A livello globale, una profonda piaga imperversa all'interno della categoria lavorativa dei medici veterinari; questa, infatti, in comune accordo rispetto a quanto riportato dalla letteratura scientifica, è una delle professioni nell'ambito sanitario maggiormente esposta al rischio di burnout e compassion fatigue. Tra i fattori che più influiscono nella definizione di questo preoccupante quadro, ci sono la continua esposizione alla sofferenza, le complesse dinamiche relazionali con i caregivers e l'esecuzione dell'atto eutanasico, tutti aspetti che causano un forte logoramento psicologico. Secondo la letteratura scientifica, la professione dei medici veterinari espone ad un rischio ben 4 volte maggiore di commettere un suicidio rispetto a quello di persone che svolgono un altro tipo di lavoro. La presente tesi ha avuto l’obiettivo di contribuire all’analisi della gravità di questo fenomeno e di caratterizzare alcune problematiche riportate su base volontaria rispetto alla pratica eutanasica, su un campione di medici veterinari italiani. Per avere una visione più globale dell'intero fenomeno, un secondo obiettivo di questo lavoro è stato quello di indagare la percezione riguardo l'eutanasia e le modalità con cui essa è stata comunicata da parte del veterinario su un campione di cittadini. Lo studio si è servito di due questionari creati in collaborazione con i docenti afferenti al Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA) dell'Università di Padova, uno rivolto ai medici veterinari e il secondo destinato alla cittadinanza. Il numero di risposte analizzate ai fini di questo studio sono state di 122 medici veterinari operanti sul territorio italiano e di 180 cittadini. Riguardo ai veterinari i dati descrittivi evidenziano un dato allarmante: circa ľ80% degli intervistati avverte un costante disagio psicologico derivante dal proprio lavoro, con un importante impatto operato dal carico emotivo dell'eutanasia e dalla conseguente gestione del dolore dei caregivers. I risultati ottenuti dai questionari rivolti ai cittadini, evidenziano come, nel momento critico del fine vita dell'animale, i proprietari manifestino un forte bisogno di ricevere comunicazioni più chiare e trasparenti da parte dei professionisti. I dati raccolti non potranno essere utilizzati per inferenze statistiche tuttavia, i risultati di questo studio, potranno contribuire a confermare quanto emerge dalla letteratura scientifica nazionale ed internazionale, la quale si sta sempre più orientando nell’identificazione dei rischi e nello sviluppo di strategie preventive rispetto all'insorgenza del burnout, con il fine di promuovere la resilienza, il benessere psicologico e il supporto organizzativo nella professione veterinaria.
Il carico emotivo dell'eutanasia nella professione veterinaria: un'indagine sulla percezione da parte dei medici veterinari e della cittadinanza
MARULLO, LORENZO
2025/2026
Abstract
A livello globale, una profonda piaga imperversa all'interno della categoria lavorativa dei medici veterinari; questa, infatti, in comune accordo rispetto a quanto riportato dalla letteratura scientifica, è una delle professioni nell'ambito sanitario maggiormente esposta al rischio di burnout e compassion fatigue. Tra i fattori che più influiscono nella definizione di questo preoccupante quadro, ci sono la continua esposizione alla sofferenza, le complesse dinamiche relazionali con i caregivers e l'esecuzione dell'atto eutanasico, tutti aspetti che causano un forte logoramento psicologico. Secondo la letteratura scientifica, la professione dei medici veterinari espone ad un rischio ben 4 volte maggiore di commettere un suicidio rispetto a quello di persone che svolgono un altro tipo di lavoro. La presente tesi ha avuto l’obiettivo di contribuire all’analisi della gravità di questo fenomeno e di caratterizzare alcune problematiche riportate su base volontaria rispetto alla pratica eutanasica, su un campione di medici veterinari italiani. Per avere una visione più globale dell'intero fenomeno, un secondo obiettivo di questo lavoro è stato quello di indagare la percezione riguardo l'eutanasia e le modalità con cui essa è stata comunicata da parte del veterinario su un campione di cittadini. Lo studio si è servito di due questionari creati in collaborazione con i docenti afferenti al Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata (FISPPA) dell'Università di Padova, uno rivolto ai medici veterinari e il secondo destinato alla cittadinanza. Il numero di risposte analizzate ai fini di questo studio sono state di 122 medici veterinari operanti sul territorio italiano e di 180 cittadini. Riguardo ai veterinari i dati descrittivi evidenziano un dato allarmante: circa ľ80% degli intervistati avverte un costante disagio psicologico derivante dal proprio lavoro, con un importante impatto operato dal carico emotivo dell'eutanasia e dalla conseguente gestione del dolore dei caregivers. I risultati ottenuti dai questionari rivolti ai cittadini, evidenziano come, nel momento critico del fine vita dell'animale, i proprietari manifestino un forte bisogno di ricevere comunicazioni più chiare e trasparenti da parte dei professionisti. I dati raccolti non potranno essere utilizzati per inferenze statistiche tuttavia, i risultati di questo studio, potranno contribuire a confermare quanto emerge dalla letteratura scientifica nazionale ed internazionale, la quale si sta sempre più orientando nell’identificazione dei rischi e nello sviluppo di strategie preventive rispetto all'insorgenza del burnout, con il fine di promuovere la resilienza, il benessere psicologico e il supporto organizzativo nella professione veterinaria.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/114393