La migrazione è un fenomeno sociale e strutturale, ovvero ha interessato qualsiasi territorio e qualsiasi epoca storica fin dalla primissima comparsa dell’uomo sulla Terra. Alla luce di ciò cercare di contrastare i flussi migratori può sembrare complesso; sarebbe invece opportuno cercare di strutturare dei percorsi di integrazione per sfruttare i vantaggi che le migrazioni portano con sé. A livello scolastico le migrazioni hanno come conseguenza la presenza nelle classi di bambini di origine straniera, con un background linguistico e culturale differente dagli alunni di origine non migratoria. Con questi studenti, come suggerisce anche la normativa italiana, è bene lavorare fin da subito sull’aspetto linguistico. In particolare, questa tesi di ricerca si concentra sull’aspetto della pragmatica, ramo della linguistica che si occupa dell’uso contestuale della lingua come azione reale e concreta. La ricerca ha avuto come oggetto gli atti linguistici e lo scopo è stato quello di indagare se gli studenti presentano una sensibilità pragmatica e se sia possibile sviluppare la competenza pragmatica alla Scuola Primaria. Il contesto sperimentale è stato la classe 5°A della Scuola Primaria Mazzini di Conegliano, composta da 18 studenti. La sezione, come emerso dalle biografie linguistiche degli studenti, è eterogenea dal punto di vista linguistico: metà dei bambini infatti non è italofona e ha origini straniere. La sperimentazione ha previsto l’utilizzo del Modello Didattico - Pragmatico Pentafasico. La parte di sperimentazione, svoltasi tra i mesi di ottobre e novembre 2022, è stata preceduta da una fase di osservazione nei mesi di maggio, giugno e ottobre 2022. Le lezioni si sono svolte secondo una metodologia attiva e interrogativa e hanno previsto attività diversificate che hanno portato gli alunni, gradualmente, a produrre e riflettere sugli atti linguistici in maniera sempre meno guidata. Fin da subito è emerso come gli studenti, sia italofoni che non, avessero già una consapevolezza pragmatica di tipo ingenuo che è risultata più sviluppata al termine del percorso sperimentale. Dall’analisi qualitativa degli elaborati finali degli alunni inoltre è emerso che i loro atti linguistici erano più conformi e adatti alle situazioni proposte.
LA LINGUA PER FARE - Sviluppo della competenza pragmatica in una classe 5° di Scuola Primaria.
CASAGRANDE, ANNA
2022/2023
Abstract
La migrazione è un fenomeno sociale e strutturale, ovvero ha interessato qualsiasi territorio e qualsiasi epoca storica fin dalla primissima comparsa dell’uomo sulla Terra. Alla luce di ciò cercare di contrastare i flussi migratori può sembrare complesso; sarebbe invece opportuno cercare di strutturare dei percorsi di integrazione per sfruttare i vantaggi che le migrazioni portano con sé. A livello scolastico le migrazioni hanno come conseguenza la presenza nelle classi di bambini di origine straniera, con un background linguistico e culturale differente dagli alunni di origine non migratoria. Con questi studenti, come suggerisce anche la normativa italiana, è bene lavorare fin da subito sull’aspetto linguistico. In particolare, questa tesi di ricerca si concentra sull’aspetto della pragmatica, ramo della linguistica che si occupa dell’uso contestuale della lingua come azione reale e concreta. La ricerca ha avuto come oggetto gli atti linguistici e lo scopo è stato quello di indagare se gli studenti presentano una sensibilità pragmatica e se sia possibile sviluppare la competenza pragmatica alla Scuola Primaria. Il contesto sperimentale è stato la classe 5°A della Scuola Primaria Mazzini di Conegliano, composta da 18 studenti. La sezione, come emerso dalle biografie linguistiche degli studenti, è eterogenea dal punto di vista linguistico: metà dei bambini infatti non è italofona e ha origini straniere. La sperimentazione ha previsto l’utilizzo del Modello Didattico - Pragmatico Pentafasico. La parte di sperimentazione, svoltasi tra i mesi di ottobre e novembre 2022, è stata preceduta da una fase di osservazione nei mesi di maggio, giugno e ottobre 2022. Le lezioni si sono svolte secondo una metodologia attiva e interrogativa e hanno previsto attività diversificate che hanno portato gli alunni, gradualmente, a produrre e riflettere sugli atti linguistici in maniera sempre meno guidata. Fin da subito è emerso come gli studenti, sia italofoni che non, avessero già una consapevolezza pragmatica di tipo ingenuo che è risultata più sviluppata al termine del percorso sperimentale. Dall’analisi qualitativa degli elaborati finali degli alunni inoltre è emerso che i loro atti linguistici erano più conformi e adatti alle situazioni proposte.File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/45082