Democratic Kampuchea - the official name of Cambodia from 1975 to 1979 - was among all the 20th-century totalitarianism one of those, if not the one, that most attempted to put into practice in society the utopia that was at the basis of its ideology, attempting to regulate every public and private aspect of every citizen's life. The architects of this project were the khmer rouge, a communist party where the theories of the extreme left had met with racism, xenophobia and many other autochthonous elements. This analysis stems from an interest in the theory of the religions of politics, a concept according to which 20th-century totalitarianism - such as Soviet and Chinese communism, German Nazism or Italian fascism - could be seen as religions; equal to traditional religions such as Christianity, Judaism and Islam, but with the difference that in these new "religions of politics" the transcendent sacred is replaced by a new, mundane sacred, referable to party, race or State, as the case may be. Inspired by this interesting doctrine, the study thus aims to trace a historical, political, cultural and religious reconstruction of the regime of Democratic Kampuchea in order to be able to extend the aforementioned theory to this case, in an attempt to determine whether or not the case in question can be framed within the conceptualisation of "religion of politics".

La Kampuchea Democratica – nome ufficiale della Cambogia dal 1975 al 1979 – fu tra tutti i totalitarismi novecenteschi uno di quelli, se non quello, che più di tutti tentò di mettere in pratica nella società l’utopia che stava alla base della propria ideologia, tentando di regolare ogni aspetto pubblico e privato della vita di ogni cittadino. Gli artefici di questo progetto furono i Khmer Rossi, un partito comunista dove le teorie dell’estrema sinistra avevano incontrato razzismo, xenofobia e molti altri elementi autoctoni. L’analisi in questione nasce dall’interesse verso la teoria delle religioni della politica, un concetto secondo il quale i totalitarismi novecenteschi – come il comunismo sovietico e cinese, il nazismo tedesco o il fascismo italiano – potrebbero essere visti come delle religioni; uguali alle religioni tradizionali come il cristianesimo, l’ebraismo e l’islam ma con la differenza che in queste nuove “religioni della politica” il sacro trascendente viene sostituito da un sacro nuovo, mondano, riconducibile, a seconda dei casi, al partito, alla razza o allo Stato. Ispirandosi a questa interessante dottrina, l’elaborato vuole dunque andare a tracciare una ricostruzione storica, politica, culturale e religiosa del regime della Kampuchea Democratica al fine di poter estendere a questo caso la teoria precedentemente menzionata, nel tentativo di determinare se il caso in questione possa essere o meno inquadrato entro la concettualizzazione di “religione della politica”.

Il comunismo dei khmer rossi come religione della politica

BASSO, MATTIA
2022/2023

Abstract

Democratic Kampuchea - the official name of Cambodia from 1975 to 1979 - was among all the 20th-century totalitarianism one of those, if not the one, that most attempted to put into practice in society the utopia that was at the basis of its ideology, attempting to regulate every public and private aspect of every citizen's life. The architects of this project were the khmer rouge, a communist party where the theories of the extreme left had met with racism, xenophobia and many other autochthonous elements. This analysis stems from an interest in the theory of the religions of politics, a concept according to which 20th-century totalitarianism - such as Soviet and Chinese communism, German Nazism or Italian fascism - could be seen as religions; equal to traditional religions such as Christianity, Judaism and Islam, but with the difference that in these new "religions of politics" the transcendent sacred is replaced by a new, mundane sacred, referable to party, race or State, as the case may be. Inspired by this interesting doctrine, the study thus aims to trace a historical, political, cultural and religious reconstruction of the regime of Democratic Kampuchea in order to be able to extend the aforementioned theory to this case, in an attempt to determine whether or not the case in question can be framed within the conceptualisation of "religion of politics".
2022
Khmer rouge communism as religion of politics
La Kampuchea Democratica – nome ufficiale della Cambogia dal 1975 al 1979 – fu tra tutti i totalitarismi novecenteschi uno di quelli, se non quello, che più di tutti tentò di mettere in pratica nella società l’utopia che stava alla base della propria ideologia, tentando di regolare ogni aspetto pubblico e privato della vita di ogni cittadino. Gli artefici di questo progetto furono i Khmer Rossi, un partito comunista dove le teorie dell’estrema sinistra avevano incontrato razzismo, xenofobia e molti altri elementi autoctoni. L’analisi in questione nasce dall’interesse verso la teoria delle religioni della politica, un concetto secondo il quale i totalitarismi novecenteschi – come il comunismo sovietico e cinese, il nazismo tedesco o il fascismo italiano – potrebbero essere visti come delle religioni; uguali alle religioni tradizionali come il cristianesimo, l’ebraismo e l’islam ma con la differenza che in queste nuove “religioni della politica” il sacro trascendente viene sostituito da un sacro nuovo, mondano, riconducibile, a seconda dei casi, al partito, alla razza o allo Stato. Ispirandosi a questa interessante dottrina, l’elaborato vuole dunque andare a tracciare una ricostruzione storica, politica, culturale e religiosa del regime della Kampuchea Democratica al fine di poter estendere a questo caso la teoria precedentemente menzionata, nel tentativo di determinare se il caso in questione possa essere o meno inquadrato entro la concettualizzazione di “religione della politica”.
Democratic Kampuchea
Religione politica
Totalitarismo
Pol Pot
Khmer rossi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/49225