L'aumento esponenziale del numero di satelliti in orbita bassa (LEO) ha determinato una crescita significativa dei detriti spaziali in orbita. Tale fenomeno rappresenta una delle principali sfide per la sostenibilità delle operazioni spaziali, poiché incrementa il rischio di collisioni e potrebbe innescare la cosiddetta sindrome di Kessler: uno scenario catastrofico in cui una reazione a catena di impatti genera un progressivo aumento dei detriti, compromettendo l'utilizzo futuro dell'ambiente orbitale. La presente tesi rivolge particolare attenzione alle orbite molto basse (VLEO), considerate una promettente soluzione al problema per via della loro natura autopulente. In questo ambiente, infatti, la maggiore resistenza atmosferica favorisce il decadimento naturale dei detriti ed il loro conseguente rientro nell’atmosfera terrestre, limitando il rischio di congestione orbitale. Tali orbite richiedono, tuttavia, lo sviluppo di tecnologie specifiche per il mantenimento dell'orbita, a causa degli elevati effetti del drag atmosferico. Lo studio evidenzia come le orbite VLEO possano costituire un'alternativa sostenibile per preservare l'accessibilità e la sicurezza dell'ambiente orbitale nel lungo periodo.
La Gestione dei Detriti Spaziali nel Contesto della Sindrome di Kessler: Analisi delle Orbite VLEO e del loro Aspetto Autopulente
SCROCCARO, LORENZO
2025/2026
Abstract
L'aumento esponenziale del numero di satelliti in orbita bassa (LEO) ha determinato una crescita significativa dei detriti spaziali in orbita. Tale fenomeno rappresenta una delle principali sfide per la sostenibilità delle operazioni spaziali, poiché incrementa il rischio di collisioni e potrebbe innescare la cosiddetta sindrome di Kessler: uno scenario catastrofico in cui una reazione a catena di impatti genera un progressivo aumento dei detriti, compromettendo l'utilizzo futuro dell'ambiente orbitale. La presente tesi rivolge particolare attenzione alle orbite molto basse (VLEO), considerate una promettente soluzione al problema per via della loro natura autopulente. In questo ambiente, infatti, la maggiore resistenza atmosferica favorisce il decadimento naturale dei detriti ed il loro conseguente rientro nell’atmosfera terrestre, limitando il rischio di congestione orbitale. Tali orbite richiedono, tuttavia, lo sviluppo di tecnologie specifiche per il mantenimento dell'orbita, a causa degli elevati effetti del drag atmosferico. Lo studio evidenzia come le orbite VLEO possano costituire un'alternativa sostenibile per preservare l'accessibilità e la sicurezza dell'ambiente orbitale nel lungo periodo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/115214