L'insonnia rappresenta una delle problematiche di salute mentale più diffuse in adolescenza. Per rispondere alla crescente necessità di strumenti di valutazione efficaci, scalabili e accessibili, la pratica clinica sta integrando sempre più le nuove tecnologie. Il presente studio si inserisce in questo ambito, esplorando l'utilizzo della Realtà Virtuale (VR) come strumento innovativo per l'assessment dell'insonnia in ambito adolescenziale, con l'obiettivo di superare i limiti intrinseci ai soli strumenti di self-report. Viene inoltre indagato il rapporto tra insonnia e disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA), patologie entrambe molto diffuse in adolescenza il cui legame reciproco risulta a oggi ancora poco indagato. Il campione ha coinvolto 104 adolescenti, suddivisi in due gruppi sulla base del rischio insonnia. I partecipanti sono stati sottoposti a una sessione in realtà virtuale che simulava uno scenario di risveglio notturno, nell'ambito del paradigma di elicitazione dei sintomi. Durante l'esperienza sono state raccolte misure comportamentali automatiche, integrate da valutazioni self-report somministrate prima e dopo la sessione. I risultati suggeriscono che la VR sia in grado di discriminare i due gruppi sulla base dell’emotività negativa esperita durante l'esposizione e le strategie di regolazione emotiva messe in atto. Le analisi secondarie, condotte per distinguere i soggetti a rischio di sola insonnia da quelli a rischio combinato per insonnia e DNA, mostrano un trend secondo cui questi ultimi presentano valori più estremi di emotività negativa, coerentemente con l'ipotesi di un meccanismo transdiagnostico condiviso tra le due condizioni. Lo studio suggerisce il potenziale della realtà virtuale come strumento di assessment precoce, sensibile in particolare alla componente emotiva più che a quella comportamentale automatica, e offre indicazioni per orientare futuri interventi — anche VR-based — centrati sulla regolazione dell'emotività negativa. Questo approccio si pone come base per un modello di assessment integrato che, in futuro, potrà combinare dati comportamentali, fisiologici e self-report per offrire una visione più completa del profilo di rischio in adolescenza.
Realtà virtuale e disturbi del sonno in adolescenza: nuove prospettive di assessment
PAULETTO, MATTEO
2025/2026
Abstract
L'insonnia rappresenta una delle problematiche di salute mentale più diffuse in adolescenza. Per rispondere alla crescente necessità di strumenti di valutazione efficaci, scalabili e accessibili, la pratica clinica sta integrando sempre più le nuove tecnologie. Il presente studio si inserisce in questo ambito, esplorando l'utilizzo della Realtà Virtuale (VR) come strumento innovativo per l'assessment dell'insonnia in ambito adolescenziale, con l'obiettivo di superare i limiti intrinseci ai soli strumenti di self-report. Viene inoltre indagato il rapporto tra insonnia e disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA), patologie entrambe molto diffuse in adolescenza il cui legame reciproco risulta a oggi ancora poco indagato. Il campione ha coinvolto 104 adolescenti, suddivisi in due gruppi sulla base del rischio insonnia. I partecipanti sono stati sottoposti a una sessione in realtà virtuale che simulava uno scenario di risveglio notturno, nell'ambito del paradigma di elicitazione dei sintomi. Durante l'esperienza sono state raccolte misure comportamentali automatiche, integrate da valutazioni self-report somministrate prima e dopo la sessione. I risultati suggeriscono che la VR sia in grado di discriminare i due gruppi sulla base dell’emotività negativa esperita durante l'esposizione e le strategie di regolazione emotiva messe in atto. Le analisi secondarie, condotte per distinguere i soggetti a rischio di sola insonnia da quelli a rischio combinato per insonnia e DNA, mostrano un trend secondo cui questi ultimi presentano valori più estremi di emotività negativa, coerentemente con l'ipotesi di un meccanismo transdiagnostico condiviso tra le due condizioni. Lo studio suggerisce il potenziale della realtà virtuale come strumento di assessment precoce, sensibile in particolare alla componente emotiva più che a quella comportamentale automatica, e offre indicazioni per orientare futuri interventi — anche VR-based — centrati sulla regolazione dell'emotività negativa. Questo approccio si pone come base per un modello di assessment integrato che, in futuro, potrà combinare dati comportamentali, fisiologici e self-report per offrire una visione più completa del profilo di rischio in adolescenza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/118828