“Questa tesi si propone di introdurre e indagare uno degli aspetti, e forse il più moderno, di un sistema di pensiero apparentemente molto lontano dal nostro: il Taoismo. Che cosa significa davvero conoscere? Che ruolo può avere il linguaggio? E quali sono le sue possibili limitazioni? Domande che oggi coinvolgono l’Occidente, ma che quasi 2500 anni fa erano oggetto di pensiero da parte di alcune delle personalità più eclettiche che l’antica Cina abbia mai conosciuto, frutto di una delle sue stagioni più turbolente ma allo stesso tempo intellettualmente feconde. Sviluppandosi e facendo costante riferimento alle parole dei suoi testi centrali, quelli attribuiti ai cosiddetti “Padri del Taoismo”, l’indagine mostra al tempo stesso la fortissima indipendenza di questa antichissima tradizione dalle altre scuole a lei contemporanee e, dall’altro lato, i suoi legami e le sue cesure, più o meno esplicite, a quello che il sinologo francese Marcel Granet definì il “fondo” cinese. Un impulso alla ricerca e all’indagine, quello taoista, che colpisce per la sua straordinaria attualità, anche per chi, come noi, vive a distanza di due millenni e dall’altra parte del mondo.”
Il problema della conoscenza e del linguaggio nel Taoismo: retorica e gnoseologia
FRISO, TOMMASO
2025/2026
Abstract
“Questa tesi si propone di introdurre e indagare uno degli aspetti, e forse il più moderno, di un sistema di pensiero apparentemente molto lontano dal nostro: il Taoismo. Che cosa significa davvero conoscere? Che ruolo può avere il linguaggio? E quali sono le sue possibili limitazioni? Domande che oggi coinvolgono l’Occidente, ma che quasi 2500 anni fa erano oggetto di pensiero da parte di alcune delle personalità più eclettiche che l’antica Cina abbia mai conosciuto, frutto di una delle sue stagioni più turbolente ma allo stesso tempo intellettualmente feconde. Sviluppandosi e facendo costante riferimento alle parole dei suoi testi centrali, quelli attribuiti ai cosiddetti “Padri del Taoismo”, l’indagine mostra al tempo stesso la fortissima indipendenza di questa antichissima tradizione dalle altre scuole a lei contemporanee e, dall’altro lato, i suoi legami e le sue cesure, più o meno esplicite, a quello che il sinologo francese Marcel Granet definì il “fondo” cinese. Un impulso alla ricerca e all’indagine, quello taoista, che colpisce per la sua straordinaria attualità, anche per chi, come noi, vive a distanza di due millenni e dall’altra parte del mondo.”| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112576