L’elaborato affronta criticamente i delitti di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (artt. 392 e 393 c.p.) e ne indaga il difficile rapporto con la scriminante dell'esercizio di un diritto (art. 51 c.p.). Si ricostruisce anzitutto la genesi storica e sistematica dei delitti di "ragion fattasi", dai codici preunitari al codice Zanardelli fino al vigente codice Rocco, per poi passare in rassegna le principali tesi dottrinali sul bene giuridico tutelato, considerando anche la particolare clemenza trattamentale e sanzionatoria riservata a queste condotte. Il secondo capitolo analizza l'architettura delle fattispecie assumendo quale chiave di lettura la sentenza delle Sezioni Unite "Filardo" del 2020, esaminando in particolare i soggetti del reato, la violenta autosoddisfazione, la possibilità di ricorrere al giudice quale elemento tipico e il difficile discrimen con il più severamente punito delitto di estorsione, nonché il ruolo dell'elemento psicologico. Il terzo capitolo esamina il sofisticato rapporto tra le fattispecie incriminatrici e la scriminante dell'esercizio di un diritto, muovendo dalla formula giurisprudenziale che ne esclude aprioristicamente l'applicabilità, e proponendo di individuare, sulla base del principio di non contraddizione dell'ordinamento, nella facultas agendi riconosciuta dalla norma extrapenale attributiva il criterio risolutore del contrasto tra norma permissiva e norme incriminatrici. Mettendo in luce l'intima commistione tra profili oggettivi e psicologici che caratterizza geneticamente il fenomeno della ragion fattasi, si evidenziano le tensioni tra l’edulcorata comminatoria edittale ad esso riservata e l’assetto personalistico che desidererebbe un diritto penale liberale post-costituzionale, prospettando infine l'opportunità di un intervento legislativo abrogativo, eventualmente compensato dall'introduzione di una circostanza attenuante per i titoli di reato affini.

I delitti di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e la scriminante dell'esercizio di un diritto

BRIGO, ELIA
2025/2026

Abstract

L’elaborato affronta criticamente i delitti di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (artt. 392 e 393 c.p.) e ne indaga il difficile rapporto con la scriminante dell'esercizio di un diritto (art. 51 c.p.). Si ricostruisce anzitutto la genesi storica e sistematica dei delitti di "ragion fattasi", dai codici preunitari al codice Zanardelli fino al vigente codice Rocco, per poi passare in rassegna le principali tesi dottrinali sul bene giuridico tutelato, considerando anche la particolare clemenza trattamentale e sanzionatoria riservata a queste condotte. Il secondo capitolo analizza l'architettura delle fattispecie assumendo quale chiave di lettura la sentenza delle Sezioni Unite "Filardo" del 2020, esaminando in particolare i soggetti del reato, la violenta autosoddisfazione, la possibilità di ricorrere al giudice quale elemento tipico e il difficile discrimen con il più severamente punito delitto di estorsione, nonché il ruolo dell'elemento psicologico. Il terzo capitolo esamina il sofisticato rapporto tra le fattispecie incriminatrici e la scriminante dell'esercizio di un diritto, muovendo dalla formula giurisprudenziale che ne esclude aprioristicamente l'applicabilità, e proponendo di individuare, sulla base del principio di non contraddizione dell'ordinamento, nella facultas agendi riconosciuta dalla norma extrapenale attributiva il criterio risolutore del contrasto tra norma permissiva e norme incriminatrici. Mettendo in luce l'intima commistione tra profili oggettivi e psicologici che caratterizza geneticamente il fenomeno della ragion fattasi, si evidenziano le tensioni tra l’edulcorata comminatoria edittale ad esso riservata e l’assetto personalistico che desidererebbe un diritto penale liberale post-costituzionale, prospettando infine l'opportunità di un intervento legislativo abrogativo, eventualmente compensato dall'introduzione di una circostanza attenuante per i titoli di reato affini.
2025
Arbitrary exercise of one's own rights and the justification of exercising a right
Esercizio arbitrario
Ragion fattasi
Tutela arbitraria
Art. 51 c.p.
Esercizio legittimo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/116055