La nanotecnologia è una scienza emergente che negli ultimi anni ha riscosso particolare successo in diverse discipline scientifiche: questo crescente ed attuale interesse verso le nanoparticelle è sicuramente da attribuirsi alle loro proprietà uniche legate alle loro dimensioni. Tra le varie nanoparticelle studiate, quelle di ossido di ferro sono sicuramente interessanti per la loro facile reperibilità, il costo e la biocompatibilità. In questo lavoro di tesi si è studiata ed eseguita la sintesi chimica delle nanoparticelle di ossido di ferro; in particolare, la co-precipitazione. Questa tipologia di sintesi prevede essenzialmente l’utilizzo di due reagenti: un precursore di sali di ferro e una base in grado di neutralizzare il primo. In questa relazione sono state studiate e confrontate diverse combinazioni di reagenti: come precursori sono stati utilizzati il cloruro ferroso tetraidrato, il cloruro ferrico e il solfato ferroso eptaidrato (singolarmente o in combinazione) mentre come basi sono state utilizzate l'idrossido di sodio, l'idrossido di potassio e l'idrossido di ammonio. Al fine di caratterizzare le nanoparticelle così ottenute sono stati utilizzati due strumenti: il microscopio elettronico a scansione (SEM), in grado di mostrare la morfologia delle particelle e l’XRD, volto a dimostrare invece la loro composizione.
Sintesi di nanoparticelle di ossido di ferro
CRNOVRSANIN, ELDA
2022/2023
Abstract
La nanotecnologia è una scienza emergente che negli ultimi anni ha riscosso particolare successo in diverse discipline scientifiche: questo crescente ed attuale interesse verso le nanoparticelle è sicuramente da attribuirsi alle loro proprietà uniche legate alle loro dimensioni. Tra le varie nanoparticelle studiate, quelle di ossido di ferro sono sicuramente interessanti per la loro facile reperibilità, il costo e la biocompatibilità. In questo lavoro di tesi si è studiata ed eseguita la sintesi chimica delle nanoparticelle di ossido di ferro; in particolare, la co-precipitazione. Questa tipologia di sintesi prevede essenzialmente l’utilizzo di due reagenti: un precursore di sali di ferro e una base in grado di neutralizzare il primo. In questa relazione sono state studiate e confrontate diverse combinazioni di reagenti: come precursori sono stati utilizzati il cloruro ferroso tetraidrato, il cloruro ferrico e il solfato ferroso eptaidrato (singolarmente o in combinazione) mentre come basi sono state utilizzate l'idrossido di sodio, l'idrossido di potassio e l'idrossido di ammonio. Al fine di caratterizzare le nanoparticelle così ottenute sono stati utilizzati due strumenti: il microscopio elettronico a scansione (SEM), in grado di mostrare la morfologia delle particelle e l’XRD, volto a dimostrare invece la loro composizione.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/43915