La presente tesi si propone di indagare il movimento rave, una sottocultura musicale nata a seguito delle diverse evoluzioni che hanno caratterizzato la musica elettronica da ballo, dalle prime registrazioni su disco alla diffusione dei generi house e techno. Attraverso un approccio interdisciplinare che coniuga la sociologia delle sottoculture, osservazioni musicologiche e istanze filosofiche, il lavoro ricostruisce l’evoluzione della rave culture come erede diretta delle tendenze controculturali che l’hanno preceduta, con particolare riferimento all'eredità hippy, al nomadismo dei New Age Travellers e all'etica Do It Yourself del punk. Il primo capitolo definisce il quadro teorico di riferimento, analizzando il dibattito accademico attorno ai concetti di sottocultura, capitale simbolico e "panico morale", strumenti necessari per comprendere, in un primo momento, la natura delle aggregazioni giovanili. Il secondo capitolo analizza la dimensione storica, politica e sociale del movimento, evidenziando come i rave e la techno abbiano saputo tradurre in pratiche di resistenza concrete la teoria della Zona Autonoma Temporanea (T.A.Z.) di Hakim Bey, trasformando l'occupazione itinerante dello spazio in un atto politico contro la mercificazione del tempo libero. La parte empirica della ricerca si concentra infine sulla natura sociale e materiale del rave, che viene ricostruita attraverso i racconti personali di chi le feste le frequenta tutt’oggi. Attraverso una traccia d'intervista strutturata per sollecitare la memoria biografica dei partecipanti, la tesi arriva a sviscerare le sensazioni provate durante i rave ed i profondi paradossi che si sono costituiti attorno al movimento, accennando inoltre al contesto italiano e all'introduzione del cosiddetto "Decreto Rave" del 2022. Il lavoro dimostra, in conclusione, come la rave culture persista nella costante tensione tra resistenza politica e legittimazione istituzionale, rigenerando continuamente il proprio significato attraverso il conflitto, la ritualità e la riappropriazione collettiva dello spazio e del divertimento.
Analisi empirica del movimento free party: la dialettica sociale e l’esperienza dei ravers tra identità, valori e paradossi sottoculturali
CUPAC, NINA
2025/2026
Abstract
La presente tesi si propone di indagare il movimento rave, una sottocultura musicale nata a seguito delle diverse evoluzioni che hanno caratterizzato la musica elettronica da ballo, dalle prime registrazioni su disco alla diffusione dei generi house e techno. Attraverso un approccio interdisciplinare che coniuga la sociologia delle sottoculture, osservazioni musicologiche e istanze filosofiche, il lavoro ricostruisce l’evoluzione della rave culture come erede diretta delle tendenze controculturali che l’hanno preceduta, con particolare riferimento all'eredità hippy, al nomadismo dei New Age Travellers e all'etica Do It Yourself del punk. Il primo capitolo definisce il quadro teorico di riferimento, analizzando il dibattito accademico attorno ai concetti di sottocultura, capitale simbolico e "panico morale", strumenti necessari per comprendere, in un primo momento, la natura delle aggregazioni giovanili. Il secondo capitolo analizza la dimensione storica, politica e sociale del movimento, evidenziando come i rave e la techno abbiano saputo tradurre in pratiche di resistenza concrete la teoria della Zona Autonoma Temporanea (T.A.Z.) di Hakim Bey, trasformando l'occupazione itinerante dello spazio in un atto politico contro la mercificazione del tempo libero. La parte empirica della ricerca si concentra infine sulla natura sociale e materiale del rave, che viene ricostruita attraverso i racconti personali di chi le feste le frequenta tutt’oggi. Attraverso una traccia d'intervista strutturata per sollecitare la memoria biografica dei partecipanti, la tesi arriva a sviscerare le sensazioni provate durante i rave ed i profondi paradossi che si sono costituiti attorno al movimento, accennando inoltre al contesto italiano e all'introduzione del cosiddetto "Decreto Rave" del 2022. Il lavoro dimostra, in conclusione, come la rave culture persista nella costante tensione tra resistenza politica e legittimazione istituzionale, rigenerando continuamente il proprio significato attraverso il conflitto, la ritualità e la riappropriazione collettiva dello spazio e del divertimento.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/117967