Linguistic invention as a tool for the construction of cinematic worlds and identities.
L’elaborato si propone di indagare il ruolo e la rilevanza delle lingue costruite (constructed languages conlangs) all’interno delle produzioni cinematografiche e televisive, in particolare sulla loro funzione nel processo di worldbuilding. Attraverso il contributo degli studi linguistici, sociolinguistici e narratologici, viene mostrato come il linguaggio non costituisca un semplice elemento decorativo, ma uno strumento essenziale per definire identità culturali, valori sociali e relazioni di potere all’interno dei mondi finzionali. Nella prima parte della tesi vengono introdotti la storia e lo sviluppo delle lingue artificiali, isolando la categoria delle artlangs (lingue create per scopi artistici) e analizzando concetti chiave come la coerenza interna dei mondi narrativi, l’idea del simbolismo sonoro e l’adeguatezza fonetica. Secondo queste, determinati suoni richiamano per natura specifiche caratteristiche psicologiche e culturali dei popoli che le parlano. La tesi prende in analisi lingue come il Klingon di Star Trek e il Na’vi di Avatar, evidenziando come le scelte fonetiche, lessicali e grammaticali riflettano la natura culturale delle popolazioni rappresentate. Successivamente, vengono approfonditi l’Alto Valyriano e il Dothraki di Game of Thrones, evidenziando il rapporto tra lingua e identità attraverso il personaggio di Daenarys Targaryen. La ricerca prende inoltre in considerazione il Trigedasleng di The 100 e il Nadsat di A Clockwork Orange, esempi di linguaggi modificati derivati dall’inglese, che riflettono contesti socioculturali specifici e dinamiche di evoluzione linguistica. Infine, vengono analizzati i sistemi sonori alieni di Star Wars, come Huttese, Ewokese e Droidspeak, evidenziando come anche linguaggi incompleti possano contribuire efficacemente alla credibilità narrativa attraverso la dimensione fonetica. Nel complesso, l'elaborato dimostra che la creazione di lingue artificiali, imitando i meccanismi e le evoluzioni delle lingue naturali, è una componente fondamentale della narrazione televisiva e cinematografica moderna. Essa non solo arricchisce la narrazione, ma riflette e costruisce sistemi culturali, ideologici e simbolici fondamentali per la credibilità dell’universo narrativo.
Constructed language
Cinema
Worldbuilding
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112571