This research work analyzes the fundamental transition from oral culture to written culture, examining how this shift reshaped cognitive processes and methods of preserving knowledge. The first part of the investigation delves into the dynamics of oral communication, starting with Parry and Lord’s oral-formulaic theory, which explains how poetry was composed and passed down in the absence of written texts through the use of fixed formulas. This evolution is contextualized through Plato’s critical thought regarding writing and continues through the advent of the printing press, which marked the definitive consolidation of cultural transmission fixed on paper. The core of the research then shifts to literary production in Anglo-Saxon England, where the figure of the scop (the poet-singer) plays a central role as the guardian of collective memory. The transmission of poetry in this context did not depend solely on the memory of the singer but also on a rigorous metric and stylistic structure. The analysis focuses on the formal characteristics of Old English poetry, characterized by the use of alliterative verse and a fixed structure that facilitated oral recitation and memorization, while simultaneously providing a solemn and distinctive rhythm to Anglo-Saxon poetic production. Finally, the analysis converges on Beowulf, identified as the point of encounter and synthesis between the oral and written worlds. By exploring the genesis of the text and its complex compositional technique, the work illustrates how the poem maintains the vibrancy of the heroic tradition and the values of the era, even while being filtered through the mediation of writing. The work is thus presented as a unique document reflecting the stylistic and thematic tensions of an age of profound cultural change.

Questo lavoro di ricerca analizza la transizione fondamentale tra la cultura dell’oralità e quella della scrittura, esaminando come questo passaggio abbia rimodellato i processi cognitivi e le modalità di conservazione del sapere. La prima parte dell’indagine approfondisce le dinamiche della comunicazione orale, partendo dalla teoria orale-formulare di Parry e Lord, la quale spiega come la poesia venisse composta e tramandata in assenza di testi scritti attraverso l'uso di formule fisse. Tale evoluzione viene contestualizzata attraverso il pensiero critico di Platone riguardo alla scrittura e prosegue fino all'avvento della stampa, che ha segnato il definitivo consolidamento della trasmissione culturale fissata su carta. Il cuore della ricerca si sposta poi sulla produzione letteraria nell'Inghilterra anglosassone, dove la figura dello scop (il cantore) assume un ruolo centrale come custode della memoria collettiva. La trasmissione della poesia in questo contesto non dipendeva solo dalla memoria del cantore, ma anche da una rigorosa struttura metrica e stilistica. L'analisi si sofferma sulle caratteristiche formali della poesia antico-inglese, caratterizzata dall'uso del verso allitterativo e da una struttura fissa che facilitava la recitazione orale e la memorizzazione, conferendo al contempo un ritmo solenne e distintivo alla produzione poetica anglosassone. Infine, l'analisi converge sul Beowulf, identificato come il punto d'incontro e di sintesi tra il mondo orale e quello scritto. Esplorando la genesi del testo e la sua complessa tecnica compositiva, il lavoro illustra come il poema mantenga la vivacità della tradizione eroica e i valori dell'epoca pur essendo filtrato dalla mediazione della scrittura. L'opera viene così presentata come un documento unico che riflette le tensioni stilistiche e tematiche di un'epoca di profondo cambiamento culturale

Dalla cultura orale al testo scritto: tradizione poetica anglosassone e il caso del Beowulf

SAVOCA, GAIA
2025/2026

Abstract

This research work analyzes the fundamental transition from oral culture to written culture, examining how this shift reshaped cognitive processes and methods of preserving knowledge. The first part of the investigation delves into the dynamics of oral communication, starting with Parry and Lord’s oral-formulaic theory, which explains how poetry was composed and passed down in the absence of written texts through the use of fixed formulas. This evolution is contextualized through Plato’s critical thought regarding writing and continues through the advent of the printing press, which marked the definitive consolidation of cultural transmission fixed on paper. The core of the research then shifts to literary production in Anglo-Saxon England, where the figure of the scop (the poet-singer) plays a central role as the guardian of collective memory. The transmission of poetry in this context did not depend solely on the memory of the singer but also on a rigorous metric and stylistic structure. The analysis focuses on the formal characteristics of Old English poetry, characterized by the use of alliterative verse and a fixed structure that facilitated oral recitation and memorization, while simultaneously providing a solemn and distinctive rhythm to Anglo-Saxon poetic production. Finally, the analysis converges on Beowulf, identified as the point of encounter and synthesis between the oral and written worlds. By exploring the genesis of the text and its complex compositional technique, the work illustrates how the poem maintains the vibrancy of the heroic tradition and the values of the era, even while being filtered through the mediation of writing. The work is thus presented as a unique document reflecting the stylistic and thematic tensions of an age of profound cultural change.
2025
From Oral culture to Written text: the Anglo-Saxon poetic tradition and the case of Beowulf
Questo lavoro di ricerca analizza la transizione fondamentale tra la cultura dell’oralità e quella della scrittura, esaminando come questo passaggio abbia rimodellato i processi cognitivi e le modalità di conservazione del sapere. La prima parte dell’indagine approfondisce le dinamiche della comunicazione orale, partendo dalla teoria orale-formulare di Parry e Lord, la quale spiega come la poesia venisse composta e tramandata in assenza di testi scritti attraverso l'uso di formule fisse. Tale evoluzione viene contestualizzata attraverso il pensiero critico di Platone riguardo alla scrittura e prosegue fino all'avvento della stampa, che ha segnato il definitivo consolidamento della trasmissione culturale fissata su carta. Il cuore della ricerca si sposta poi sulla produzione letteraria nell'Inghilterra anglosassone, dove la figura dello scop (il cantore) assume un ruolo centrale come custode della memoria collettiva. La trasmissione della poesia in questo contesto non dipendeva solo dalla memoria del cantore, ma anche da una rigorosa struttura metrica e stilistica. L'analisi si sofferma sulle caratteristiche formali della poesia antico-inglese, caratterizzata dall'uso del verso allitterativo e da una struttura fissa che facilitava la recitazione orale e la memorizzazione, conferendo al contempo un ritmo solenne e distintivo alla produzione poetica anglosassone. Infine, l'analisi converge sul Beowulf, identificato come il punto d'incontro e di sintesi tra il mondo orale e quello scritto. Esplorando la genesi del testo e la sua complessa tecnica compositiva, il lavoro illustra come il poema mantenga la vivacità della tradizione eroica e i valori dell'epoca pur essendo filtrato dalla mediazione della scrittura. L'opera viene così presentata come un documento unico che riflette le tensioni stilistiche e tematiche di un'epoca di profondo cambiamento culturale
oralità
antico inglese
scrittura
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112603