Questa tesi si occuperà di analizzare l'occultamento e il ritrovamento di 695 fascicoli relativi alle stragi nazifasciste compiute in Italia durante l'occupazione tra il 1943 e il 1945. Il cui rinvenimento fortuito avviene solamente nel 1994 a Palazzo Cesi in quello che passerà alla storia come lo "Scandalo dell'Armadio della Vergogna". L'indagine cercherà di ricostruire le cause dell'inerzia giudiziaria durata cinquant'anni, rintracciabili in complesse dinamiche di Ragion di Stato legate alla Guerra Fredda, alla situazione politica interna, alla necessità di favorire la rinascita delle relazioni diplomatiche con la Germania Federale e al timore di subire ritorsioni contro i militari italiani accusati di crimini di guerra da Stati esteri. La tesi si concentrerà in particolare sul confronto tra le due relazioni finali prodotte dalla Commissione Parlamentare d'Inchiesta che tra il 2003 e il 2006 si occupò di indagare le cause che portano all'insabbiamento dei fascicoli. L'adozione di due distinte relazioni ha sancito l'esistenza di due prospettive differenti: mentre la relazione di maggioranza tende ha enfatizzato la carenza di prove documentali in merito a un'ingerenza politica deliberata, la relazione di minoranza ha invece interpretato l'occultamento come un atto politico consapevole, riconducibile alle logiche della Guerra Fredda. In definitiva, questa tesi analizza come la mancata sintesi tra la relazione di maggioranza e quella di minoranza rappresenti la fotografia di un Paese ancora diviso sulla propria storia. In definitiva, questo lavoro intende dimostrare come la mancata sintesi tra la relazione di maggioranza e quella di minoranza sia lo specchio di un Paese ancora irrisolto. L'obiettivo finale non è, dunque, l'illusione di una giustizia riparativa ormai preclusa dallo scorrere del tempo, quanto piuttosto la volontà di decodificare l'oblio istituzionale, trasformandolo in una consapevolezza critica che sottragga le vittime a un silenzio durato oltre cinquant'anni.
Giustizia negata e ragion di Stato: la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'occultamento dei crimini nazifascisti.
ZATTIN, LUCA
2025/2026
Abstract
Questa tesi si occuperà di analizzare l'occultamento e il ritrovamento di 695 fascicoli relativi alle stragi nazifasciste compiute in Italia durante l'occupazione tra il 1943 e il 1945. Il cui rinvenimento fortuito avviene solamente nel 1994 a Palazzo Cesi in quello che passerà alla storia come lo "Scandalo dell'Armadio della Vergogna". L'indagine cercherà di ricostruire le cause dell'inerzia giudiziaria durata cinquant'anni, rintracciabili in complesse dinamiche di Ragion di Stato legate alla Guerra Fredda, alla situazione politica interna, alla necessità di favorire la rinascita delle relazioni diplomatiche con la Germania Federale e al timore di subire ritorsioni contro i militari italiani accusati di crimini di guerra da Stati esteri. La tesi si concentrerà in particolare sul confronto tra le due relazioni finali prodotte dalla Commissione Parlamentare d'Inchiesta che tra il 2003 e il 2006 si occupò di indagare le cause che portano all'insabbiamento dei fascicoli. L'adozione di due distinte relazioni ha sancito l'esistenza di due prospettive differenti: mentre la relazione di maggioranza tende ha enfatizzato la carenza di prove documentali in merito a un'ingerenza politica deliberata, la relazione di minoranza ha invece interpretato l'occultamento come un atto politico consapevole, riconducibile alle logiche della Guerra Fredda. In definitiva, questa tesi analizza come la mancata sintesi tra la relazione di maggioranza e quella di minoranza rappresenti la fotografia di un Paese ancora diviso sulla propria storia. In definitiva, questo lavoro intende dimostrare come la mancata sintesi tra la relazione di maggioranza e quella di minoranza sia lo specchio di un Paese ancora irrisolto. L'obiettivo finale non è, dunque, l'illusione di una giustizia riparativa ormai preclusa dallo scorrere del tempo, quanto piuttosto la volontà di decodificare l'oblio istituzionale, trasformandolo in una consapevolezza critica che sottragga le vittime a un silenzio durato oltre cinquant'anni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/117232