Il presente lavoro di tesi analizza il caso del dissesto della Banca Popolare di Vicenza (BPVi), un istituto che ha rappresentato a lungo un simbolo di stabilità economico-sociale per il territorio veneto, prima di giungere a un repentino collasso. L'obiettivo dello studio è indagare le cause strutturali e gestionali che hanno condotto alla liquidazione coatta amministrativa dell'ente nel 2017. L'elaborato ricostruisce inizialmente la nascita della prima Banca Popolare vicentina, esaminando il tradizionale modello cooperativo e le forti criticità della sua governance, caratterizzata da una marcata concentrazione dei poteri e dall'inefficacia dei sistemi di controllo interni ed esterni prima dell'introduzione del Meccanismo di Vigilanza Unico. Questo scenario si intreccia con la riforma del 2015, che ha imposto un nuovo assetto organizzativo, e con le ispezioni della BCE che hanno progressivamente svelato il dissesto dell'istituto. Successivamente, l'analisi si focalizza sulle principali irregolarità che hanno determinato la crisi: viene approfondita la determinazione del prezzo delle azioni con la conseguente sopravvalutazione dei titoli, il meccanismo illecito delle cosiddette "operazioni baciate" e le modalità imprudenti di erogazione del credito. Infine, l'attenzione si sposta sulle inevitabili conseguenze del crollo, dalla svalutazione azionaria, ai fallimentari tentativi di risanamento, fino alla liquidazione coatta e alla vendita degli asset sani. In conclusione, lo studio evidenzia come il crac di BPVi costituisca un caso emblematico delle fragilità storiche del sistema bancario italiano, offrendo una riflessione sulla necessità di modelli organizzativi più trasparenti e di una vigilanza transnazionale più tempestiva e rigorosa.
Banca Popolare di Vicenza: analisi delle cause del dissesto bancario
MARTIN, NOEMI
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro di tesi analizza il caso del dissesto della Banca Popolare di Vicenza (BPVi), un istituto che ha rappresentato a lungo un simbolo di stabilità economico-sociale per il territorio veneto, prima di giungere a un repentino collasso. L'obiettivo dello studio è indagare le cause strutturali e gestionali che hanno condotto alla liquidazione coatta amministrativa dell'ente nel 2017. L'elaborato ricostruisce inizialmente la nascita della prima Banca Popolare vicentina, esaminando il tradizionale modello cooperativo e le forti criticità della sua governance, caratterizzata da una marcata concentrazione dei poteri e dall'inefficacia dei sistemi di controllo interni ed esterni prima dell'introduzione del Meccanismo di Vigilanza Unico. Questo scenario si intreccia con la riforma del 2015, che ha imposto un nuovo assetto organizzativo, e con le ispezioni della BCE che hanno progressivamente svelato il dissesto dell'istituto. Successivamente, l'analisi si focalizza sulle principali irregolarità che hanno determinato la crisi: viene approfondita la determinazione del prezzo delle azioni con la conseguente sopravvalutazione dei titoli, il meccanismo illecito delle cosiddette "operazioni baciate" e le modalità imprudenti di erogazione del credito. Infine, l'attenzione si sposta sulle inevitabili conseguenze del crollo, dalla svalutazione azionaria, ai fallimentari tentativi di risanamento, fino alla liquidazione coatta e alla vendita degli asset sani. In conclusione, lo studio evidenzia come il crac di BPVi costituisca un caso emblematico delle fragilità storiche del sistema bancario italiano, offrendo una riflessione sulla necessità di modelli organizzativi più trasparenti e di una vigilanza transnazionale più tempestiva e rigorosa.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
2120554 Martin Noemi.pdf
accesso aperto
Dimensione
569.85 kB
Formato
Adobe PDF
|
569.85 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/117241