Questa tesi esplora l’evoluzione dell’iconografia di Alessandro Magno in Italia, individuando nel 1494 una frattura nella rappresentazione del re macedone. La ricerca si propone di verificare in che modo la discesa di Carlo VIII e la crisi dell’equilibrio politico italiano abbiano influito su questa trasformazione, favorendo il passaggio da un’immagine prevalentemente leggendaria, ereditata dalla tradizione medievale, a una nuova lettura di tipo umanistico basata sulle fonti classiche. Attraverso l’analisi di testi e immagini, il lavoro ricostruisce le principali fasi di questo cambiamento. La prima parte esamina la fortuna della “materia alessandrina” nel Quattrocento, ancora legata allo “Pseudo-Callistene “ e all’ “Historia de Preliis” . La seconda parte si concentra sugli effetti del 1494, evidenziando l’importanza della riscoperta di autori come Plutarco e Curzio Rufo nella costruzione di un Alessandro modello di principe. L’ultima parte analizza alcuni casi di studio del primo Cinquecento, mostrando come la cultura umanistica abbia consolidato una rappresentazione del sovrano legata alla virtù politica, alla prudenza e alla legittimazione del potere. La tesi sostiene che l’iconografia di Alessandro Magno, presa come caso di studio, rifletta i più ampi cambiamenti culturali e politici dell’Italia tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento, segnati dal nuovo rapporto dell’Umanesimo con l’antichità classica.
L’iconografia di Alessandro Magno in Italia: la frattura del 1494 e la rielaborazione umanistica della sua iconografia.
PERDON, LAURA
2025/2026
Abstract
Questa tesi esplora l’evoluzione dell’iconografia di Alessandro Magno in Italia, individuando nel 1494 una frattura nella rappresentazione del re macedone. La ricerca si propone di verificare in che modo la discesa di Carlo VIII e la crisi dell’equilibrio politico italiano abbiano influito su questa trasformazione, favorendo il passaggio da un’immagine prevalentemente leggendaria, ereditata dalla tradizione medievale, a una nuova lettura di tipo umanistico basata sulle fonti classiche. Attraverso l’analisi di testi e immagini, il lavoro ricostruisce le principali fasi di questo cambiamento. La prima parte esamina la fortuna della “materia alessandrina” nel Quattrocento, ancora legata allo “Pseudo-Callistene “ e all’ “Historia de Preliis” . La seconda parte si concentra sugli effetti del 1494, evidenziando l’importanza della riscoperta di autori come Plutarco e Curzio Rufo nella costruzione di un Alessandro modello di principe. L’ultima parte analizza alcuni casi di studio del primo Cinquecento, mostrando come la cultura umanistica abbia consolidato una rappresentazione del sovrano legata alla virtù politica, alla prudenza e alla legittimazione del potere. La tesi sostiene che l’iconografia di Alessandro Magno, presa come caso di studio, rifletta i più ampi cambiamenti culturali e politici dell’Italia tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento, segnati dal nuovo rapporto dell’Umanesimo con l’antichità classica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/117660