Background. Nello screening medico-sportivo l’ECG a riposo a 12 derivazioni rappresenta, insieme alla prova da sforzo, un importante strumento per la diagnosi precoce delle cardiomiopatie, specialmente quelle a rischio di morte cardiaca improvvisa. Tra i reperti utili nella diagnosi rientra il basso voltaggio del complesso QRS (LQRSV) nelle derivazioni periferiche, che risulta essere associato alle cardiomiopatie caratterizzate da fibrosi miocardica. Tuttavia, l’ampiezza del complesso QRS non dipende solo dalle caratteristiche intrinseche del miocardio, ma anche dal posizionamento degli elettrodi. In letteratura non sono però disponibili sufficienti dati sull’effetto che il riposizionamento degli elettrodi periferici ha sull’ampiezza picco-picco del QRS tra la configurazione standard e il riposizionamento al torace, anteriore o posteriore, soprattutto negli atleti. Scopo dello studio. Valutare l’effetto del riposizionamento degli elettrodi periferici dagli arti al torace anteriore e posteriore sull’ampiezza del complesso QRS, analizzando le singole derivazioni, l’asse elettrico, la somma dell’ampiezza e l’ampiezza massima tra le sei derivazioni periferiche, l’impatto sui criteri di LQRSV, il ruolo delle caratteristiche individuali e la possibilità di ottenere delle equazioni di conversione tra le diverse configurazioni. Materiali e metodi. È stata condotta un’analisi su 132 atleti sani (età media 18,4 ± 5,8 anni; 81 maschi, 51 femmine) sottoposti a visita di idoneità agonistica presso l’UOC di Medicina dello Sport dell’AULSS 2 Marca Trevigiana. Ciascun soggetto è stato sottoposto a tre ECG, differenti solo per la posizione degli elettrodi periferici: agli arti, al torace anteriore e al torace posteriore. Gli elettrodi delle derivazioni precordiali sono rimasti fissi in sede standard. Risultati. Rispetto alla configurazione standard agli arti, la somma dell’ampiezza del QRS nelle sei derivazioni periferiche è aumentata del 19% nella configurazione anteriore (p<0,001), mentre non si sono osservate differenze significative con la configurazione posteriore. Il riposizionamento sul torace posteriore ha però determinato una redistribuzione dei voltaggi, con l’ampiezza in DI che si è ridotta del 32%. L’ampiezza massima del QRS tra le sei derivazioni è aumentata nella configurazione anteriore rispetto alla standard (+0,28 mV; p<0,001), mentre non ha mostrato differenze significative in quella posteriore. Tuttavia, in quest’ultima configurazione, l’ampiezza massima tende a ridursi nei soggetti con ampiezze già più basse. L’asse elettrico si è verticalizzato di 11,23° nella configurazione anteriore e di 8,64° nella configurazione posteriore. Le variazioni osservate sono sostanzialmente risultate indipendenti da sesso, età, BMI e ore di allenamento. Non è stato possibile ricavare un fattore di conversione sufficientemente accurato nel convertire un tracciato registrato nel torace in uno registrato agli arti. Conclusioni. Lo spostamento degli elettrodi periferici sul torace modifica l'ampiezza del complesso QRS: la configurazione anteriore, aumentando i voltaggi, può impedire l’identificazione di un LQRSV, portando ad un falso negativo; al contrario, la configurazione posteriore, riducendo i voltaggi in alcune derivazioni, può portare all’identificazione di un basso voltaggio non realmente presente, causando un falso positivo. Un ECG registrato con gli elettrodi periferici sul torace non dovrebbe essere interpretato con i valori di riferimento e i criteri diagnostici definiti per la configurazione standard e la sede degli elettrodi periferici dovrebbe essere annotata nel tracciato, soprattutto per garantire un confronto affidabile con i tracciati precedenti.

