Il presente lavoro di tesi si pone l’obiettivo di analizzare le dinamiche psicosociali alla base del confronto interpersonale, inteso come strumento utilizzato dai membri di una minoranza per affrontare la maggioranza a seguito di un atto discriminatorio o dell’espressione di un bias pregiudizievole. Sebbene l’autoregolazione del pregiudizio sia spesso studiata come processo interno, l’elaborato, attraverso una rassegna della letteratura scientifica, intende dimostrare come la contestazione diretta di uno stereotipo possa innescare meccanismi di cambiamento comportamentale e normativo. Vengono esplorati i fattori individuali e situazionali che incentivano o scoraggiano l’atto di confrontare l'autore del pregiudizio, evidenziando il delicato bilanciamento psicologico tra i costi sociali percepiti (come il rischio di ritorsioni o stigmatizzazione secondaria) e i benefici attesi. Particolare attenzione viene data alle reazioni della maggioranza nel momento in cui viene richiamata e come il livello di pregiudizio dei suoi membri possa influenzare l’efficacia del confronto e l’eventuale cambiamento di comportamento. Inoltre, l’analisi intende esaminare come l’azione diretta possa favorire processi di empowerment e possa incrementare il senso di autoefficacia sia individuale che collettiva. Per concludere, la tesi sottolinea l'importanza di comprendere tali meccanismi per promuovere contesti sociali capaci di sostenere le vittime di discriminazione e diminuire l’impatto di quest’ultima.

Il Confronto come arma contro la discriminazione: quando la minoranza decide di affrontare la maggioranza

TORCOLETTI, MATILDE
2025/2026

Abstract

Il presente lavoro di tesi si pone l’obiettivo di analizzare le dinamiche psicosociali alla base del confronto interpersonale, inteso come strumento utilizzato dai membri di una minoranza per affrontare la maggioranza a seguito di un atto discriminatorio o dell’espressione di un bias pregiudizievole. Sebbene l’autoregolazione del pregiudizio sia spesso studiata come processo interno, l’elaborato, attraverso una rassegna della letteratura scientifica, intende dimostrare come la contestazione diretta di uno stereotipo possa innescare meccanismi di cambiamento comportamentale e normativo. Vengono esplorati i fattori individuali e situazionali che incentivano o scoraggiano l’atto di confrontare l'autore del pregiudizio, evidenziando il delicato bilanciamento psicologico tra i costi sociali percepiti (come il rischio di ritorsioni o stigmatizzazione secondaria) e i benefici attesi. Particolare attenzione viene data alle reazioni della maggioranza nel momento in cui viene richiamata e come il livello di pregiudizio dei suoi membri possa influenzare l’efficacia del confronto e l’eventuale cambiamento di comportamento. Inoltre, l’analisi intende esaminare come l’azione diretta possa favorire processi di empowerment e possa incrementare il senso di autoefficacia sia individuale che collettiva. Per concludere, la tesi sottolinea l'importanza di comprendere tali meccanismi per promuovere contesti sociali capaci di sostenere le vittime di discriminazione e diminuire l’impatto di quest’ultima.
2025
Confrontation as a weapon against discrimination: when the minority decides to challenge the majority
Confronto sociale
Minoranza
Empowerment
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Elaborato di tesi_Torcoletti Matilde_.pdf

Accesso riservato

Dimensione 485.46 kB
Formato Adobe PDF
485.46 kB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/113937