The specter of a possible nuclear war is becoming increasingly concrete in our day. In the political discourse of the great powers and in geopolitical analyses, the use of nuclear weapons no longer seems taboo. In the face of this danger, our presence in the world risks becoming lost, lost, or worse, accepted as a given. The issue of the crisis of presence was well identified and conceptualized by the anthropologist and historian of religions Ernesto de Martino (1908-1965). He studied the ways in which traditional societies have attempted to save human beings from the risk of no longer existing, but above all, he was a restless thinker and attentive observer of the crisis facing contemporary society, driven, among other things, by a drive toward self-destruction. Understanding one's present, becoming a "clinician" of one's own culture, is essential to highlighting its risks and possible alternatives. Faced with possible total annihilation, humanity's fundamental task is to react and build a new ethos of redemption, in order to be able to continue human history on earth.

Lo spettro di una possibile guerra nucleare sta acquistando ai giorni nostri una sempre maggiore concretezza. Nei discorsi politici delle grandi potenze e nelle analisi geopolitiche l'utilizzo di armi atomiche non sembra più essere un tabù. La nostra presenza nel mondo, di fronte a questo pericolo, rischia di smarrirsi, di perdersi o peggio di accettare un dato di fatto. La questione della crisi della presenza sono state ben individuate e concettualizzate dall'antropologo e storico delle religioni Ernesto de Martino (1908-1965). Studioso dei modi con cui le società tradizionali hanno tentato salvare l'essere umano dal rischio di non esserci più, ma soprattutto pensatore inquieto e attento osservatore della crisi che attraversa la società contemporanea, animata, tra le altre cose, da una pulsione all'autodistruzione. Comprendere il proprio presente, farsi "clinico" della propria cultura è fondamentale per metterne in luce i rischi e le possibili alternative. Di fronte al possibile annientamento totale compito fondamentale dell'umanità è quello di reagire e costruire un nuovo ethos del riscatto, al fine di poter continuare una storia umana sulla terra.

Il dito che preme il bottone. La questione dell'apocalisse nucleare a partire dalla riflessione di Ernesto de Martino.

MARZOTTO, DAVIDE
2025/2026

Abstract

The specter of a possible nuclear war is becoming increasingly concrete in our day. In the political discourse of the great powers and in geopolitical analyses, the use of nuclear weapons no longer seems taboo. In the face of this danger, our presence in the world risks becoming lost, lost, or worse, accepted as a given. The issue of the crisis of presence was well identified and conceptualized by the anthropologist and historian of religions Ernesto de Martino (1908-1965). He studied the ways in which traditional societies have attempted to save human beings from the risk of no longer existing, but above all, he was a restless thinker and attentive observer of the crisis facing contemporary society, driven, among other things, by a drive toward self-destruction. Understanding one's present, becoming a "clinician" of one's own culture, is essential to highlighting its risks and possible alternatives. Faced with possible total annihilation, humanity's fundamental task is to react and build a new ethos of redemption, in order to be able to continue human history on earth.
2025
The finger that pushes the button. The question of nuclear apocalypse, starting from Ernesto de Martino's reflections.
Lo spettro di una possibile guerra nucleare sta acquistando ai giorni nostri una sempre maggiore concretezza. Nei discorsi politici delle grandi potenze e nelle analisi geopolitiche l'utilizzo di armi atomiche non sembra più essere un tabù. La nostra presenza nel mondo, di fronte a questo pericolo, rischia di smarrirsi, di perdersi o peggio di accettare un dato di fatto. La questione della crisi della presenza sono state ben individuate e concettualizzate dall'antropologo e storico delle religioni Ernesto de Martino (1908-1965). Studioso dei modi con cui le società tradizionali hanno tentato salvare l'essere umano dal rischio di non esserci più, ma soprattutto pensatore inquieto e attento osservatore della crisi che attraversa la società contemporanea, animata, tra le altre cose, da una pulsione all'autodistruzione. Comprendere il proprio presente, farsi "clinico" della propria cultura è fondamentale per metterne in luce i rischi e le possibili alternative. Di fronte al possibile annientamento totale compito fondamentale dell'umanità è quello di reagire e costruire un nuovo ethos del riscatto, al fine di poter continuare una storia umana sulla terra.
Presenza
Apocalisse nucleare
Ernesto de Martino
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/113376