Il problema della sicurezza dei ponti esistenti costituisce oggi una delle principali sfide nella gestione del patrimonio infrastrutturale italiano. Una quota significativa delle opere presenti sul territorio risulta infatti in esercizio da oltre 50 anni e circa il 16% ha superato la vita nominale di progetto. L'invecchiamento dei materiali e i conseguenti fenomeni di degrado sono inoltre amplificati dall'incremento dei flussi di traffico e dalla crescente frequenza di eventi climatici estremi. Ciò rende necessaria l'adozione di strumenti efficaci per la valutazione e la gestione del rischio, al fine di prevenire condizioni che possano compromettere la sicurezza e la funzionalità delle infrastrutture. Il crollo del Ponte Morandi ha accelerato il processo di definizione del quadro normativo relativo alla gestione della sicurezza delle infrastrutture, portando all'introduzione delle Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti. Tali Linee Guida definiscono un approccio metodologico finalizzato alla programmazione delle attività di ispezione, monitoraggio e manutenzione delle infrastrutture. La presente tesi analizza il quadro normativo e metodologico introdotto dalle Linee Guida italiane approfondendone la struttura, i diversi livelli di analisi e il ruolo della Classe di Attenzione nella definizione delle priorità di intervento. Dopo una breve ricostruzione delle principali esperienze nazionali e internazionali, viene illustrato il processo operativo previsto e la sua successiva applicazione in due casi reali nella provincia di Belluno. Per ciascuna opera vengono esaminate le caratteristiche geometriche e strutturali, le difettosità rilevate durante le ispezioni e ne viene attribuita la Classe di Attenzione.
Gestione del rischio strutturale dei ponti esistenti: applicazione delle Linee Guida italiane a casi reali nella provincia di Belluno
DE LAZZARI, FILIPPO
2025/2026
Abstract
Il problema della sicurezza dei ponti esistenti costituisce oggi una delle principali sfide nella gestione del patrimonio infrastrutturale italiano. Una quota significativa delle opere presenti sul territorio risulta infatti in esercizio da oltre 50 anni e circa il 16% ha superato la vita nominale di progetto. L'invecchiamento dei materiali e i conseguenti fenomeni di degrado sono inoltre amplificati dall'incremento dei flussi di traffico e dalla crescente frequenza di eventi climatici estremi. Ciò rende necessaria l'adozione di strumenti efficaci per la valutazione e la gestione del rischio, al fine di prevenire condizioni che possano compromettere la sicurezza e la funzionalità delle infrastrutture. Il crollo del Ponte Morandi ha accelerato il processo di definizione del quadro normativo relativo alla gestione della sicurezza delle infrastrutture, portando all'introduzione delle Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti. Tali Linee Guida definiscono un approccio metodologico finalizzato alla programmazione delle attività di ispezione, monitoraggio e manutenzione delle infrastrutture. La presente tesi analizza il quadro normativo e metodologico introdotto dalle Linee Guida italiane approfondendone la struttura, i diversi livelli di analisi e il ruolo della Classe di Attenzione nella definizione delle priorità di intervento. Dopo una breve ricostruzione delle principali esperienze nazionali e internazionali, viene illustrato il processo operativo previsto e la sua successiva applicazione in due casi reali nella provincia di Belluno. Per ciascuna opera vengono esaminate le caratteristiche geometriche e strutturali, le difettosità rilevate durante le ispezioni e ne viene attribuita la Classe di Attenzione.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
De Lazzari_Filippo.pdf
accesso aperto
Dimensione
9.32 MB
Formato
Adobe PDF
|
9.32 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/114695