The purpose of this work is to examine the meaning of the term melancholy and its evolution during the Spanish Golden Age and the Baroque, an era of profound existential crisis, transition, and the redefinition of ideological and scientific frameworks. Far from being a mere medical pathology linked to the humoral imbalance of the Galenic tradition, melancholy is investigated here as a cognitive tool of sensitive minds, a distinctive trait of the Aristotelian man of genius, and an inevitable response to the disenchantment of the world. Through a critical analysis of three monumental figures of Spanish literature, the tormented Segismundo (La vida es sueño by Pedro Calderón de la Barca), the titanic and tragic Polyphemus (Fábula de Polifemo y Galatea by Luis de Góngora), and the ingenious and idealistic Don Quixote (Miguel de Cervantes), this study maps the various facets of the melancholic feeling: from political isolation and the blurring lines between fiction and reality, to the emotional solitude of the rejected cyclops, and finally to the lucid and dramatic loss of chivalric illusion. The investigation highlights how the inner fracture of these characters reflects the alienation and disorientation of the individual grappling with an illusory world, revealing the intrinsic relevance of Baroque melancholy when facing the dilemmas and solitudes of our contemporary world.

Il presente lavoro si propone di esaminare il significato del termine malinconia e la sua evoluzione durante il Siglo de Oro e il Barocco spagnolo, un'epoca di profonda crisi esistenziale, transizione e ridefinizione dei sistemi di riferimento ideologici e scientifici. Lungi dal costituire una mera patologia medica legata allo squilibrio umorale della tradizione galenica, la melancolia viene qui indagata come strumento conoscitivo delle menti sensibili, un tratto distintivo dell'uomo di ingegno aristotelico e una risposta inevitabile al disincanto del mondo. Attraverso l'analisi critica di tre figure monumentali della letteratura spagnola, il tormentato Sigismundo (La vida es sueño di Pedro Calderón de la Barca), il titanico e tragico Polifemo (Fábula de Polifemo y Galatea di Luis de Góngora) e l'arguto e idealista Don Chisciotte (Miguel de Cervantes), lo studio mappa le diverse declinazioni del sentimento melancolico: dall'isolamento politico e l'incertezza tra finzione e realtà, alla solitudine affettiva del ciclope rifiutato, fino alla lucida e drammatica perdita dell'illusione cavalleresca. L'indagine evidenzia come la frattura interiore di questi personaggi rifletta l'alienazione e lo smarrimento dell'individuo stesso alla prese con un mondo illusorio, svelando l'intrinseca attualità della melancolia barocca di fronte ai dilemmi e alle solitudini del nostro presente.

Conflitto tra desiderio e realtà: la malinconia in La vida es sueño, Fábula de Polifemo y Galatea e Don Quijote de la Mancha.

SINIGAGLIA, SARAH
2025/2026

Abstract

The purpose of this work is to examine the meaning of the term melancholy and its evolution during the Spanish Golden Age and the Baroque, an era of profound existential crisis, transition, and the redefinition of ideological and scientific frameworks. Far from being a mere medical pathology linked to the humoral imbalance of the Galenic tradition, melancholy is investigated here as a cognitive tool of sensitive minds, a distinctive trait of the Aristotelian man of genius, and an inevitable response to the disenchantment of the world. Through a critical analysis of three monumental figures of Spanish literature, the tormented Segismundo (La vida es sueño by Pedro Calderón de la Barca), the titanic and tragic Polyphemus (Fábula de Polifemo y Galatea by Luis de Góngora), and the ingenious and idealistic Don Quixote (Miguel de Cervantes), this study maps the various facets of the melancholic feeling: from political isolation and the blurring lines between fiction and reality, to the emotional solitude of the rejected cyclops, and finally to the lucid and dramatic loss of chivalric illusion. The investigation highlights how the inner fracture of these characters reflects the alienation and disorientation of the individual grappling with an illusory world, revealing the intrinsic relevance of Baroque melancholy when facing the dilemmas and solitudes of our contemporary world.
2025
The conflict between desire and reality: melancholy in La vida es sueño, Fábula de Polifemo y Galatea and Don Quijote de la Mancha.
Il presente lavoro si propone di esaminare il significato del termine malinconia e la sua evoluzione durante il Siglo de Oro e il Barocco spagnolo, un'epoca di profonda crisi esistenziale, transizione e ridefinizione dei sistemi di riferimento ideologici e scientifici. Lungi dal costituire una mera patologia medica legata allo squilibrio umorale della tradizione galenica, la melancolia viene qui indagata come strumento conoscitivo delle menti sensibili, un tratto distintivo dell'uomo di ingegno aristotelico e una risposta inevitabile al disincanto del mondo. Attraverso l'analisi critica di tre figure monumentali della letteratura spagnola, il tormentato Sigismundo (La vida es sueño di Pedro Calderón de la Barca), il titanico e tragico Polifemo (Fábula de Polifemo y Galatea di Luis de Góngora) e l'arguto e idealista Don Chisciotte (Miguel de Cervantes), lo studio mappa le diverse declinazioni del sentimento melancolico: dall'isolamento politico e l'incertezza tra finzione e realtà, alla solitudine affettiva del ciclope rifiutato, fino alla lucida e drammatica perdita dell'illusione cavalleresca. L'indagine evidenzia come la frattura interiore di questi personaggi rifletta l'alienazione e lo smarrimento dell'individuo stesso alla prese con un mondo illusorio, svelando l'intrinseca attualità della melancolia barocca di fronte ai dilemmi e alle solitudini del nostro presente.
malinconia
letteratura spagnola
Sigismundo
Polifemo
Don Chisciotte
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/112605