Background. Gli anticorpi bispecifici (BsAbs) hanno ampliato le possibilità terapeutiche nei pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario (RRMM) fortemente pretrattati. Il loro impiego presenta alcune criticità, legate soprattutto alla comparsa precoce di eventi avversi come CRS e ICANS durante la fase di dosaggio incrementale. L’efficacia del tocilizumab profilattico nel ridurre l’incidenza di CRS è documentata in letteratura, tuttavia, le evidenze real-world rimangono limitate e l'utilizzo profilattico non rappresenta uno standard terapeutico. L’opportunità offerta dalla strategia di profilassi assume particolare interesse in prospettiva di una gestione più sicura degli BsAbs in regime ambulatoriale e nei pazienti con recidiva aggressiva. Scopo dello studio. Valutare l’impatto della profilassi con tocilizumab sull’incidenza di CRS e ICANS nei pazienti con RRMM trattati con BsAbs, in regime di inpatient e di outpatient, oltre che nei pazienti con recidiva aggressiva. Materiali e metodi. Si tratta di uno studio monocentrico Padovano, retrospettivo (2023-2026), arruola pazienti con RRMM che hanno completato la step-up dose e ricevuto almeno una dose terapeutica di BsAbs. Si sono raccolti i dati inerenti a: caratteristiche cliniche, tipologia di premedicazione, CRS, ICANS, eventi avversi. La recidiva aggressiva è stata definita come da Offidani ed al. Risultati. Complessivamente si sono analizzati 43 pazienti e un totale di 47 step-up dose complete. L’età mediana all’avvio del trattamento era 66 anni (53-83). Il numero mediano di linee terapeutiche precedenti era 4 (3-8). Talquetamab è stato somministrato a 27 pazienti, teclistamab a 17, elranatamab a 3. 34 fasi di step-up sono avvenute in regime di ricovero e 13 in regime ambulatoriale. La profilassi con tocilizumab si è eseguita in 33 pazienti e l’incidenza di CRS è stata significativamente meno frequente in questo gruppo (21% vs 78%; p=0.001). Tutti i pazienti trattati in regime di outpatient hanno ricevuto tocilizumab profilattico e desametasone addizionale. In questa coorte si è verificato 1 sola CRS (G1). Negli inpatient 11/14 (78%) pazienti non hanno ricevuto la profilassi con tocilizumab e hanno poi sviluppato CRS con conseguente somministrazione di tocilizumab. L'insorgenza di CRS ha incrementato la durata di degenza (12 vs 8 giorni; p<0.001). Non sono emerse differenze statisticamente significative rispetto all’incidenza di ICANS (p=0.207) o eventi infettivi (p=0.571) tra pazienti che hanno ricevuto o meno il tocilizumab profilattico. Il 68% dei pazienti presentava almeno un criterio di recidiva aggressiva, il 43% due o più. Tra i pazienti con recidiva aggressiva, l’insorgenza di CRS è stata significativamente meno frequente nel gruppo profilassato con tocilizumab (21% vs 77%; p=0.003). L’incidenza di CRS nei pazienti con recidiva aggressiva che ha ricevuto tocilizumab non è risultata significativamente differente dai pazienti senza caratteristiche di aggressività che ha ricevuto la premedicazione (p=0.695). Dal confronto tra i gruppi con recidiva aggressiva e non aggressiva non è stata osservata nessuna differenza statisticamente significativa per incidenza di anemia (p=0.235), neutropenia (p=0.235), trombocitopenia (p=0.111), infezioni (p=0.999), ICANS (p=1.000) ed eventi di grado 3 e 4 (p=0.999) nemmeno stratificando per la presenza di ≥3 criteri di aggressività (p=0.513). Conclusioni. I risultati dello studio sostengono l’efficacia del tocilizumab profilattico nel ridurre l’incidenza di CRS durante la step-up dose degli BsAbs. La profilassi potrebbe consentire un utilizzo sicuro dei BsAbs anche in caso di recidiva aggressiva, suggerendone una possibile gestione outpatient. La riduzione del rischio di CRS offerta da tale strategia potrebbe migliorare la sicurezza del trattamento, contenere la durata della degenza, favorire la gestione ambulatoriale del paziente con potenziali benefici clinici e organizzativi.
