L’Imposta sul Valore Aggiunto è considerata l’imposta indiretta più importante e significativa del nostro ordinamento. Il presente elaborato mira, innanzitutto, a esaminare il quadro teorico generale dell’IVA e, successivamente, a estendere l’analisi del funzionamento dell’imposta oltre i confini nazionali, distinguendo le operazioni che avvengono all’interno dell’Unione Europea da quelle extra-UE. Perché, dunque, l’IVA viene definita come l’imposta più rilevante a livello nazionale, seconda solo all’IRPEF? I motivi possono essere molteplici, a partire dal fatto che garantisce un gettito significativo per le casse dello Stato, pari al 30% circa dell’ammontare complessivo delle entrate tributarie registrate tra 2024 e 2025. Un aspetto altrettanto significativo riguarda il fatto che si tratti di un’imposta in continua evoluzione e sempre più discussa anche a livello europeo, data la sua incisività limitata non soltanto al nostro Paese. L’IVA infatti è un’imposta di origine europea, disciplinata dalla Direttiva 2006/112/CE ma ideata e adottata per la prima volta nella seconda metà del ‘900 in seguito alla nascita della CEE (Comunità Economica Europea): in Italia è entrata in vigore il 1° gennaio 1973, introdotta nell’ordinamento fiscale con il D.P.R. n. 633/1972 con lo scopo di adeguare il sistema tributario italiano a quello degli altri Stati membri della CEE. Quest’ultimo provvedimento (noto comunemente come “Decreto IVA”), congiuntamente al D.L. n. 331/1993 e altre varie fonti integrative vigenti, rappresenta attualmente il principale riferimento normativo per quanto riguarda la disciplina IVA. Tuttavia, risulta di fondamentale importanza evidenziare come, nel 2025, in attuazione della Legge di Delega fiscale (Legge n. 111 del 09/08/2023), vi sia stata l’approvazione di un primo decreto legislativo che disciplina l’approvazione del Testo Unico IVA, trasferendo e riordinando in un unico compendio tutte le disposizioni che prima erano sparse essenzialmente tra il D.P.R. 633/1972 e il D.L. 331/1993, seguendo l’ordine di disposizione della Direttiva IVA di rifusione n. 2006/112/CE. Tutto ciò avverrà senza innovare radicalmente l’imposta o le sue aliquote, ma semplicemente riorganizzando e razionalizzando l’intera materia in modo organico per superare la frammentazione delle regole, adeguandola alle direttive europee di rifusione. Sebbene quindi per decenni il riferimento cardine in materia IVA sia stato, come detto, principalmente il D.P.R. n. 633/1972, il 1° gennaio 2027 entrerà ufficialmente in vigore il Testo Unico IVA grazie al Decreto Legislativo n. 10/2026.
Imposta sul Valore Aggiunto: funzionamento e operazioni con l'estero
MUNERATO, RICCARDO
2025/2026
Abstract
L’Imposta sul Valore Aggiunto è considerata l’imposta indiretta più importante e significativa del nostro ordinamento. Il presente elaborato mira, innanzitutto, a esaminare il quadro teorico generale dell’IVA e, successivamente, a estendere l’analisi del funzionamento dell’imposta oltre i confini nazionali, distinguendo le operazioni che avvengono all’interno dell’Unione Europea da quelle extra-UE. Perché, dunque, l’IVA viene definita come l’imposta più rilevante a livello nazionale, seconda solo all’IRPEF? I motivi possono essere molteplici, a partire dal fatto che garantisce un gettito significativo per le casse dello Stato, pari al 30% circa dell’ammontare complessivo delle entrate tributarie registrate tra 2024 e 2025. Un aspetto altrettanto significativo riguarda il fatto che si tratti di un’imposta in continua evoluzione e sempre più discussa anche a livello europeo, data la sua incisività limitata non soltanto al nostro Paese. L’IVA infatti è un’imposta di origine europea, disciplinata dalla Direttiva 2006/112/CE ma ideata e adottata per la prima volta nella seconda metà del ‘900 in seguito alla nascita della CEE (Comunità Economica Europea): in Italia è entrata in vigore il 1° gennaio 1973, introdotta nell’ordinamento fiscale con il D.P.R. n. 633/1972 con lo scopo di adeguare il sistema tributario italiano a quello degli altri Stati membri della CEE. Quest’ultimo provvedimento (noto comunemente come “Decreto IVA”), congiuntamente al D.L. n. 331/1993 e altre varie fonti integrative vigenti, rappresenta attualmente il principale riferimento normativo per quanto riguarda la disciplina IVA. Tuttavia, risulta di fondamentale importanza evidenziare come, nel 2025, in attuazione della Legge di Delega fiscale (Legge n. 111 del 09/08/2023), vi sia stata l’approvazione di un primo decreto legislativo che disciplina l’approvazione del Testo Unico IVA, trasferendo e riordinando in un unico compendio tutte le disposizioni che prima erano sparse essenzialmente tra il D.P.R. 633/1972 e il D.L. 331/1993, seguendo l’ordine di disposizione della Direttiva IVA di rifusione n. 2006/112/CE. Tutto ciò avverrà senza innovare radicalmente l’imposta o le sue aliquote, ma semplicemente riorganizzando e razionalizzando l’intera materia in modo organico per superare la frammentazione delle regole, adeguandola alle direttive europee di rifusione. Sebbene quindi per decenni il riferimento cardine in materia IVA sia stato, come detto, principalmente il D.P.R. n. 633/1972, il 1° gennaio 2027 entrerà ufficialmente in vigore il Testo Unico IVA grazie al Decreto Legislativo n. 10/2026.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112642