This study analyzes the evolution of the concept of nature from classical thought to the contemporary ecological crisis. In this context, Karl Löwith's historiographical reflections are fundamental to understanding the shift from natural history to human history, alongside the thought of philosopher and anthropologist Bruno Latour, which helps grasps the consequences of the rift between humanity and nature. Karl Löwith describes the natural world as "the one and the whole", an expression denoting the cosmos' character of totality and uniqueness. In Greek world, the cosmos was conceived as a self-sufficient entity wherein human beings and nature shared the same space and destiny. Within this framework, the bond between the individual and the world required no explanation, as it rested on a relationship of interdependence in which neither party could exist without the other. However, the advent of Christian doctrine reduced the Earth to a mere divine construct serving humanity, while elevating the human being to the image of God. In this theological context, the world lost its autonomy and became merely a dwelling place for humanity, with individuals orienting their lives toward the pursuit of an ultimate purpose to justify their existence. Through a process of secularization, faith in Providence was replaced by faith in Progress, understood as blind faith in the future. The separation from the Greek cosmos initiated by Christianity eventually escalated into an attempt to dominate the world. Ultimately, however, the modernizing illusion turned into a threat to humanity itself, as humans became a genuine geological force. Modern humanity's supposed emancipation from nature became a primary cause of the climate crisis; indeed, Bruno Latour urgently calls upon to move beyond anthropocentrism and accept responsibility for the planet we inhabit.

Il presente lavoro analizza la transizione della concezione di natura dal pensiero classico alla crisi ecologica contemporanea. In merito, le riflessioni di Karl Löwith in ambito storiografico risultano fondamentali per comprendere il passaggio dalla storia naturale alla storia umana. Unitamente al pensiero del filosofo e antropologo Bruno Latour utile per cogliere le conseguenze della frattura fra uomo e natura. Karl Löwith sostiene che il mondo naturale sia ≪l'uno e l'insieme di tutto≫, per indicare il carattere di totalità e unicità del cosmo. Questo, nel mondo greco, veniva concepito come un'entità autosufficiente, entro il quale l'essere umano e la natura condividevano lo stesso destino e spazio. In quest'orizzonte, il legame tra individuo e mondo non necessitava di spiegazioni, poiché si basava su un rapporto di interdipendenza, in cui nessuna delle parti poteva esistere senza l'altra. Tuttavia, l'instaurarsi della dottrina cristiana finì per ridurre la Terra a mero artificio divino in funzione dell'uomo, elevando quest'ultimo a immagine e somiglianza di Dio. In questa cornice teologica, il mondo perde la propria autonomia e diviene mera dimora dell'essere umano, il quale orienta la propria vita alla ricerca di un fine ultimo che giustifichi la propria esistenza. Attraverso un processo di secolarizzazione, la fede nella Provvidenza viene sostituita dalla fede nel Progresso, inteso come fiducia cieca nel futuro. La rottura provocata dal cristianesimo nei confronti del cosmo greco è degenerata nel tentativo di poter dominare il mondo. Ad ogni modo, l'illusione modernizzatrice finì per trasformarsi in una minaccia per l'essere umano, il quale diventò una vera e propria forza geologica. La presunta emancipazione dell'uomo moderno dalla natura divenne una delle cause principali della crisi climatica, tanto che Bruno Latour ci invita, e anche urgentemente, a superare l'antropocentrismo per assumersi la responsabilità verso il pianeta in cui abitiamo.

Natura e crisi dell'antropocentrismo moderno tra Karl Löwith e Bruno Latour

MAZZOLDI, ANNA
2025/2026

Abstract

This study analyzes the evolution of the concept of nature from classical thought to the contemporary ecological crisis. In this context, Karl Löwith's historiographical reflections are fundamental to understanding the shift from natural history to human history, alongside the thought of philosopher and anthropologist Bruno Latour, which helps grasps the consequences of the rift between humanity and nature. Karl Löwith describes the natural world as "the one and the whole", an expression denoting the cosmos' character of totality and uniqueness. In Greek world, the cosmos was conceived as a self-sufficient entity wherein human beings and nature shared the same space and destiny. Within this framework, the bond between the individual and the world required no explanation, as it rested on a relationship of interdependence in which neither party could exist without the other. However, the advent of Christian doctrine reduced the Earth to a mere divine construct serving humanity, while elevating the human being to the image of God. In this theological context, the world lost its autonomy and became merely a dwelling place for humanity, with individuals orienting their lives toward the pursuit of an ultimate purpose to justify their existence. Through a process of secularization, faith in Providence was replaced by faith in Progress, understood as blind faith in the future. The separation from the Greek cosmos initiated by Christianity eventually escalated into an attempt to dominate the world. Ultimately, however, the modernizing illusion turned into a threat to humanity itself, as humans became a genuine geological force. Modern humanity's supposed emancipation from nature became a primary cause of the climate crisis; indeed, Bruno Latour urgently calls upon to move beyond anthropocentrism and accept responsibility for the planet we inhabit.
2025
Nature and Crisis of Modern Anthropocentrism between Karl Löwith and Bruno Latour
Il presente lavoro analizza la transizione della concezione di natura dal pensiero classico alla crisi ecologica contemporanea. In merito, le riflessioni di Karl Löwith in ambito storiografico risultano fondamentali per comprendere il passaggio dalla storia naturale alla storia umana. Unitamente al pensiero del filosofo e antropologo Bruno Latour utile per cogliere le conseguenze della frattura fra uomo e natura. Karl Löwith sostiene che il mondo naturale sia ≪l'uno e l'insieme di tutto≫, per indicare il carattere di totalità e unicità del cosmo. Questo, nel mondo greco, veniva concepito come un'entità autosufficiente, entro il quale l'essere umano e la natura condividevano lo stesso destino e spazio. In quest'orizzonte, il legame tra individuo e mondo non necessitava di spiegazioni, poiché si basava su un rapporto di interdipendenza, in cui nessuna delle parti poteva esistere senza l'altra. Tuttavia, l'instaurarsi della dottrina cristiana finì per ridurre la Terra a mero artificio divino in funzione dell'uomo, elevando quest'ultimo a immagine e somiglianza di Dio. In questa cornice teologica, il mondo perde la propria autonomia e diviene mera dimora dell'essere umano, il quale orienta la propria vita alla ricerca di un fine ultimo che giustifichi la propria esistenza. Attraverso un processo di secolarizzazione, la fede nella Provvidenza viene sostituita dalla fede nel Progresso, inteso come fiducia cieca nel futuro. La rottura provocata dal cristianesimo nei confronti del cosmo greco è degenerata nel tentativo di poter dominare il mondo. Ad ogni modo, l'illusione modernizzatrice finì per trasformarsi in una minaccia per l'essere umano, il quale diventò una vera e propria forza geologica. La presunta emancipazione dell'uomo moderno dalla natura divenne una delle cause principali della crisi climatica, tanto che Bruno Latour ci invita, e anche urgentemente, a superare l'antropocentrismo per assumersi la responsabilità verso il pianeta in cui abitiamo.
Natura
Secolarizzazione
Modernità
Progresso
Responsabilità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/116941