Impatto ed opportunità del tocilizumab profilattico nei pazienti affetti da mieloma multiplo trattati con anticorpi bispecifici: l'esperienza del centro di Padova
POMARE', ELEONORA
2025/2026
Abstract
Background. Gli anticorpi bispecifici (BsAbs) hanno ampliato le possibilità terapeutiche nei pazienti con mieloma multiplo recidivato/refrattario (RRMM) fortemente pretrattati. Il loro impiego presenta alcune criticità, legate soprattutto alla comparsa precoce di eventi avversi come CRS e ICANS durante la fase di dosaggio incrementale. L’efficacia del tocilizumab profilattico nel ridurre l’incidenza di CRS è documentata in letteratura, tuttavia, le evidenze real-world rimangono limitate e l'utilizzo profilattico non rappresenta uno standard terapeutico. L’opportunità offerta dalla strategia di profilassi assume particolare interesse in prospettiva di una gestione più sicura degli BsAbs in regime ambulatoriale e nei pazienti con recidiva aggressiva. Scopo dello studio. Valutare l’impatto della profilassi con tocilizumab sull’incidenza di CRS e ICANS nei pazienti con RRMM trattati con BsAbs, in regime di inpatient e di outpatient, oltre che nei pazienti con recidiva aggressiva. Materiali e metodi. Si tratta di uno studio monocentrico Padovano, retrospettivo (2023-2026), arruola pazienti con RRMM che hanno completato la step-up dose e ricevuto almeno una dose terapeutica di BsAbs. Si sono raccolti i dati inerenti a: caratteristiche cliniche, tipologia di premedicazione, CRS, ICANS, eventi avversi. La recidiva aggressiva è stata definita come da Offidani ed al. Risultati. Complessivamente si sono analizzati 43 pazienti e un totale di 47 step-up dose complete. L’età mediana all’avvio del trattamento era 66 anni (53-83). Il numero mediano di linee terapeutiche precedenti era 4 (3-8). Talquetamab è stato somministrato a 27 pazienti, teclistamab a 17, elranatamab a 3. 34 fasi di step-up sono avvenute in regime di ricovero e 13 in regime ambulatoriale. La profilassi con tocilizumab si è eseguita in 33 pazienti e l’incidenza di CRS è stata significativamente meno frequente in questo gruppo (21% vs 78%; p=0.001). Tutti i pazienti trattati in regime di outpatient hanno ricevuto tocilizumab profilattico e desametasone addizionale. In questa coorte si è verificato 1 sola CRS (G1). Negli inpatient 11/14 (78%) pazienti non hanno ricevuto la profilassi con tocilizumab e hanno poi sviluppato CRS con conseguente somministrazione di tocilizumab. L'insorgenza di CRS ha incrementato la durata di degenza (12 vs 8 giorni; p<0.001). Non sono emerse differenze statisticamente significative rispetto all’incidenza di ICANS (p=0.207) o eventi infettivi (p=0.571) tra pazienti che hanno ricevuto o meno il tocilizumab profilattico. Il 68% dei pazienti presentava almeno un criterio di recidiva aggressiva, il 43% due o più. Tra i pazienti con recidiva aggressiva, l’insorgenza di CRS è stata significativamente meno frequente nel gruppo profilassato con tocilizumab (21% vs 77%; p=0.003). L’incidenza di CRS nei pazienti con recidiva aggressiva che ha ricevuto tocilizumab non è risultata significativamente differente dai pazienti senza caratteristiche di aggressività che ha ricevuto la premedicazione (p=0.695). Dal confronto tra i gruppi con recidiva aggressiva e non aggressiva non è stata osservata nessuna differenza statisticamente significativa per incidenza di anemia (p=0.235), neutropenia (p=0.235), trombocitopenia (p=0.111), infezioni (p=0.999), ICANS (p=1.000) ed eventi di grado 3 e 4 (p=0.999) nemmeno stratificando per la presenza di ≥3 criteri di aggressività (p=0.513). Conclusioni. I risultati dello studio sostengono l’efficacia del tocilizumab profilattico nel ridurre l’incidenza di CRS durante la step-up dose degli BsAbs. La profilassi potrebbe consentire un utilizzo sicuro dei BsAbs anche in caso di recidiva aggressiva, suggerendone una possibile gestione outpatient. La riduzione del rischio di CRS offerta da tale strategia potrebbe migliorare la sicurezza del trattamento, contenere la durata della degenza, favorire la gestione ambulatoriale del paziente con potenziali benefici clinici e organizzativi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/116711