Il presente elaborato affronta il tema della commisurazione della pena nell'ordinamento penale italiano, muovendo dall’analisi delle principali teorie della pena e delle ragioni che ne giustificano l’esistenza all’interno di uno Stato di diritto. In tale prospettiva, particolare attenzione è dedicata alle tensioni generate dalla coesistenza delle diverse finalità attribuite alla sanzione nonché alla ricostruzione di una giustificazione liberale della pena quale fondamento dell'intervento penale, benché all’interno di una cornice connotata da precisi e necessari limiti. L’indagine si confronta altresì con il fenomeno del sovraffollamento carcerario, assunto quale manifestazione della crisi del sistema penale e della difficoltà di coniugare le esigenze preventive con il rispetto dei principi costituzionali governanti l’applicazione e l’esecuzione della pena, sovente traducentesi nella prevalenza di una logica di mera neutralizzazione. Su queste premesse, l'analisi perviene alla disamina della disciplina normativa della commisurazione della pena, soffermandosi sui criteri normativi che orientano il giudizio sanzionatorio, con particolare riguardo agli artt. 133 e 134 c.p. e al sistema delle circostanze del reato, al fine di indagare in quale misura tali parametri consentano di adeguare la risposta punitiva alla gravità del fatto e alla colpevolezza dell’autore, garantendo al contempo il perseguimento delle finalità proprie della pena. La trattazione si sofferma poi sui principali profili problematici della materia, analizzando il silenzio dell’art. 133 c.p. in ordine ai criteri finalistici della dosimetria sanzionatoria, l’ampiezza della discrezionalità riconosciuta al giudice dall’art. 132 c.p. e le criticità derivanti dal coordinamento tra il giudizio commisurativo e i meccanismi premiali connessi ai riti alternativi. Da ultimo, la tesi indaga l'istituto della giustizia riparativa e il ruolo innovativo attribuitole dalla riforma Cartabia. Attraverso l’esame della disciplina introdotta dal d.lgs. n. 150 del 2022, si intende verificare se e in quale misura i programmi riparativi, nonché i relativi esiti, possano incidere sul giudizio di commisurazione della pena, valutandone criticamente l'effettiva portata innovativa e il contributo all’evoluzione del sistema sanzionatorio verso modelli improntati alla responsabilizzazione dell’autore del reato e alla valorizzazione della dimensione relazionale del conflitto penale.

La commisurazione della pena: teorie, criteri applicativi e prospettive evolutive

CAPODAGLIO, ERICA
2025/2026

Abstract

Il presente elaborato affronta il tema della commisurazione della pena nell'ordinamento penale italiano, muovendo dall’analisi delle principali teorie della pena e delle ragioni che ne giustificano l’esistenza all’interno di uno Stato di diritto. In tale prospettiva, particolare attenzione è dedicata alle tensioni generate dalla coesistenza delle diverse finalità attribuite alla sanzione nonché alla ricostruzione di una giustificazione liberale della pena quale fondamento dell'intervento penale, benché all’interno di una cornice connotata da precisi e necessari limiti. L’indagine si confronta altresì con il fenomeno del sovraffollamento carcerario, assunto quale manifestazione della crisi del sistema penale e della difficoltà di coniugare le esigenze preventive con il rispetto dei principi costituzionali governanti l’applicazione e l’esecuzione della pena, sovente traducentesi nella prevalenza di una logica di mera neutralizzazione. Su queste premesse, l'analisi perviene alla disamina della disciplina normativa della commisurazione della pena, soffermandosi sui criteri normativi che orientano il giudizio sanzionatorio, con particolare riguardo agli artt. 133 e 134 c.p. e al sistema delle circostanze del reato, al fine di indagare in quale misura tali parametri consentano di adeguare la risposta punitiva alla gravità del fatto e alla colpevolezza dell’autore, garantendo al contempo il perseguimento delle finalità proprie della pena. La trattazione si sofferma poi sui principali profili problematici della materia, analizzando il silenzio dell’art. 133 c.p. in ordine ai criteri finalistici della dosimetria sanzionatoria, l’ampiezza della discrezionalità riconosciuta al giudice dall’art. 132 c.p. e le criticità derivanti dal coordinamento tra il giudizio commisurativo e i meccanismi premiali connessi ai riti alternativi. Da ultimo, la tesi indaga l'istituto della giustizia riparativa e il ruolo innovativo attribuitole dalla riforma Cartabia. Attraverso l’esame della disciplina introdotta dal d.lgs. n. 150 del 2022, si intende verificare se e in quale misura i programmi riparativi, nonché i relativi esiti, possano incidere sul giudizio di commisurazione della pena, valutandone criticamente l'effettiva portata innovativa e il contributo all’evoluzione del sistema sanzionatorio verso modelli improntati alla responsabilizzazione dell’autore del reato e alla valorizzazione della dimensione relazionale del conflitto penale.
2025
Sentencing Determination: punishment theories, applied criteria and emerging developments
Commisurazione
Teorie della pena
Criteri sanzionatori
Giustizia riparativa
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Capodaglio_Erica_tesi.pdf

accesso aperto

Dimensione 2.52 MB
Formato Adobe PDF
2.52 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/116056