Il presente elaborato approfondisce l'istituto dell'impresa familiare, analizzandone i profili civilistici e la natura fiscale. L'interesse per la tematica nasce dall'osservazione diretta, durante la mia esperienza di tirocinio, delle dinamiche operative delle piccole e medie imprese (PMI), che costituiscono il centro del tessuto economico locale. Sul piano civilistico, l’elaborato esamina la disciplina introdotta dall’articolo 230-bis del Codice Civile, che qualifica l'impresa familiare come un'impresa fondamentalmente individuale, tesa a tutelare i familiari che prestano il proprio apporto lavorativo in modo continuativo e prevalente. In questa prospettiva, vengono indagati i requisiti di costituzione, le modalità di gestione in capo al titolare e le specifiche ipotesi di cessazione del rapporto o dell’impresa stessa. Sul piano fiscale, lo studio si concentra sul meccanismo di tassazione per trasparenza disciplinato dall'articolo 5 del TUIR, che consente l'imputazione dei redditi ai collaboratori familiari entro il limite massimo del 49%, a fronte del mantenimento di almeno il 51% in capo all’imprenditore. Vengono analizzate le conseguenze dell’ingresso e uscita dei collaboratori e i regimi applicabili. In conclusione, la ricerca dimostra come l’impresa familiare rappresenti un modello organizzativo di primaria importanza per la continuità e la sopravvivenza delle realtà imprenditoriali locali. Esprime un ottimale punto di equilibrio tra la flessibilità gestionale garantita dalla veste individuale e i significativi vantaggi fiscali derivanti dalla parcellizzazione della progressività IRPEF su più scaglioni di reddito.
STRUTTURA DELL'IMPRESA FAMILIARE E IMPUTAZIONE DEI REDDITI: ASPETTI CIVILISTICI E FISCALI
CAPONE, CRISTIAN
2025/2026
Abstract
Il presente elaborato approfondisce l'istituto dell'impresa familiare, analizzandone i profili civilistici e la natura fiscale. L'interesse per la tematica nasce dall'osservazione diretta, durante la mia esperienza di tirocinio, delle dinamiche operative delle piccole e medie imprese (PMI), che costituiscono il centro del tessuto economico locale. Sul piano civilistico, l’elaborato esamina la disciplina introdotta dall’articolo 230-bis del Codice Civile, che qualifica l'impresa familiare come un'impresa fondamentalmente individuale, tesa a tutelare i familiari che prestano il proprio apporto lavorativo in modo continuativo e prevalente. In questa prospettiva, vengono indagati i requisiti di costituzione, le modalità di gestione in capo al titolare e le specifiche ipotesi di cessazione del rapporto o dell’impresa stessa. Sul piano fiscale, lo studio si concentra sul meccanismo di tassazione per trasparenza disciplinato dall'articolo 5 del TUIR, che consente l'imputazione dei redditi ai collaboratori familiari entro il limite massimo del 49%, a fronte del mantenimento di almeno il 51% in capo all’imprenditore. Vengono analizzate le conseguenze dell’ingresso e uscita dei collaboratori e i regimi applicabili. In conclusione, la ricerca dimostra come l’impresa familiare rappresenti un modello organizzativo di primaria importanza per la continuità e la sopravvivenza delle realtà imprenditoriali locali. Esprime un ottimale punto di equilibrio tra la flessibilità gestionale garantita dalla veste individuale e i significativi vantaggi fiscali derivanti dalla parcellizzazione della progressività IRPEF su più scaglioni di reddito.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/115532