Il presente elaborato analizza il ruolo e l'evoluzione delle prove digitali all'interno del diritto penale internazionale, con particolare riferimento alla prassi e alla giurisprudenza della Corte Penale Internazionale (CPI). Nella prima parte, lo studio delinea la natura giuridica della CPI, esplorandone le origini, la struttura e i principi fondamentali, per poi contestualizzarla rispetto ai precedenti modelli di giustizia penale internazionale. Successivamente, la ricerca approfondisce il peculiare regime probatorio vigente dinanzi alla Corte, caratterizzato da una marcata flessibilità e dalla vitale necessità di cooperazione statale, delineando i criteri generali per l'ammissibilità della prova. Il cuore della trattazione è dedicato alla "prova digitale": se ne esaminano le enormi potenzialità nell'accertamento dei crimini internazionali, unitamente alle complesse sfide legate all'ammissibilità, all'affidabilità e al mantenimento della Chain of Custody (catena di custodia). Vengono inoltre indagate specifiche tipologie di acquisizione probatoria, come le indagini "Open Source" e l'utilizzo delle intercettazioni. Infine, la tesi propone un'analisi applicativa attraverso il caso giurisprudenziale Yeakatom vs Prosecutor, evidenziando le problematiche concrete e le attuali dinamiche affrontate dalla Corte nella valutazione dell'evidenza digitale.
Le prove digitali nel processo davanti alla Corte penale Internazionale tra regole e prassi giurisprudenziali
PAOLUCCI, GIACOMO
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato analizza il ruolo e l'evoluzione delle prove digitali all'interno del diritto penale internazionale, con particolare riferimento alla prassi e alla giurisprudenza della Corte Penale Internazionale (CPI). Nella prima parte, lo studio delinea la natura giuridica della CPI, esplorandone le origini, la struttura e i principi fondamentali, per poi contestualizzarla rispetto ai precedenti modelli di giustizia penale internazionale. Successivamente, la ricerca approfondisce il peculiare regime probatorio vigente dinanzi alla Corte, caratterizzato da una marcata flessibilità e dalla vitale necessità di cooperazione statale, delineando i criteri generali per l'ammissibilità della prova. Il cuore della trattazione è dedicato alla "prova digitale": se ne esaminano le enormi potenzialità nell'accertamento dei crimini internazionali, unitamente alle complesse sfide legate all'ammissibilità, all'affidabilità e al mantenimento della Chain of Custody (catena di custodia). Vengono inoltre indagate specifiche tipologie di acquisizione probatoria, come le indagini "Open Source" e l'utilizzo delle intercettazioni. Infine, la tesi propone un'analisi applicativa attraverso il caso giurisprudenziale Yeakatom vs Prosecutor, evidenziando le problematiche concrete e le attuali dinamiche affrontate dalla Corte nella valutazione dell'evidenza digitale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/112742