Dopo soli cinque anni dall’entrata in vigore della legge n. 189/2012 – c.d. legge Balduzzi nonché prima normativa avente ad oggetto la disciplina della responsabilità medica – il legislatore è nuovamente intervenuto con la legge 8 marzo 2017, n. 24 anche detta legge Gelli-Bianco – in vigore dal 1 aprile 2017 – recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. La normativa si propone di completare il progetto di riforma avviato nel 2012 e con l’obiettivo di giungere ad un equilibrio nell’ambito del rapporto tra medico e paziente, cercando di contemperare gli interessi di entrambi. L’obiettivo della nuova legge era soprattutto quello di preservare la posizione dell’esercente la professione sanitaria sia dal punto di vista civile che penale, consentendogli di svolgere al meglio la propria attività, scegliendo effettivamente la cura migliore per il paziente; a cui si aggiunge la necessaria tutela anche del danneggiato. Le previsioni ruotano tutte attorno a queste esigenze: la qualificazione della responsabilità di medici e strutture, con le conseguenze in termini processuali; la rilevanza delle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali; la previsione di una condizione di procedibilità dell’azione unitamente al tentativo obbligatorio di conciliazione stragiudiziale; la forma semplificata del giudizio di merito; la possibilità per le strutture di rivalersi su colui che nel concreto ha posto in essere il comportamento dannoso. Infine risulta tanto importante quanto problematica l’introduzione delle disposizioni inerenti all’assicurazione obbligatoria e alla possibilità di agire in via diretta nei confronti dell’assicurazione. Sicuramente il tutto mira e a tutelare i pazienti danneggiati ma il problema sussiste nel fatto che le disposizioni non possano dirsi ancora, dopo cinque anni dall’emanazione della legge, pienamente operative.
L'evoluzione processuale della responsabilità medica alla luce della legge Gelli-Bianco.
DISSEGNA, VALENTINA
2021/2022
Abstract
Dopo soli cinque anni dall’entrata in vigore della legge n. 189/2012 – c.d. legge Balduzzi nonché prima normativa avente ad oggetto la disciplina della responsabilità medica – il legislatore è nuovamente intervenuto con la legge 8 marzo 2017, n. 24 anche detta legge Gelli-Bianco – in vigore dal 1 aprile 2017 – recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. La normativa si propone di completare il progetto di riforma avviato nel 2012 e con l’obiettivo di giungere ad un equilibrio nell’ambito del rapporto tra medico e paziente, cercando di contemperare gli interessi di entrambi. L’obiettivo della nuova legge era soprattutto quello di preservare la posizione dell’esercente la professione sanitaria sia dal punto di vista civile che penale, consentendogli di svolgere al meglio la propria attività, scegliendo effettivamente la cura migliore per il paziente; a cui si aggiunge la necessaria tutela anche del danneggiato. Le previsioni ruotano tutte attorno a queste esigenze: la qualificazione della responsabilità di medici e strutture, con le conseguenze in termini processuali; la rilevanza delle linee guida e delle buone pratiche clinico-assistenziali; la previsione di una condizione di procedibilità dell’azione unitamente al tentativo obbligatorio di conciliazione stragiudiziale; la forma semplificata del giudizio di merito; la possibilità per le strutture di rivalersi su colui che nel concreto ha posto in essere il comportamento dannoso. Infine risulta tanto importante quanto problematica l’introduzione delle disposizioni inerenti all’assicurazione obbligatoria e alla possibilità di agire in via diretta nei confronti dell’assicurazione. Sicuramente il tutto mira e a tutelare i pazienti danneggiati ma il problema sussiste nel fatto che le disposizioni non possano dirsi ancora, dopo cinque anni dall’emanazione della legge, pienamente operative.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/30658