Lo spagnolo è una delle lingue con maggior peso demo-linguistico del mondo, e fra le quattro più parlate, con circa 500 milioni di parlanti nativi e quasi 600 milioni di parlanti potenziali, costituendo circa il 7,5% della popolazione mondiale. È lingua ufficiale di diciannove repubbliche indipendenti e dello Stato di Porto Rico, costituendo la forma di espressione di ciascuna delle culture proprie di questi paesi. Questa lingua trova la sua origine nella Castiglia medievale e comincia la sua espansione oltre i confini della Penisola Iberica a partire dal XV secolo: una serie di fattori, fra cui gli avanzamenti tecnologici in ambito nautico, favorirono l’esportazione della lingua nelle isole Canarie e verso il Nuovo Mondo. Lo spagnolo arrivò in America, entrò in contatto con le lingue native e subì un processo di livellazione, a seguito del quale sopravvissero e si evolsero alcuni tratti (come seseo e yeísmo) che oggi contraddistinguono le varietà diatopiche delle aree ispanofone americane. A seguito dell’imposizione dello spagnolo alle popolazioni native, alcune lingue amerinde si estinsero. Altre, contrariamente, sopravvissero e continuano ad essere parlate da un numero consistente di abitanti. È il caso questo della lingua nahuatl, parlata da più di un milione di persone, in un territorio contraddistinto da una grande varietà linguistica: il Messico. Data l’estensione geografica della Nazione, lo spagnolo messicano presenta variazioni lessicali e fonologiche a seconda della zona e può essere catalogato in quattro differenti aree: l’area settentrionale, l’area centrale, l’area costiera e la zona dello Yucatan. A ciò è dedicato il presente progetto di tesi, che dopo una prima parte dedicata alla colonizzazione spagnola in America e la conseguente diffusione della lingua, si focalizza sull’evoluzione linguistica in Messico.
Storia e diffusione della lingua spagnola in America: il caso del Messico
FUSCHI, VIOLA
2025/2026
Abstract
Lo spagnolo è una delle lingue con maggior peso demo-linguistico del mondo, e fra le quattro più parlate, con circa 500 milioni di parlanti nativi e quasi 600 milioni di parlanti potenziali, costituendo circa il 7,5% della popolazione mondiale. È lingua ufficiale di diciannove repubbliche indipendenti e dello Stato di Porto Rico, costituendo la forma di espressione di ciascuna delle culture proprie di questi paesi. Questa lingua trova la sua origine nella Castiglia medievale e comincia la sua espansione oltre i confini della Penisola Iberica a partire dal XV secolo: una serie di fattori, fra cui gli avanzamenti tecnologici in ambito nautico, favorirono l’esportazione della lingua nelle isole Canarie e verso il Nuovo Mondo. Lo spagnolo arrivò in America, entrò in contatto con le lingue native e subì un processo di livellazione, a seguito del quale sopravvissero e si evolsero alcuni tratti (come seseo e yeísmo) che oggi contraddistinguono le varietà diatopiche delle aree ispanofone americane. A seguito dell’imposizione dello spagnolo alle popolazioni native, alcune lingue amerinde si estinsero. Altre, contrariamente, sopravvissero e continuano ad essere parlate da un numero consistente di abitanti. È il caso questo della lingua nahuatl, parlata da più di un milione di persone, in un territorio contraddistinto da una grande varietà linguistica: il Messico. Data l’estensione geografica della Nazione, lo spagnolo messicano presenta variazioni lessicali e fonologiche a seconda della zona e può essere catalogato in quattro differenti aree: l’area settentrionale, l’area centrale, l’area costiera e la zona dello Yucatan. A ciò è dedicato il presente progetto di tesi, che dopo una prima parte dedicata alla colonizzazione spagnola in America e la conseguente diffusione della lingua, si focalizza sull’evoluzione linguistica in Messico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112578