Effetto del posizionamento degli elettrodi sull'ampiezza del complesso QRS: analisi nel contesto dello screening medico-sportivo

BIADENE, MICHELE
2025/2026

Abstract

Background. Nello screening medico-sportivo l’ECG a riposo a 12 derivazioni rappresenta, insieme alla prova da sforzo, un importante strumento per la diagnosi precoce delle cardiomiopatie, specialmente quelle a rischio di morte cardiaca improvvisa. Tra i reperti utili nella diagnosi rientra il basso voltaggio del complesso QRS (LQRSV) nelle derivazioni periferiche, che risulta essere associato alle cardiomiopatie caratterizzate da fibrosi miocardica. Tuttavia, l’ampiezza del complesso QRS non dipende solo dalle caratteristiche intrinseche del miocardio, ma anche dal posizionamento degli elettrodi. In letteratura non sono però disponibili sufficienti dati sull’effetto che il riposizionamento degli elettrodi periferici ha sull’ampiezza picco-picco del QRS tra la configurazione standard e il riposizionamento al torace, anteriore o posteriore, soprattutto negli atleti. Scopo dello studio. Valutare l’effetto del riposizionamento degli elettrodi periferici dagli arti al torace anteriore e posteriore sull’ampiezza del complesso QRS, analizzando le singole derivazioni, l’asse elettrico, la somma dell’ampiezza e l’ampiezza massima tra le sei derivazioni periferiche, l’impatto sui criteri di LQRSV, il ruolo delle caratteristiche individuali e la possibilità di ottenere delle equazioni di conversione tra le diverse configurazioni. Materiali e metodi. È stata condotta un’analisi su 132 atleti sani (età media 18,4 ± 5,8 anni; 81 maschi, 51 femmine) sottoposti a visita di idoneità agonistica presso l’UOC di Medicina dello Sport dell’AULSS 2 Marca Trevigiana. Ciascun soggetto è stato sottoposto a tre ECG, differenti solo per la posizione degli elettrodi periferici: agli arti, al torace anteriore e al torace posteriore. Gli elettrodi delle derivazioni precordiali sono rimasti fissi in sede standard. Risultati. Rispetto alla configurazione standard agli arti, la somma dell’ampiezza del QRS nelle sei derivazioni periferiche è aumentata del 19% nella configurazione anteriore (p<0,001), mentre non si sono osservate differenze significative con la configurazione posteriore. Il riposizionamento sul torace posteriore ha però determinato una redistribuzione dei voltaggi, con l’ampiezza in DI che si è ridotta del 32%. L’ampiezza massima del QRS tra le sei derivazioni è aumentata nella configurazione anteriore rispetto alla standard (+0,28 mV; p<0,001), mentre non ha mostrato differenze significative in quella posteriore. Tuttavia, in quest’ultima configurazione, l’ampiezza massima tende a ridursi nei soggetti con ampiezze già più basse. L’asse elettrico si è verticalizzato di 11,23° nella configurazione anteriore e di 8,64° nella configurazione posteriore. Le variazioni osservate sono sostanzialmente risultate indipendenti da sesso, età, BMI e ore di allenamento. Non è stato possibile ricavare un fattore di conversione sufficientemente accurato nel convertire un tracciato registrato nel torace in uno registrato agli arti. Conclusioni. Lo spostamento degli elettrodi periferici sul torace modifica l'ampiezza del complesso QRS: la configurazione anteriore, aumentando i voltaggi, può impedire l’identificazione di un LQRSV, portando ad un falso negativo; al contrario, la configurazione posteriore, riducendo i voltaggi in alcune derivazioni, può portare all’identificazione di un basso voltaggio non realmente presente, causando un falso positivo. Un ECG registrato con gli elettrodi periferici sul torace non dovrebbe essere interpretato con i valori di riferimento e i criteri diagnostici definiti per la configurazione standard e la sede degli elettrodi periferici dovrebbe essere annotata nel tracciato, soprattutto per garantire un confronto affidabile con i tracciati precedenti.
2025
Effect of electrode placement on QRS complex amplitude: an analysis in the context of sports medicine screening
ECG
complesso QRS
medicina dello sport
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/116063