This thesis, which falls within the scope of contemporary art, analyzes how the perception of the non-conforming body has changed over time within a fundamentally ableist and self-referential narrative. The first part of the investigation examines the constructs of art and disability, starting from Greco-Roman civilization and moving on to more recent Disability Studies, following a progression that considers the difference in social recognition between congenital and acquired disabilities. The second part features concrete examples of artists, including Mar Quinn and Oliviero Toscani, who, using different aesthetic and expressive means, narrate non-conforming bodies, proposing the deconstruction of traditional aesthetic canons. It also features examples of international performers, including Mari Katayama and Simona Atzori, who use their bodies as works of art, restoring an "other" dimension of beauty. The conceptual path of the paper reveals that discussing disability means thinking in terms of opportunity and inclusion, and addressing situations that, while initially impacting certain segments of the population, ultimately involve the entire population. Discussing disability in artistic terms, with the many possibilities that art itself offers, fosters a greater attraction to all that is nonconformist.

Questo lavoro di tesi, che s’inserisce nel perimetro dell’arte contemporanea, analizza come sia mutata nel tempo la percezione del corpo non conforme nell’ambito di una narrazione fondamentalmente abilista e autoreferenziale. In una prima parte dell’indagine si considerano, partendo dalla civiltà greca romana per giungere ai più recenti Disability Studies, i costrutti di arte e disabilità, seguendo una progressione che considera la differenza di riconoscimento sociale tra disabilità congenita e disabilità acquisita. Nella seconda parte vi sono esempi concreti di artisti, tra cui Mar Quinn e Oliviero Toscani, che con mezzi estetico-espressivi diversi, raccontano di corpi non conformi, proponendo la decostruzione di canoni estetici tradizionali. E ancora esempi di performer internazionali – tra cui Mari Katayama e Simona Atzori, che usano i loro corpi come opere d’arte, restituendo una dimensione di bellezza “altra”. Grazie al percorso concettuale dell’elaborato, emerge che parlare di disabilità significa ragionare in termini di opportunità e di inclusione, e affrontare quelle situazioni che pur impattando inizialmente alcuni segmenti di popolazione, finiscono per coinvolgerla nella sua interezza. Parlare di disabilità in termini artistici, con le molteplici possibilità che l’Arte stessa offre, si favorisce una maggiore attrattiva verso tutto ciò che non è conforme.

Il corpo non conforme nell'arte contemporanea: alterità e bellezza dell'imperfezione

LICCARDI, FRANCESCA
2025/2026

Abstract

This thesis, which falls within the scope of contemporary art, analyzes how the perception of the non-conforming body has changed over time within a fundamentally ableist and self-referential narrative. The first part of the investigation examines the constructs of art and disability, starting from Greco-Roman civilization and moving on to more recent Disability Studies, following a progression that considers the difference in social recognition between congenital and acquired disabilities. The second part features concrete examples of artists, including Mar Quinn and Oliviero Toscani, who, using different aesthetic and expressive means, narrate non-conforming bodies, proposing the deconstruction of traditional aesthetic canons. It also features examples of international performers, including Mari Katayama and Simona Atzori, who use their bodies as works of art, restoring an "other" dimension of beauty. The conceptual path of the paper reveals that discussing disability means thinking in terms of opportunity and inclusion, and addressing situations that, while initially impacting certain segments of the population, ultimately involve the entire population. Discussing disability in artistic terms, with the many possibilities that art itself offers, fosters a greater attraction to all that is nonconformist.
2025
The Non-Conforming Body in Contemporary Art: Otherness and the Beauty of Imperfection
Questo lavoro di tesi, che s’inserisce nel perimetro dell’arte contemporanea, analizza come sia mutata nel tempo la percezione del corpo non conforme nell’ambito di una narrazione fondamentalmente abilista e autoreferenziale. In una prima parte dell’indagine si considerano, partendo dalla civiltà greca romana per giungere ai più recenti Disability Studies, i costrutti di arte e disabilità, seguendo una progressione che considera la differenza di riconoscimento sociale tra disabilità congenita e disabilità acquisita. Nella seconda parte vi sono esempi concreti di artisti, tra cui Mar Quinn e Oliviero Toscani, che con mezzi estetico-espressivi diversi, raccontano di corpi non conformi, proponendo la decostruzione di canoni estetici tradizionali. E ancora esempi di performer internazionali – tra cui Mari Katayama e Simona Atzori, che usano i loro corpi come opere d’arte, restituendo una dimensione di bellezza “altra”. Grazie al percorso concettuale dell’elaborato, emerge che parlare di disabilità significa ragionare in termini di opportunità e di inclusione, e affrontare quelle situazioni che pur impattando inizialmente alcuni segmenti di popolazione, finiscono per coinvolgerla nella sua interezza. Parlare di disabilità in termini artistici, con le molteplici possibilità che l’Arte stessa offre, si favorisce una maggiore attrattiva verso tutto ciò che non è conforme.
corpo
disabilità
bellezza
imperfezione
conforme
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
LICCARDI_FRANCESCA.pdf

accesso aperto

Dimensione 8.1 MB
Formato Adobe PDF
8.1 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/113248