L’obiettivo dell’elaborato è analizzare la disciplina degli artt.120-bis ss. del Codice della Crisi di impresa e dell’Insolvenza e porre in luce le problematicità del cosiddetto “diritto societario della crisi”. In questo contesto verranno enunciati i nuovi principi scaturenti dalla Direttiva Insolvency, primo fra tutti quello di divieto di ostruzionismi irragionevoli da parte dei soci. Attraverso le norme del CCII verrà poi evidenziata l’“espropriazione” delle prerogative dei soci in favore degli amministratori in caso di crisi d’impresa, dalla decisione di accesso agli strumenti di regolazione della crisi, alle modificazioni sui diritti dei soci, ai poteri rimasti in capo ad essi. Verrà spiegata la posizione rivestita dal socio all’interno di uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza, illustrando il “classamento” dei soci e il valore a loro riservabile. Nelle conclusioni verranno ripresi i punti di forza e di debolezza già affrontati nell’analisi della disciplina, riportando le proposte della dottrina de iure condendo.
Il ruolo dei soci e degli amministratori nella normativa italiana dopo la Direttiva Insolvency: un’analisi critica degli artt. 120-bis ss. CCII
RAIMONDO, SEBASTIANO
2025/2026
Abstract
L’obiettivo dell’elaborato è analizzare la disciplina degli artt.120-bis ss. del Codice della Crisi di impresa e dell’Insolvenza e porre in luce le problematicità del cosiddetto “diritto societario della crisi”. In questo contesto verranno enunciati i nuovi principi scaturenti dalla Direttiva Insolvency, primo fra tutti quello di divieto di ostruzionismi irragionevoli da parte dei soci. Attraverso le norme del CCII verrà poi evidenziata l’“espropriazione” delle prerogative dei soci in favore degli amministratori in caso di crisi d’impresa, dalla decisione di accesso agli strumenti di regolazione della crisi, alle modificazioni sui diritti dei soci, ai poteri rimasti in capo ad essi. Verrà spiegata la posizione rivestita dal socio all’interno di uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza, illustrando il “classamento” dei soci e il valore a loro riservabile. Nelle conclusioni verranno ripresi i punti di forza e di debolezza già affrontati nell’analisi della disciplina, riportando le proposte della dottrina de iure condendo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/116049