Nelle transazioni digitali Business to Business (B2B), come la fornitura di servizi di validazione per software open source, committente e fornitore devono risolvere un problema di fiducia. Le soluzioni oggi disponibili si collocano quasi sempre ai due estremi. I marketplace centralizzati applicano commissioni elevate all'interno di ecosistemi chiusi, non verificabili dall'esterno. I sistemi costruiti su blockchain pubbliche hanno invece limiti seri per l'adozione aziendale, a partire dal tight coupling tra la logica dell'accordo e il veicolo finanziario, che obbliga le imprese a usare criptovalute volatili e compromette la privacy commerciale. Questa tesi analizza l'adozione dell'Agent Payments Protocol (AP2), un protocollo aperto proposto di recente da Google e da un consorzio di operatori dei pagamenti, e ne propone una lettura B2B fondata sul disaccoppiamento: l'autorizzazione all'esecuzione di un servizio (Mandate) e l'attestazione crittografica del suo completamento (Receipt) restano separate dal trasferimento economico. Per validare il modello è stata sviluppata una Proof of Concept (PoC) applicata alla validazione di software open source. L'architettura è ibrida, su tre livelli: un'interfaccia applicativa per il flusso logico, l'integrazione con gateway tradizionali per i pagamenti in valuta fiat, asincroni per natura, e una blockchain permissioned (Hyperledger Fabric) usata solo come livello notarile. Su quest'ultima si registrano in modo immutabile le sole evidenze crittografiche (hash) degli stati di AP2, così l'auditabilità non richiede l'esposizione di dati sensibili. La PoC copre l'intero ciclo di vita dell'incarico attraverso una sequenza di credenziali firmate, ciascuna legata alla precedente, e un meccanismo di reputazione quantitativo anch'esso notarizzato. L'analisi dell'architettura e dei failure modes indica che l'integrazione porta a un'infrastruttura trasparente e sostenibile sul piano economico. Le variabili umane nella validazione del codice restano, ma la reputazione e la tracciabilità ne riducono i rischi. Separare la notarizzazione dal settlement finanziario abbassa le barriere d'ingresso tipiche dei sistemi Web3 puri e rende il modello utilizzabile per applicazioni B2B.
Il protocollo AP2 per la validazione di codice open-source: sviluppo di una Proof of Concept per un'infrastruttura basata su evidence-based reputation e tecnologie blockchain
VENI, ALESSIO
2025/2026
Abstract
Nelle transazioni digitali Business to Business (B2B), come la fornitura di servizi di validazione per software open source, committente e fornitore devono risolvere un problema di fiducia. Le soluzioni oggi disponibili si collocano quasi sempre ai due estremi. I marketplace centralizzati applicano commissioni elevate all'interno di ecosistemi chiusi, non verificabili dall'esterno. I sistemi costruiti su blockchain pubbliche hanno invece limiti seri per l'adozione aziendale, a partire dal tight coupling tra la logica dell'accordo e il veicolo finanziario, che obbliga le imprese a usare criptovalute volatili e compromette la privacy commerciale. Questa tesi analizza l'adozione dell'Agent Payments Protocol (AP2), un protocollo aperto proposto di recente da Google e da un consorzio di operatori dei pagamenti, e ne propone una lettura B2B fondata sul disaccoppiamento: l'autorizzazione all'esecuzione di un servizio (Mandate) e l'attestazione crittografica del suo completamento (Receipt) restano separate dal trasferimento economico. Per validare il modello è stata sviluppata una Proof of Concept (PoC) applicata alla validazione di software open source. L'architettura è ibrida, su tre livelli: un'interfaccia applicativa per il flusso logico, l'integrazione con gateway tradizionali per i pagamenti in valuta fiat, asincroni per natura, e una blockchain permissioned (Hyperledger Fabric) usata solo come livello notarile. Su quest'ultima si registrano in modo immutabile le sole evidenze crittografiche (hash) degli stati di AP2, così l'auditabilità non richiede l'esposizione di dati sensibili. La PoC copre l'intero ciclo di vita dell'incarico attraverso una sequenza di credenziali firmate, ciascuna legata alla precedente, e un meccanismo di reputazione quantitativo anch'esso notarizzato. L'analisi dell'architettura e dei failure modes indica che l'integrazione porta a un'infrastruttura trasparente e sostenibile sul piano economico. Le variabili umane nella validazione del codice restano, ma la reputazione e la tracciabilità ne riducono i rischi. Separare la notarizzazione dal settlement finanziario abbassa le barriere d'ingresso tipiche dei sistemi Web3 puri e rende il modello utilizzabile per applicazioni B2B.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi_Veni_Alessio.pdf
embargo fino al 23/03/2028
Dimensione
300.87 kB
Formato
Adobe PDF
|
300.87 kB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/114308