This work examines the newsletter as a space for redefining the figure of the journalist and their relationship with the audience, asking to what extent this format allows journalists to recover the professional and economic autonomy that has been progressively eroded by the dominant models of digital journalism. The research is organized into three chapters. The first reconstructs the historical evolution of the journalist, from the compiler of handwritten gazettes to the digital journalist, showing how each technological shift has redefined roles, languages, and power relations. The second analyzes the newsletter as an editorial product, examining its formal characteristics, the relationship it establishes with the audience, and the economic model it can rely on. The third tests this theoretical framework through four interviews with Italian journalists who consistently use the format (Valerio Bassan, Giorgio Dell'Arti, Alessandro Di Stefano, and Barbara D'Amico). The analysis shows that the novelty of the newsletter lies less in the type of journalistic work itself, which remains substantially unchanged, than in the structure of the relationship with the reader: the push logic of email, voluntary subscription, and the continuity of a periodic appointment allow journalists to reduce their dependence on algorithmic intermediaries and to turn trust built over time into direct revenue. Significant limitations remain, however, from economic sustainability to the absence of external editorial oversight, to the fragility of a relationship with the audience that depends on trust renewed with every issue, factors that make the newsletter, in the cases observed, a complementary project rather than a fully autonomous editorial model.

Questo lavoro indaga la newsletter come spazio di ridefinizione della figura del giornalista e del suo rapporto con il pubblico, chiedendosi in che misura questo formato permetta di recuperare un'autonomia professionale ed economica che i modelli dominanti del giornalismo digitale hanno progressivamente eroso. La ricerca si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce l'evoluzione storica della figura del giornalista, dal compilatore delle gazzette manoscritte al giornalista digitale, mostrando come ogni cambiamento tecnologico abbia ridefinito ruoli, linguaggi e rapporti di potere. Il secondo analizza la newsletter come prodotto editoriale, nelle sue caratteristiche formali, nel rapporto che instaura con il pubblico e nel modello economico su cui può fondarsi. Il terzo verifica questo quadro teorico attraverso quattro interviste a giornalisti italiani che utilizzano stabilmente il formato (Valerio Bassan, Giorgio Dell'Arti, Alessandro Di Stefano e Barbara D'Amico). Dall'analisi emerge che la novità della newsletter riguarda meno il tipo di lavoro giornalistico in sé, sostanzialmente invariato, quanto la struttura del rapporto con il lettore: la logica push della posta elettronica, l'iscrizione volontaria e la continuità dell'appuntamento periodico permettono al giornalista di ridurre la mediazione degli intermediari algoritmici e di trasformare la fiducia costruita nel tempo in un ricavo diretto. Restano tuttavia limiti significativi, dalla sostenibilità economica all'assenza di un controllo redazionale esterno, fino alla fragilità di un legame con il pubblico che si regge sulla fiducia rinnovata a ogni invio, che rendono la newsletter, per i casi osservati, un progetto complementare più che un modello editoriale pienamente autonomo.

La newsletter: un nuovo spazio per il giornalismo contemporaneo

SINA, MARTA
2025/2026

Abstract

This work examines the newsletter as a space for redefining the figure of the journalist and their relationship with the audience, asking to what extent this format allows journalists to recover the professional and economic autonomy that has been progressively eroded by the dominant models of digital journalism. The research is organized into three chapters. The first reconstructs the historical evolution of the journalist, from the compiler of handwritten gazettes to the digital journalist, showing how each technological shift has redefined roles, languages, and power relations. The second analyzes the newsletter as an editorial product, examining its formal characteristics, the relationship it establishes with the audience, and the economic model it can rely on. The third tests this theoretical framework through four interviews with Italian journalists who consistently use the format (Valerio Bassan, Giorgio Dell'Arti, Alessandro Di Stefano, and Barbara D'Amico). The analysis shows that the novelty of the newsletter lies less in the type of journalistic work itself, which remains substantially unchanged, than in the structure of the relationship with the reader: the push logic of email, voluntary subscription, and the continuity of a periodic appointment allow journalists to reduce their dependence on algorithmic intermediaries and to turn trust built over time into direct revenue. Significant limitations remain, however, from economic sustainability to the absence of external editorial oversight, to the fragility of a relationship with the audience that depends on trust renewed with every issue, factors that make the newsletter, in the cases observed, a complementary project rather than a fully autonomous editorial model.
2025
The newsletter: a new space for contemporary journalism
Questo lavoro indaga la newsletter come spazio di ridefinizione della figura del giornalista e del suo rapporto con il pubblico, chiedendosi in che misura questo formato permetta di recuperare un'autonomia professionale ed economica che i modelli dominanti del giornalismo digitale hanno progressivamente eroso. La ricerca si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce l'evoluzione storica della figura del giornalista, dal compilatore delle gazzette manoscritte al giornalista digitale, mostrando come ogni cambiamento tecnologico abbia ridefinito ruoli, linguaggi e rapporti di potere. Il secondo analizza la newsletter come prodotto editoriale, nelle sue caratteristiche formali, nel rapporto che instaura con il pubblico e nel modello economico su cui può fondarsi. Il terzo verifica questo quadro teorico attraverso quattro interviste a giornalisti italiani che utilizzano stabilmente il formato (Valerio Bassan, Giorgio Dell'Arti, Alessandro Di Stefano e Barbara D'Amico). Dall'analisi emerge che la novità della newsletter riguarda meno il tipo di lavoro giornalistico in sé, sostanzialmente invariato, quanto la struttura del rapporto con il lettore: la logica push della posta elettronica, l'iscrizione volontaria e la continuità dell'appuntamento periodico permettono al giornalista di ridurre la mediazione degli intermediari algoritmici e di trasformare la fiducia costruita nel tempo in un ricavo diretto. Restano tuttavia limiti significativi, dalla sostenibilità economica all'assenza di un controllo redazionale esterno, fino alla fragilità di un legame con il pubblico che si regge sulla fiducia rinnovata a ogni invio, che rendono la newsletter, per i casi osservati, un progetto complementare più che un modello editoriale pienamente autonomo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/117988