This work explores the evolution of écrire de soi in literature, reconstructing the long and arduous journey from the overcoming of traditional taboos to the modern expressive flourish. The investigation begins with a historical overview spanning from the Christian era to the Enlightenment, identifying Jean-Jacques Rousseau as the official turning point. With Rousseau and his successors, confession sheds its penitential and expiatory function to transform into a modern "writing therapy," defined by a tension between exhibitionism and provocation. In the second part, the analysis shifts its focus toward hyper-contemporaneity, where autobiographical elements have become an essential coordinate of literary creation. Through the study of works by Walter Siti and Michel Houellebecq, the thesis examines the use of the so-called "rhetoric of abject confession". By analyzing the autofictional avatar in Troppi Paradisi and the provocative first-person narrator in Extension du domaine de la lutte, this study aims to demonstrate how the immoralist confession of these authors is not aimed at mere scandal, but rather serves as a cognitive tool to explore the phenomenologies and alienations of the present day.

Il presente lavoro si propone di esplorare l'evoluzione dell'ecrire de soi in letteratura, ricostruendo il lungo e complesso percorso che ha portato dal superamento dei tabù tradizionali alla fioritura espressiva moderna. L'indagine prende avvio con un excursus storico che attraversa l'epoca cristiana e la svolta illuministica, individuando in Jean-Jacques Rousseau il punto di rottura ufficiale. Con Rousseau e i suoi successori, la confessione si spoglia della sua funzione penitenziale ed espiatoria per trasformarsi in una moderna "terapia della scrittura", caratterizzata da una tensione tra esibizionismo e provocazione. Nella seconda parte, l'analisi punta lo sguardo sull'iper-contemporaneità, dove l'autobiografismo è divenuto una coordinata imprescindibile del fare letteratura. Attraverso lo studio delle opere di Walter Siti e Michel Houellebecq, la tesi approfondisce l'uso della cosiddetta "postura della confessione abietta". Analizzando l'avatar autofinzionale di Troppi Paradisi e la voce narrante provocatoria di Extension du domaine de la lutte, si intende dimostrare come la confessione immoralista di questi autori non sia finalizzata al mero scandalo, ma rappresenti uno strumento conoscitivo per esplorare le fenomenologie e le alienazioni del presente.

Sguardi contemporanei sulla confessione : tra Walter Siti e Michel Houellebecq

MANCUSO, MARTINA
2025/2026

Abstract

This work explores the evolution of écrire de soi in literature, reconstructing the long and arduous journey from the overcoming of traditional taboos to the modern expressive flourish. The investigation begins with a historical overview spanning from the Christian era to the Enlightenment, identifying Jean-Jacques Rousseau as the official turning point. With Rousseau and his successors, confession sheds its penitential and expiatory function to transform into a modern "writing therapy," defined by a tension between exhibitionism and provocation. In the second part, the analysis shifts its focus toward hyper-contemporaneity, where autobiographical elements have become an essential coordinate of literary creation. Through the study of works by Walter Siti and Michel Houellebecq, the thesis examines the use of the so-called "rhetoric of abject confession". By analyzing the autofictional avatar in Troppi Paradisi and the provocative first-person narrator in Extension du domaine de la lutte, this study aims to demonstrate how the immoralist confession of these authors is not aimed at mere scandal, but rather serves as a cognitive tool to explore the phenomenologies and alienations of the present day.
2025
Contemporary perspectives on confession: between Walter Siti and Michel Houellebecq
Il presente lavoro si propone di esplorare l'evoluzione dell'ecrire de soi in letteratura, ricostruendo il lungo e complesso percorso che ha portato dal superamento dei tabù tradizionali alla fioritura espressiva moderna. L'indagine prende avvio con un excursus storico che attraversa l'epoca cristiana e la svolta illuministica, individuando in Jean-Jacques Rousseau il punto di rottura ufficiale. Con Rousseau e i suoi successori, la confessione si spoglia della sua funzione penitenziale ed espiatoria per trasformarsi in una moderna "terapia della scrittura", caratterizzata da una tensione tra esibizionismo e provocazione. Nella seconda parte, l'analisi punta lo sguardo sull'iper-contemporaneità, dove l'autobiografismo è divenuto una coordinata imprescindibile del fare letteratura. Attraverso lo studio delle opere di Walter Siti e Michel Houellebecq, la tesi approfondisce l'uso della cosiddetta "postura della confessione abietta". Analizzando l'avatar autofinzionale di Troppi Paradisi e la voce narrante provocatoria di Extension du domaine de la lutte, si intende dimostrare come la confessione immoralista di questi autori non sia finalizzata al mero scandalo, ma rappresenti uno strumento conoscitivo per esplorare le fenomenologie e le alienazioni del presente.
Walter Siti
Michel Houellebecq
Confessione
Comparatistica
Iper-contemporaneo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112584