Introduzione: il delirium viene definito come un’insufficienza cerebrale acuta caratterizzata da uno stato confusionale acuto. Presenta un notevole impatto in terapia intensiva e si sviluppa con elevata incidenza nei pazienti anziani. Viene spesso sottodiagnosticato dagli operatori sanitari a causa di una scarsa conoscenza dei reali fattori di rischio e dei sintomi tipici del delirium. Il ruolo dell’infermiere è cruciale sia per la prevenzione che per il trattamento di tali condizioni, essendo la figura a più stretto contatto con il paziente. Problema: il delirium oltre a manifestarsi con forme diverse, presenta differenti fattori di rischio che rendono maggiormente difficile il riconoscimento e la prevenzione soprattutto in terapia intensiva dove la situazione per il paziente anziano è già critica. Infatti l’incidenza di delirium nei pazienti ricoverati in terapia intensiva è circa dell’87%. Per questo, gli infermieri di terapia intensiva dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale nella prevenzione, nel riconoscimento precoce e nel trattamento del delirium, per tentare di ridurre al minimo i fattori di rischio modificabili e riducendo così la prevalenza della gravità, la durata e le conseguenze negative. Materiali e metodi: revisione della letteratura sul delirium in terapia intensiva attraverso le banche dati Pub Med, Google Scholar e Cinhal; sono stati selezionati 10 articoli ed è stato utilizzato il metodo PIO, il quale consente di avere una struttura chiara ed essenziale dei quesiti sanitari specifici oggetto della ricerca. Risultati della ricerca: il delirium risulta sottodiagnosticato e sottogestito perché spesso viene considerato come una condizione normale e attesa del paziente critico; non è prioritario tra le condizioni che si possono verificare nel paziente ricoverato in terapia intensiva e di conseguenza risulta poco valutato e accertato. Le difficoltà sono collegate soprattutto all’interpretazione dei pazienti sedati ed intubati e all’utilizzo di trattamenti farmacologici per migliorare i sintomi, senza prima considerare e prevenire i fattori di rischio. Un approccio multidisciplinare che vede come protagonisti interventi di tipo non farmacologico come il riorientamento del paziente, interventi ambientali e il coinvolgimento della famiglia, risulta il più efficace nella prevenzione e gestione del delirium. Discussione e conclusione: l’infermiere ha un ruolo chiave nel riconoscimento e nella gestione dei pazienti anziani con delirium, soprattutto nell’applicazione degli interventi non farmacologici. Essendo la prevenzione il cardine per il trattamento del delirium, risulta necessario implementare percorsi formativi specifici al fine di aumentare le conoscenze di tale problematica.

Delirium in Terapia Intensiva: il ruolo dell'infermiere.

ZERBETTO, ARIANNA
2021/2022

Abstract

Introduzione: il delirium viene definito come un’insufficienza cerebrale acuta caratterizzata da uno stato confusionale acuto. Presenta un notevole impatto in terapia intensiva e si sviluppa con elevata incidenza nei pazienti anziani. Viene spesso sottodiagnosticato dagli operatori sanitari a causa di una scarsa conoscenza dei reali fattori di rischio e dei sintomi tipici del delirium. Il ruolo dell’infermiere è cruciale sia per la prevenzione che per il trattamento di tali condizioni, essendo la figura a più stretto contatto con il paziente. Problema: il delirium oltre a manifestarsi con forme diverse, presenta differenti fattori di rischio che rendono maggiormente difficile il riconoscimento e la prevenzione soprattutto in terapia intensiva dove la situazione per il paziente anziano è già critica. Infatti l’incidenza di delirium nei pazienti ricoverati in terapia intensiva è circa dell’87%. Per questo, gli infermieri di terapia intensiva dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale nella prevenzione, nel riconoscimento precoce e nel trattamento del delirium, per tentare di ridurre al minimo i fattori di rischio modificabili e riducendo così la prevalenza della gravità, la durata e le conseguenze negative. Materiali e metodi: revisione della letteratura sul delirium in terapia intensiva attraverso le banche dati Pub Med, Google Scholar e Cinhal; sono stati selezionati 10 articoli ed è stato utilizzato il metodo PIO, il quale consente di avere una struttura chiara ed essenziale dei quesiti sanitari specifici oggetto della ricerca. Risultati della ricerca: il delirium risulta sottodiagnosticato e sottogestito perché spesso viene considerato come una condizione normale e attesa del paziente critico; non è prioritario tra le condizioni che si possono verificare nel paziente ricoverato in terapia intensiva e di conseguenza risulta poco valutato e accertato. Le difficoltà sono collegate soprattutto all’interpretazione dei pazienti sedati ed intubati e all’utilizzo di trattamenti farmacologici per migliorare i sintomi, senza prima considerare e prevenire i fattori di rischio. Un approccio multidisciplinare che vede come protagonisti interventi di tipo non farmacologico come il riorientamento del paziente, interventi ambientali e il coinvolgimento della famiglia, risulta il più efficace nella prevenzione e gestione del delirium. Discussione e conclusione: l’infermiere ha un ruolo chiave nel riconoscimento e nella gestione dei pazienti anziani con delirium, soprattutto nell’applicazione degli interventi non farmacologici. Essendo la prevenzione il cardine per il trattamento del delirium, risulta necessario implementare percorsi formativi specifici al fine di aumentare le conoscenze di tale problematica.
2021
ICU (Intensive Care Unit) Delirium: the role of the nurse.
DELIRIUM
TERAPIA INTENSIVA
PREVENZIONE
VALUTAZIONE
GESTIONE
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