La pressione intracranica (ICP) è determinata dall’interazione tra i principali componenti del contenuto cranico, costituiti da tessuto cerebrale, sangue e liquido cerebrospinale (CSF). Secondo il teorema di Monro-Kellie, variazioni del volume di uno di questi compartimenti possono essere compensate dagli altri attraverso meccanismi di autoregolazione cerebrovascolare e di compensazione. Il superamento di tale capacità può determinare un aumento patologico dell’ICP e contribuire allo sviluppo di condizioni neurologiche, tra cui l’idrocefalo, caratterizzato da un accumulo del CSF nei ventricoli cerebrali. Il monitoraggio dell’ICP rappresenta pertanto uno strumento importante nella valutazione diagnostica e nella gestione dei pazienti con alterazioni della dinamica liquorale. La presente tesi propone una revisione delle principali tecniche di monitoraggio dell’ICP, analizzandone principi di funzionamento, accuratezza, vantaggi e principali limitazioni, con particolare attenzione alla distinzione tra metodiche invasive e non invasive. Tra le metodiche analizzate, il monitoraggio invasivo, e in particolare il catetere intraventricolare (EVD), rappresenta attualmente il riferimento per accuratezza e affidabilità e consente, oltre alla misurazione dell’ICP, il drenaggio del CSF. Tuttavia, l’invasività della procedura comporta rischi quali infezioni, emorragie e altre complicanze, limitandone l’impiego soprattutto nel monitoraggio prolungato. Le tecniche non invasive costituiscono invece un importante strumento di supporto alla valutazione clinica, ma presentano ancora limiti in termini di accuratezza, variabilità dell’osservatore e necessità di formazione specialistica, non consentendo attualmente di sostituire completamente il monitoraggio invasivo. Infine, vengono esaminate alcune delle principali prospettive tecnologiche, tra cui i sistemi di monitoraggio wireless e i sensori bio-riassorbibili, sviluppati con l’obiettivo di ridurre l’invasività e permettere un monitoraggio più prolungato e autonomo. Nel complesso, l’evoluzione verso sistemi integrati di monitoraggio, regolazione e controllo del drenaggio del CSF rappresenta una prospettiva promettente per migliorare la gestione dell’idrocefalo e ridurre il ricorso a interventi di revisione.
Monitoraggio della pressione intracranica e trattamento dell'idrocefalo: dallo stato dell'arte alle nuove tecnologie biomediche
CERADINI, ALESSANDRO
2025/2026
Abstract
La pressione intracranica (ICP) è determinata dall’interazione tra i principali componenti del contenuto cranico, costituiti da tessuto cerebrale, sangue e liquido cerebrospinale (CSF). Secondo il teorema di Monro-Kellie, variazioni del volume di uno di questi compartimenti possono essere compensate dagli altri attraverso meccanismi di autoregolazione cerebrovascolare e di compensazione. Il superamento di tale capacità può determinare un aumento patologico dell’ICP e contribuire allo sviluppo di condizioni neurologiche, tra cui l’idrocefalo, caratterizzato da un accumulo del CSF nei ventricoli cerebrali. Il monitoraggio dell’ICP rappresenta pertanto uno strumento importante nella valutazione diagnostica e nella gestione dei pazienti con alterazioni della dinamica liquorale. La presente tesi propone una revisione delle principali tecniche di monitoraggio dell’ICP, analizzandone principi di funzionamento, accuratezza, vantaggi e principali limitazioni, con particolare attenzione alla distinzione tra metodiche invasive e non invasive. Tra le metodiche analizzate, il monitoraggio invasivo, e in particolare il catetere intraventricolare (EVD), rappresenta attualmente il riferimento per accuratezza e affidabilità e consente, oltre alla misurazione dell’ICP, il drenaggio del CSF. Tuttavia, l’invasività della procedura comporta rischi quali infezioni, emorragie e altre complicanze, limitandone l’impiego soprattutto nel monitoraggio prolungato. Le tecniche non invasive costituiscono invece un importante strumento di supporto alla valutazione clinica, ma presentano ancora limiti in termini di accuratezza, variabilità dell’osservatore e necessità di formazione specialistica, non consentendo attualmente di sostituire completamente il monitoraggio invasivo. Infine, vengono esaminate alcune delle principali prospettive tecnologiche, tra cui i sistemi di monitoraggio wireless e i sensori bio-riassorbibili, sviluppati con l’obiettivo di ridurre l’invasività e permettere un monitoraggio più prolungato e autonomo. Nel complesso, l’evoluzione verso sistemi integrati di monitoraggio, regolazione e controllo del drenaggio del CSF rappresenta una prospettiva promettente per migliorare la gestione dell’idrocefalo e ridurre il ricorso a interventi di revisione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/114488