Il presente lavoro di tesi propone un’analisi sistematica dell’impatto esercitato dalla censura letteraria sulla produzione narrativa del Novecento, ricostruendone le radici storiche per metterne in luce la configurazione pervasiva e totalizzante all’interno dei sistemi dittatoriali. L’obiettivo centrale della ricerca è mappare le metamorfosi formali, linguistiche e letterarie della narrativa europea, interpretata nella sua duplice natura di oggetto di coercizione burocratica e di spazio di latente conflittualità politica. Lo studio mette a confronto i meccanismi d’azione e i risvolti dei diversi apparati censori di Italia fascista, Germania nazista e URSS, evidenziandone le analogie e le differenze strutturali e avvalendosi, nello specifico, dell’analisi delle opere di alcuni autori assunti a casi di studio dei rispettivi contesti. Si intende così comprendere, attraverso un approccio metodologico di carattere comparativo, come il controllo statale non abbia soltanto soffocato il diritto imprescindibile alla libertà di espressione, ma abbia attivamente rimodellato l’architettura dei testi stessi. Il lavoro mette in luce come la parola scritta abbia preservato le tracce del passato, difendendo la propria intrinseca autonomia e configurandosi come testimone della natura opprimente del potere statale, per elevarsi, infine, a ultimo e indomabile custode della memoria storica.

Divieti, omissioni e memoria: un’indagine comparata della narrativa sottoposta alla censura nel secolo dei totalitarismi

MAORET, ALICE
2025/2026

Abstract

Il presente lavoro di tesi propone un’analisi sistematica dell’impatto esercitato dalla censura letteraria sulla produzione narrativa del Novecento, ricostruendone le radici storiche per metterne in luce la configurazione pervasiva e totalizzante all’interno dei sistemi dittatoriali. L’obiettivo centrale della ricerca è mappare le metamorfosi formali, linguistiche e letterarie della narrativa europea, interpretata nella sua duplice natura di oggetto di coercizione burocratica e di spazio di latente conflittualità politica. Lo studio mette a confronto i meccanismi d’azione e i risvolti dei diversi apparati censori di Italia fascista, Germania nazista e URSS, evidenziandone le analogie e le differenze strutturali e avvalendosi, nello specifico, dell’analisi delle opere di alcuni autori assunti a casi di studio dei rispettivi contesti. Si intende così comprendere, attraverso un approccio metodologico di carattere comparativo, come il controllo statale non abbia soltanto soffocato il diritto imprescindibile alla libertà di espressione, ma abbia attivamente rimodellato l’architettura dei testi stessi. Il lavoro mette in luce come la parola scritta abbia preservato le tracce del passato, difendendo la propria intrinseca autonomia e configurandosi come testimone della natura opprimente del potere statale, per elevarsi, infine, a ultimo e indomabile custode della memoria storica.
2025
Prohibitions, omissions, and memory: a comparative analysis of censored narrative in the age of totalitarianism
Censura
Narrativa
Fascismo
Nazismo
Comunismo
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Maoret_Alice.pdf

accesso aperto

Dimensione 1.15 MB
Formato Adobe PDF
1.15 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112585