Il fenomeno del complottismo esiste da secoli, ma sembra essersi acuito negli ultimi decenni. Gli avvenimenti degli ultimi anni, primo fra tutti l’assalto a Capitol Hill, ci hanno costretto a fare i conti con questa realtà, ormai non più in secondo piano. Dopo un excursus storico di tale fenomeno, intendo riflettere sul modo in cui esso sia riuscito ad insinuarsi nel discorso politico occidentale, in particolare statunitense. Prenderò in considerazione anche il ruolo dei social network in questo processo e nella nascita e proliferazione del fenomeno stesso. Per fare questo, intendo portare come caso principale da analizzare quello di QAnon, movimento nato nel 2017 sul sito 4chan con lo scopo di combattere una cospirazione, non provata e un po’ fantasiosa, guidata da alcune élite statunitensi. Ho scelto di considerare questo caso perché, a mio avviso, più di altri permette di focalizzarsi sul tema della politica e su quello dei social network. Nell’analisi del fenomeno mi avvarrò della lettura di un classico quale “The Paranoid Style in American Politics” di R. Hofstadter e di diversi studi più recenti.
Il discorso cospirazionista nella politica occidentale: riflessioni sul caso QAnon
BRIZZI, GIANMARIA
2021/2022
Abstract
Il fenomeno del complottismo esiste da secoli, ma sembra essersi acuito negli ultimi decenni. Gli avvenimenti degli ultimi anni, primo fra tutti l’assalto a Capitol Hill, ci hanno costretto a fare i conti con questa realtà, ormai non più in secondo piano. Dopo un excursus storico di tale fenomeno, intendo riflettere sul modo in cui esso sia riuscito ad insinuarsi nel discorso politico occidentale, in particolare statunitense. Prenderò in considerazione anche il ruolo dei social network in questo processo e nella nascita e proliferazione del fenomeno stesso. Per fare questo, intendo portare come caso principale da analizzare quello di QAnon, movimento nato nel 2017 sul sito 4chan con lo scopo di combattere una cospirazione, non provata e un po’ fantasiosa, guidata da alcune élite statunitensi. Ho scelto di considerare questo caso perché, a mio avviso, più di altri permette di focalizzarsi sul tema della politica e su quello dei social network. Nell’analisi del fenomeno mi avvarrò della lettura di un classico quale “The Paranoid Style in American Politics” di R. Hofstadter e di diversi studi più recenti.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/33397